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lunedì 9 luglio 2012
Il Fatto: “Moneyval, governo Monti ha salvato lo IOR”.Approvate le norme antiriciclaggio dall'Ue..
IL PRECEDENTEDI PASQUA
“Dalla Santa Sede si alza una fumata nera”, scrive Ticino Finanza. Perché Moneyval, ovvero il comitato del Consiglio d’Europa che ha messo sotto esame lo Ior, non ha ottenuto sufficienti garanzie per inserirlo nella cosiddetta white list del Gafi-Ocse. La verifica “sulle pratiche antiriciclaggio adottate dall’istituto di credito dello Stato Pontificio non sarebbero state sufficientemente positive da annoverare San Pietro tra i paesi virtuosi”.
“Dalla Santa Sede si alza una fumata nera”, scrive Ticino Finanza. Perché Moneyval, ovvero il comitato del Consiglio d’Europa che ha messo sotto esame lo Ior, non ha ottenuto sufficienti garanzie per inserirlo nella cosiddetta white list del Gafi-Ocse. La verifica “sulle pratiche antiriciclaggio adottate dall’istituto di credito dello Stato Pontificio non sarebbero state sufficientemente positive da annoverare San Pietro tra i paesi virtuosi”.
sabato 7 luglio 2012
ANTIRICICLAGGIO, COSÌ IL GOVERNO HA COPERTO LO IOR
Il governo italiano ha imbavagliato la delegazione della propria Autorità antiriciclaggio in Europa per aiutare il Vaticano.
di M. L.
Il governo italiano ha imbavagliato la delegazione della propria Autorità antiriciclaggio in Europa per aiutare il Vaticano. E il capo dell’ UIF, per protesta contro il Governo, ha ordinato il ritiro dei suoi uomini da Strasburgo. Ieri la Santa Sede è stata sottoposta all’esame finale dagli ispettori di Moneyval, l’organismo antiriciclaggio del Consiglio d’Europa riunito in seduta plenaria a Strasburgo. Ma il Governo italiano ha scelto di non parlare alla sessione plenaria in cui si discuteva il caso.
giovedì 5 luglio 2012
La polizia in Vaticano per la prima volta
GdF in via della Conciliazione per la contabilità dell'Istituto Dermatologico dell'ImmacolataPer la prima volta la polizia giudiziaria italiana e’ entrata in Vaticano per una perquisizione. Gli uomini della Guardia di Finanza, coordinati dal pm Michele Nardi, hanno varcato infatti la soglia di via della Conciliazione 3, a Roma.
INCIDENTE DIPLOMATICO – Hanno atteso ore prima che le autorita’ dello Stato pontificio dessero il loro via libera, e ad un certo punto si e’ anche sfiorato l’incidente diplomatico, col Vaticano che chiedeva il rigoroso rispetto delle procedure previsto dal trattato tra Stato e Chiesa. L’obiettivo degli investigatori e’ stato quello di passare al setaccio la contabilita’ dell’Istituto dermatologico dell’Immacolata (Idi) e dell’ospedale San Carlo di Nancy, il polo sanitario che fa capo alla Congregazione dei figli dell’Immacolata concezione. Una inchiesta che ha scoperchiato un buco da oltre 800 milioni di euro. Un caso San Raffaele, ma a Roma. Uno scandalo che finora ha coinvolto 4 persone. La notizia e’ stata data in esclusiva da Tgcom24.
sabato 30 giugno 2012
Don Giorgio: Il vaticano è un gran puttanaio connivente con il porco di Arcore
Il vaticano è un gran puttanaio, non lo dice un "pericoloso" ateo o qualche invasato satanista. Sono le parole pronunciate da Don Giorgio De Capitani in un video postato su Youtube. Il sacerdote tocca vari temi che hanno coinvolto il Vaticano in questi giorni come lo Ior e la caccita di Gotti Tedeschi, oppure i famosi Corvi. Per Don Giorgio, Paolo Gabrieli, maggiordomo del papa accusato di aver diffuso documenti segreti del vaticano, è solo un capro espiatorio. Continua nelle sue accuse il sacerdote: "Il Vaticano è stato per anni connivente con il porco di Arcore".
giovedì 28 giugno 2012
IL PROF TREMONTI PRONTO A SCENDERE IN CAMPO CON LA BENEDIZIONE DEL VATICANO
Giulio Tremonti, ormai ai margini del Pdl, starebbe preparando la sua discesa in campo con la "benedizione" del Vaticano. Uno scenario che si è fatto decisamente più consistente da quando Pieferdinando Casini si è schierato con Bersani lasciando un vuoto tra i cattolici militanti che avrebbero potuto trovare nel leader centrista il loro riferimento politico.
Il Fatto quotidiano scrive che l' ex ministro del Tesoro, da sempre amico di Ettore Gotti Tedeschi in queste settimane,guarda con interesse lo scenario politico e, soprattutto, incontra molte persone e sta lavorando a un progetto ancora da definire nel dettaglio in piena sintonia con gli ambienti vaticani.
giovedì 14 giugno 2012
SEGRETI VATICANO/ 750 chiese di proprietà pubblica cedute gratis al Vaticano, che incassa pure le offerte. Alle spese di gestione invece ci pensa il Viminale
Probabilmente pochi lo sanno, ma chiese come Santa Croce e Santa Maria Novella a Firenze, San Gregorio Armeno a Napoli e Santa Maria del Popolo a Roma, sono di proprietà del Viminale. In tutto sono 750 le chiese patrimonio dello Stato. Ma a beneficiarne, in uso assolutamente gratuito, sono le istituzioni ecclesiastiche, che non pagano il benché minimo fitto. Né si occupano di spese di gestione, manutenzione e restauro: tutto a carico dello Stato. A riscuotere le offerte, però, è il Vaticano.
di Carmine Gazzanni
È la storia – tutta italiana – del FEC, Fondo Edifici di Culto, nato il 20 maggio 1985 con la revisione del Concordato Lateranense ad opera dell’allora Presidente del Consiglio Bettino Craxi: una sorta di contenitore di tutto quel patrimonio ricco e variegato proveniente dagli enti religiosi discioltisi nella seconda metà del XIX secolo.
Da allora il ministro degli Interni si ritrova ad essere “legale rappresentante” di oltre 750 chiese, alcune delle quali di enorme importanza storica e religiosa. Solo per citarne alcune: San Domenico a Bologna; Santa Croce e Santa Maria Novella a Firenze; Santa Maria in Ara Coeli, Santa Maria del Popolo e la Basilica dei Santi Giovanni e Paolo al Celio a Roma; Santa Chiara con l’annesso monastero e San Gregorio
di Carmine Gazzanni
Da allora il ministro degli Interni si ritrova ad essere “legale rappresentante” di oltre 750 chiese, alcune delle quali di enorme importanza storica e religiosa. Solo per citarne alcune: San Domenico a Bologna; Santa Croce e Santa Maria Novella a Firenze; Santa Maria in Ara Coeli, Santa Maria del Popolo e la Basilica dei Santi Giovanni e Paolo al Celio a Roma; Santa Chiara con l’annesso monastero e San Gregorio
martedì 13 dicembre 2011
IL CARDINAL BERTONE E I SACRIFICI (DEGLI ALTRI)
Difficile, anche a distanza di un giorno, mitigare quel misto di fastidio e irritazione provato di fronte al commento del cardinal Tarcisio Bertone sulla manovra. Quella frase «i sacrifici fanno parte della vita», buttata lì con laconica indifferenza, colpisce per crudezza e distacco. Come se le condizioni di vita di milioni di cittadini, che dai recenti provvedimenti del governo Monti vengono ulteriormente gravate, non lo riguardassero.
LA CASTA DEL CARDINALE. In barba alla maggiore equità chiesta al governo dai vescovi, e al fatto che la Chiesa ha sempre fatto del senso di giustizia sociale un punto fermo della sua dottrina.
sabato 19 novembre 2011
venerdì 18 novembre 2011
IL GOVERNO DI “CATTOLICI ADULTI” NON SODDISFA LA CEI
CITTA' DEL VATICANO - L’immagine è certo suggestiva. Poco prima che Mario Monti salga al Quirinale, al tempio di Adriano, nel centro di Roma, i politici cattolici di ieri e di oggi si ritrovano, di ottimo umore, all’inaugurazione della mostra Democrazia cristiana per l’Italia unita.
giovedì 17 novembre 2011
I GESUITI CHE IN ITALIA ALLEVANO LA CLASSE DIRIGENTE, COMPRESO MARIO DRAGHI
Dal sito dell' Istituto Massimiliano Massimo.
Mario Draghi fu un allievo dei Gesuiti, e con lui molta della classe dirigente italiana, come Luca Cordero di Montezemolo, Luigi Abete, Gianni de Gennaro, Francesco Rutelli, compreso anche direttori di giornali "alternativi" come Piero Sansonetti, direttore di Liberazione. Non sono le solite idee "complottiste", è la pura realtà dei fatti, guardate voi stessi l'intervista allo stesso Draghi e leggete l'articolo del Corriere della Sera "Quelli del Massimo: si trova all’ Eur la scuola dei campioni È l’ istituto che ha allevato la futura classe dirigente". L’Istituto Massimiliano Massimo è una scuola privata cattolica della Compagnia di Gesù, sita a Roma, che si ispira ai principi pedagogici di Ignazio di Loyola. E' da qui che sono nati molti dei nomi di spicco che oggi detengono le leve del potere in Italia e non solo, compreso lo stesso Draghi, che ricordiamo essere "Governatore della Banca d'Italia.
MARIO E I SUOI FRATELLI CATTOLICI: QUANTI AMICI DEL VATICANO NEL GOVERNO!
Ecco la pattuglia dei ministri dell' esecutivo Monti che godono di un alto gradimento da parte dei vescovi italiani e del Vaticano.
In Vaticano e ai vertici della Conferenza episcopale italiana si guarda con «attenzione e benevolenza» al lavoro del presidente del Consiglio Mario Monti e si esprime apprezzamento per il fatto che si sia tenuto conto della componente cattolica. Tre dei nuovi ministri (Lorenzo Ornaghi, neo-ministro dei Beni culturali; Corrado Passera, Sviluppo economico, infrastrutture e trasporti; e Andrea Riccardi, Cooperazione internazionale e integrazione) sono stati protagonisti del Forum dei cattolici a Todi. Ornaghi e Riccardi sono diretta espressione del mondo cattolico. Del primo è nota la vicinanza alla Conferenza episcopale italiana fin dai tempi in cui era guidata da Ruini, mentre il secondo si muove certamente a suo agio nei palazzi vaticani. Nei giorni scorsi il direttore del quotidiano «Avvenire», Marco Tarquinio, aveva chiesto che nella compagine governativa si tenesse conto anche dell’«altra economia» e dell’«altra diplomazia», e Riccardi è per l’ appunto fondatore e leader della Comunità di Sant’ Egidio, impegnata su molti fronti internazionali per la pace.
martedì 15 novembre 2011
VIETNAM, C’ È ANCHE IL VATICANO ALL’ ASSEMBLEA DELL’ INTERPOOL
Domenico Giani, comandante del Corpo della Gendarmeria e direttore dei Servizi di sicurezza e protezione civile dello Stato della Città del Vaticano, ha rappresentato la Santa Sede ad Hanoi, in Vietnam, in occasione dell’ ottantesima sessione dell’ assemblea generale dell’Organizzazione internazionale di polizia criminale, nota universalmente con il nome di Interpol, convocata per assumere «le principali decisioni nella gestione comune dei problemi di sicurezza che di volta in volta si presentano su scala internazionale».
Ne ha dato notizia l’ Osservatore Romano ricordando che la Santa Sede è membro a pieno titolo dell’organismo internazionale. La delegazione guidata da Giani era composta anche dal vice direttore Raoul Bonarelli, dal dirigente Costanzo Alessandrini, capo ufficio Interpol, e dal vice commissario Fabio Vagnoni, funzionario addetto al medesimo ufficio.
GOVERNO MONTI,PIENO SOSTEGNO DALLA CHIESA CATTOLICA..NON NE AVEVO DUBBI..
Roma, (TMNews) - I più pronti a cogliere il significato dei gesti sono stati i francescani di Assisi. "E' un bel segnale santificare la festa", hanno commentato dal sacro convento quando in televisione sono apparse le immagini di Mario Monti accompagnato dalla moglie alla messa domenicale a Sant' Ivo alla Sapienza.Padre Uberto Ceroni, gesuita di 89 anni, assistente spirituale di quell'istituto Leone XIII di Milano dove Monti frequentò il liceo, ricorda: "E' sempre stato cattolicissimo, ma lontano da ogni forma di bigottismo". Non manca dunque simpatia, quantomeno in molti ambienti ecclesiali, nei confronti del Professore. Né, ovviamente, manca la stima per una personalità universalmente ritenuta autorevole. C'è però una cosa che il variegato, prudente mondo cattolico vuole evitare: dare al premier 'in pectore' una delega in bianco.
Governo Monti, diversi cattolici tra i ministri ‘papabili’
Si rincorrono voci sulla lista dei ministri per il governo tecnico presieduto da Mario Monti, dopo le dimissioni di ieri di Silvio Berlusconi. L’elenco uscirà ufficialmente in serata, ma già trapelano alcuni nomi. Il professor Monti pare abbia tenuto conto anche delle preferenze del Vaticano.
Come ministro dell’Istruzione (”suggerito personalmente dal cardinal Angelo Bagnasco”, scrive Il Messaggero) il più ‘papabile’ è Lorenzo Ornaghi, rettore dell’Università Cattolica del Sacro Cuore.
Come ministro dell’Istruzione (”suggerito personalmente dal cardinal Angelo Bagnasco”, scrive Il Messaggero) il più ‘papabile’ è Lorenzo Ornaghi, rettore dell’Università Cattolica del Sacro Cuore.
giovedì 27 ottobre 2011
SPAGNA,PARTITO SOCIALISTA VUOLE ELIMINARE PRIVILEGI CHIESA
Elezioni in Spagna, partito socialista propone revisione privilegi della Chiesa
Il Partito Socialista spagnolo nel suo programma elettorale si propone eliminare i privilegi ipotecari della chiesa che attualmente viene equiparata alle amministrazioni territoriali e alle corporazioni di diritto pubblico. Il PSOE sostiene che questi privilegi sono in netta contraddizione con la laicità dello stato, riporta La Razon. Propone anche di non sovvenzionare le scuole che dividano gli alunni per sesso.
http://www.uaar.it/news/2011/10/26/elezioni-in-spagna-partito-socialista-propone-revisione-privilegi-della-chiesa/
Il Partito Socialista spagnolo nel suo programma elettorale si propone eliminare i privilegi ipotecari della chiesa che attualmente viene equiparata alle amministrazioni territoriali e alle corporazioni di diritto pubblico. Il PSOE sostiene che questi privilegi sono in netta contraddizione con la laicità dello stato, riporta La Razon. Propone anche di non sovvenzionare le scuole che dividano gli alunni per sesso.
http://www.uaar.it/news/2011/10/26/elezioni-in-spagna-partito-socialista-propone-revisione-privilegi-della-chiesa/
mercoledì 26 ottobre 2011
SPAGNA, INCHIESTA BBC: MIGLIAIA DI NEONATI RUBATI DURANTE IL FRANCHISMO DA PRETI E SUORE..
A gestire il “traffico”, secondo le prime ricostruzioni, sarebbero stati medici e religiosi.
Oltre 300 mila neonati sarebbero stati sottratti ai genitori e venduti in Spagna durante la dittatura franchista fino agli anni Novanta. A far emergere lo scandalo dei “bambini rubati” un’inchiesta della Bbc, partita dalla rivelazione fatta in punto di morte di un “padre”, Jean Luis Moreno,che ha raccontato al “figlio” di averlo comprato da un prete a Saragozza. Una confessione che ha avuto effetti a catena e che ha permesso di far emergere dalle nebbie del passato migliaia e migliaia di casi analoghi.
Stando alle prime ricostruzioni, al centro del traffico preti e medici che lavoravano negli ospedali. Sarebbero stati loro a prelevare i bambini appena nati, dicendo alle famiglie naturali che i figli erano morti, per poi “affidarli” ad altri genitori. Questo è quanto teme le sia successo Manoli Pagador, che ha dato alla luce il suo primogenito nel 1971. «Una suora, che era anche un’infermiera, venne ad informarmi che mio figlio era morto», ma nessuno, stando alla sua testimonianza, le avrebbe mai fatto vedere il corpo. Nessuno parlava allora, ha detto la donna per giustificare il proprio silenzio,«non potevo accusarli perchè «eravamo nella Spagna di Franco. Era una dittatura».
Oltre 300 mila neonati sarebbero stati sottratti ai genitori e venduti in Spagna durante la dittatura franchista fino agli anni Novanta. A far emergere lo scandalo dei “bambini rubati” un’inchiesta della Bbc, partita dalla rivelazione fatta in punto di morte di un “padre”, Jean Luis Moreno,che ha raccontato al “figlio” di averlo comprato da un prete a Saragozza. Una confessione che ha avuto effetti a catena e che ha permesso di far emergere dalle nebbie del passato migliaia e migliaia di casi analoghi.
Stando alle prime ricostruzioni, al centro del traffico preti e medici che lavoravano negli ospedali. Sarebbero stati loro a prelevare i bambini appena nati, dicendo alle famiglie naturali che i figli erano morti, per poi “affidarli” ad altri genitori. Questo è quanto teme le sia successo Manoli Pagador, che ha dato alla luce il suo primogenito nel 1971. «Una suora, che era anche un’infermiera, venne ad informarmi che mio figlio era morto», ma nessuno, stando alla sua testimonianza, le avrebbe mai fatto vedere il corpo. Nessuno parlava allora, ha detto la donna per giustificare il proprio silenzio,«non potevo accusarli perchè «eravamo nella Spagna di Franco. Era una dittatura».
martedì 18 ottobre 2011
IL PREMIER: "DA TODI NESSUNA SPALLATA, SU BAGNASCO SOLO STRUMENTALIZZAZIONI"
Berlusconi: «Splendido il discorso del Cardinale». Ma "Avvenire" rilancia: mano tesa al cambiamento.
«Il convegno di Todi si è concluso con la decisione di far lievitare la presenza dei cattolici nella società italiana, attraverso un forte impegno sulle questioni del lavoro, dell’ accoglienza e della solidarietà». Lo rileva Silvio Berlusconi in una nota diffusa da Palazzo Chigi.
«Il convegno - prosegue il presidente del Consiglio- è stato introdotto da uno splendido discorso del capo dei vescovi italiani in cui era esplicitamente e reiteratamente affermato che qualunque impegno dei cattolici deve fondarsi sui principi e sui valori in cui essi credono, a partire dai diritti non negoziabili della persona predicati con forza e intelligenza dalla dottrina della Chiesa, e in particolare da Papa Benedetto XVI».
«Il convegno di Todi si è concluso con la decisione di far lievitare la presenza dei cattolici nella società italiana, attraverso un forte impegno sulle questioni del lavoro, dell’ accoglienza e della solidarietà». Lo rileva Silvio Berlusconi in una nota diffusa da Palazzo Chigi.
«Il convegno - prosegue il presidente del Consiglio- è stato introdotto da uno splendido discorso del capo dei vescovi italiani in cui era esplicitamente e reiteratamente affermato che qualunque impegno dei cattolici deve fondarsi sui principi e sui valori in cui essi credono, a partire dai diritti non negoziabili della persona predicati con forza e intelligenza dalla dottrina della Chiesa, e in particolare da Papa Benedetto XVI».
LE ASSOCIAZIONI CRISTIANE A RIMORCHIO DELLA SINISTRA
Il passo indietro di Berlusconi invocato da Bonanni trova consensi nell’ opposizione, che ha trovato in Bagnasco il suo Papa straniero. L' unico partito cattolico è quello anti-Cav
Questa lunga stagione politica ci sta regalando sorprese da soap opera. L’ ultima riguarda la conversione dei politici e degli intellettuali della sinistra. I più colti sono stati lesti a riaddattare, con più opportunismo e meno profondità, la massima di Benedetto Croce: «non possiamo non dirci cristiani » in «non possiamo non dirci cattolici». Gli altri, per furore antiberlusconiano non cianciano più di laicità, ma sorridono soddisfatti per aver trovato finalmente il loro Papa straniero. Solo che è italiano ed è ancora cardinale. È sua eminenza Angelo Bagnasco, presidente della Cei. La sinistra, quando si discuteva di crocifissi e valori cattolici, di bioetica e fine vita, lamentava le ingerenze dei vescovi sui principi morali.
Questa lunga stagione politica ci sta regalando sorprese da soap opera. L’ ultima riguarda la conversione dei politici e degli intellettuali della sinistra. I più colti sono stati lesti a riaddattare, con più opportunismo e meno profondità, la massima di Benedetto Croce: «non possiamo non dirci cristiani » in «non possiamo non dirci cattolici». Gli altri, per furore antiberlusconiano non cianciano più di laicità, ma sorridono soddisfatti per aver trovato finalmente il loro Papa straniero. Solo che è italiano ed è ancora cardinale. È sua eminenza Angelo Bagnasco, presidente della Cei. La sinistra, quando si discuteva di crocifissi e valori cattolici, di bioetica e fine vita, lamentava le ingerenze dei vescovi sui principi morali.
venerdì 14 ottobre 2011
HONDURAS,MONSIGNOR SANTOS VILLEDA SI CANDIDA ALLE ELEZIONI POLITICHE.VATICANO PREOCCUPATO.
Atteso un pronunciamento del Vaticano allarmato dalla decisione di monsignor Luis Santos Villeda che ha accettato la candidatura del Partito liberal progressista.
Due anni fa la conferenza episcopale si dichiarò "super partes". Ora invece in Honduras il «vescovo rosso» Luis Santos Villeda si candida alle elezioni perché «la politica trascura i poveri» e in Vaticano scatta l' allarme. Il capo della diocesi di Santa Rosa de Copan, ha infatti annunciato ufficialmente la sua discesa in campo per la presidenza della nazione centro-americana. Il presule ha chiesto l’ autorizzazione a Benedetto XVI ed è in attesa di una risposta formale da Roma.
A novembre il vescovo raggiungerà i 75 anni di età ed è intenzionato a presentare subito le proprie dimissioni alla Santa Sede come richiesto dal codice di diritto canonico.
Due anni fa la conferenza episcopale si dichiarò "super partes". Ora invece in Honduras il «vescovo rosso» Luis Santos Villeda si candida alle elezioni perché «la politica trascura i poveri» e in Vaticano scatta l' allarme. Il capo della diocesi di Santa Rosa de Copan, ha infatti annunciato ufficialmente la sua discesa in campo per la presidenza della nazione centro-americana. Il presule ha chiesto l’ autorizzazione a Benedetto XVI ed è in attesa di una risposta formale da Roma.
A novembre il vescovo raggiungerà i 75 anni di età ed è intenzionato a presentare subito le proprie dimissioni alla Santa Sede come richiesto dal codice di diritto canonico.
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