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sabato 7 luglio 2012
GERMANIA,LA CHIESA CATTOLICA FA I SOLDI COL PORNO
Le parole sono di quelle che pesano: ''La chiesa cattolica guadagna un capitale grazie al porno''. Con questo titolo il quotidiano conservatore tedesco die Welt ha lanciato, qualche giorno fa, una precisa accusa contro Weltbild, uno dei piu' grandi editori e distributori di libri in Germania, al 100% di proprieta' della Chiesa cattolica, che avrebbe nel suo catalogo decine di pubblicazioni pornografiche.
Oggi Weltbild – 6.400 dipendenti e un giro d'affari annuo di 1,7 miliari di euro – si difende e passa al contrattacco, minacciando azioni legali per diffamazione. Secondo il gruppo editoriale, quelle di cui parla il quotidiano sarebbero pubblicazioni erotiche, non pornografiche, che tra l'altro pesano per percentuali minime sui bilanci complessivi dell'azienda.
Oggi Weltbild – 6.400 dipendenti e un giro d'affari annuo di 1,7 miliari di euro – si difende e passa al contrattacco, minacciando azioni legali per diffamazione. Secondo il gruppo editoriale, quelle di cui parla il quotidiano sarebbero pubblicazioni erotiche, non pornografiche, che tra l'altro pesano per percentuali minime sui bilanci complessivi dell'azienda.
giovedì 28 giugno 2012
La Chiesa cattolica non rinuncia al porno
Non venderà più la la casa editrice Weltbild.di Dario Ferri
La Chiesa non esce dal tunnel del porno. Smentendo gli annunci dello scorso inverno, la casa editrice Weltbild, posseduta al 100% dalla chiesa cattolica tedesca, non sarà messa in vendita, nonostante la pubblicazione di numerosi romanzi erotici. Passato lo scandalo mediatico, la Chiesa si è rimangiata la parola, non esattamente una novità come nota Der Spiegel.
LA CHIESA HARD - I titoli a luci rosse venduti da una delle più grandi casi editrici tedesche, Weltbild, avevano creato un grosso scandalo in Germania l’anno scorso.
Il motivo era la proprietà azionaria di Weltbild, società interamente in mano alla Chiesa cattolica, con tanto di vescovi o loro incaricati in consiglio di amministrazione o di sorveglianza. La commercializzazione di materiale in netto contrasto con la morale cattolica aveva sollevato un pandemonio mediatico, tra l’altro iniziato da alcuni gruppi cristiani di orientamento conservatore, che ritenevano intollerabile che un’impresa clericale proponesse l’erotismo per le masse. Una tesi accolta, con qualche ritrosia e titubanza, anche dalla gerarchia. La Conferenza episcopale tedesca aveva infatti deciso di vendere Weltbild, per liberarsi dalle sue “scandalose” attività”.
PAROLA RIMANGIATA - Dopo alcuni mesi però tutto è cambiato. Il caso Weltbild non occupa più le prime pagine dei giornali tedeschi, e l’associazione tra Chiesa ed hard letterario è ormai finita nel dimenticatoio. Forse a causa della crisi, o forse per altri motivi, la Chiesa ha deciso di trasferire le partecipazioni azionarie di Weltbild delle varie diocesi in una fondazione. Il gruppo rimarrà così sotto il controllo della Curia teutonica, e secondo il presidente del consiglio di sorveglianza Peter Beer, vicario generale della diocesi di Monaco, la fondazione perseguirà obiettivi benefici ispirati dalla morale cristiana. I soci di Weltbild rinunciano così ai profitti ricavati dalla vendita di un gruppo editoriale da quasi 2 miliardi di fatturato annuo, e la fondazione sarà la sola responsabile della casa editrice. Chissà se anche i cataloghi saranno aggiornati alla linea suggerita dal vicario generale della diocesi di Monaco di Baviera, oppure se i titoli hard saranno tenuti visti i gusti del pubblico.
fonte
sabato 19 novembre 2011
STATI UNITI,LA DIOCESI DI ORANGE COMPRA CHIESA PROTESTANTE PER 57,5 MILIONI DI DOLLARI
La diocesi di Orange, California, sborsa 57 milioni di dollari per la Crystal Cathedral, il singolare edificio di una comunità protestante finita in bancarotta. "Un'operazione conveniente".
È finita persino in una corrosiva parodia dei Simpson. È una chiesa vivacemente naïve che assomiglia fragorosamente a un gigantesco centro commerciale.Eccola qui la celebre “Crystal Cathedral”, l’edificio quartier generale di una congregazione protestante fondata nel 1955 dal pastore Robert H. Schuller nella città di Garden Grove, contea di Orange, California. Una congregazione che, nel 2010, dopo anni di lotte intestine, ha dichiarato ufficialmente il proprio stato di bancarotta. Di qui la necessità di mettere sul mercato e vendere la gigantesca struttura (2736 posti).
Il 17 novembre un giudice fallimentare ha stabilito che l’offerta migliore per l’acquisto dell’edificio era quella proveniente dalla Diocesi di Orange: 57,5 milioni di dollari. Un’offerta ritenuta evidentemente più congrua rispetto a quella avanzata dalla Chapman University che intendeva acquisire la proprietà per farne una parte del proprio campus.
Il 17 novembre un giudice fallimentare ha stabilito che l’offerta migliore per l’acquisto dell’edificio era quella proveniente dalla Diocesi di Orange: 57,5 milioni di dollari. Un’offerta ritenuta evidentemente più congrua rispetto a quella avanzata dalla Chapman University che intendeva acquisire la proprietà per farne una parte del proprio campus.
mercoledì 16 novembre 2011
IL DENARO DEL VATICANO INVESTITO NELLE BORSE
Estratto da THE VATICAN'S FINANCES di Monsenor Rafael Rodriguez Guillen - pag. 37-39.
Dalla seconda guerra mondiale le finanze Vaticane, prendendo vantaggio dai resti delle nazioni in bancarotta, iniziarono ad utilizzare la borsa per fare un business molto redditizio. Allo stesso modo, i fondi e le riserve auree del Vaticano, che erano in gran quantità assicurate nei titoli di stato e nel capitale azionario, per gli interessi complessivi e globali degli investitori, furono utilizzate per la ricostruzione dei paesi come l' Italia, la Germania e la Spagna, che versavano in rovina. Esse così trassero gran parte delle finanze bancarie, e il Banco Ambrosiano Vaticano divenne proprietario e signore di capitali e prestiti a lungo termine. Gli investimenti della Santa Sede, in quei momenti, una volta che la guerra in Italia fu persa, si avviarono a questo punto al reindirizzamento su piani internazionali, con le Diocesi, i Cardinali e i funzionari amministrativi degli Stati Uniti che conseguivano un imponderabile colpo da maestro amministrativo. La Chiesa Cattolica sta ora anche offrendo prestiti bancari in Messico. Quando la lira italiana iniziò la svalutazione alla fine del 1994, il Vaticano ritirò i suoi soldi e li reinvestì in dollari, in yen giapponesi, in sterline inglesi e in marchi tedeschi.
Dalla seconda guerra mondiale le finanze Vaticane, prendendo vantaggio dai resti delle nazioni in bancarotta, iniziarono ad utilizzare la borsa per fare un business molto redditizio. Allo stesso modo, i fondi e le riserve auree del Vaticano, che erano in gran quantità assicurate nei titoli di stato e nel capitale azionario, per gli interessi complessivi e globali degli investitori, furono utilizzate per la ricostruzione dei paesi come l' Italia, la Germania e la Spagna, che versavano in rovina. Esse così trassero gran parte delle finanze bancarie, e il Banco Ambrosiano Vaticano divenne proprietario e signore di capitali e prestiti a lungo termine. Gli investimenti della Santa Sede, in quei momenti, una volta che la guerra in Italia fu persa, si avviarono a questo punto al reindirizzamento su piani internazionali, con le Diocesi, i Cardinali e i funzionari amministrativi degli Stati Uniti che conseguivano un imponderabile colpo da maestro amministrativo. La Chiesa Cattolica sta ora anche offrendo prestiti bancari in Messico. Quando la lira italiana iniziò la svalutazione alla fine del 1994, il Vaticano ritirò i suoi soldi e li reinvestì in dollari, in yen giapponesi, in sterline inglesi e in marchi tedeschi.
martedì 15 novembre 2011
CHIESA TEDESCA INVESTE NEL PORNO,L'IMBARAZZO DI RATZINGER
Il caso Weltbild continua ad allargarsi. La catena di librerie più grandi della Germania, posseduta interamente dalla Chiesa cattolica tedesca, ha nel proprio catalogo materiale erotico, così come alcune società partecipate da Weltbild sono attive nelle produzioni hard. Questo tipo di iniziativa imprenditoriale è molto sgradita al Papa, che ha fatto ricevere un in equivoco messaggio: la Chiesa deve combattere l’arte erotica, non promuoverla né tantomeno venderla.
AMBASCIATOR NON PORTA PENA – Due giorni fa il Papa ha ricevuto il nuovo ambasciatore della Germania. Il suo messaggio è stato inequivocabile
Papa Benedetto XVI critica la ”discriminazione di genere delle donne” provocata dalle ”tendenzematerialistiche ed edonistiche” e dalla diffusione della pornografia anche via internet, soprattutto in Occidente. Ricevendo oggi in udienza il nuovo ambasciatore tedesco presso la Santa Sede, il pontefice ha ricordato che ”ogni persona, sia uomo o donna, e’ destinato ad esserci per l’altro”.
giovedì 11 agosto 2011
Banca cattolica investe in armi, anticoncezionali e tabacco
I dirigenti dell'istituto di credito che predicava investimenti etici ligi al cattolicesimo si sono subito scusati pubblicamente
giovedì 7 luglio 2011
Le ricchezze della Chiesa Cattolica: Inchiesta (Prima Parte)
Il tema delle ricchezze della Chiesa Cattolica è stato da sempre oggetto di discussioni nel mondo.C'è chi inorridisce di fronte ai tanti dati che negli ultimi 50 anni sono stati dati da giornalisti e scrittori e c'è chi parla di falsità. E' un tema complesso,per cui mi limiterò a dare alcuni dati salienti,spiegando in un secondo momento l'origine di tanto grandi ricchezze.
L'Oro del Vaticano
La Chiesa Cattolica possiede il secondo tesoro in oro più grande del mondo. La rivista italiana Oggi,nel 1952,stimò questo tesoro in 7.000 milioni di lire (=3.500.000.000 di euro odierni). Un tesoro straordinario,se comparato con i miseri 400 milioni di lire in oro dello Stato italiano e secondo solo a quello degli Stati Uniti. Sono passati quasi 50 anni. A quanto ammonterà il tesoro oggi giorno?Calcolando gli interessi, possiamo stimare l'incremento del valore del tesoro in un 63%,più del doppio quindi. Questo significa che ad oggi il tesoro in oro supererebbe i 7 miliardi di euro.
Il tesoro del Vaticano in metalli preziosi è stato stimato dalla pubblicazione United Nations World Magazine come ammontante a diversi milioni di dollari. Una gran parte di questo tesoro è immagazzinata in lingotti presso la U.S. Federal Reserve Bank, mentre il resto è custodito in banche britanniche ed elvetiche. Questa, comunque, non è che una piccola quota della ricchezza del Vaticano che, nei soli Stati Uniti, è più consistente di quella delle cinque aziende più floride della nazione. Se a questo si aggiungono proprietà immobiliari, azioni e titoli all'estero, la cospicua fortuna della Chiesa cattolica diventa così imponente che risulta impossibile darne una valutazione credibile.(39)
Il tesoro del Vaticano in metalli preziosi è stato stimato dalla pubblicazione United Nations World Magazine come ammontante a diversi milioni di dollari. Una gran parte di questo tesoro è immagazzinata in lingotti presso la U.S. Federal Reserve Bank, mentre il resto è custodito in banche britanniche ed elvetiche. Questa, comunque, non è che una piccola quota della ricchezza del Vaticano che, nei soli Stati Uniti, è più consistente di quella delle cinque aziende più floride della nazione. Se a questo si aggiungono proprietà immobiliari, azioni e titoli all'estero, la cospicua fortuna della Chiesa cattolica diventa così imponente che risulta impossibile darne una valutazione credibile.(39)
lunedì 4 luglio 2011
Il Vaticano nel 1986 era azionista della Tamoil?
Il 16 maggio 1986 el Pais(1),noto giornale spagnolo, riprende un in articolo uscito su Repubblica tempo prima,in cui si parlava dell’investimento fatto dalla Santa Sede in Tamoil. In quegl’anni la situazione di Tamoil,all’epoca l’ottava compagnia petrolifera italiana, non era affatto rosea.Per via della grave crisi,l’azienda,infatti,era stata ceduta alla First Arabian Corporation, di proprietà del libanese Roger Tamaz.
mercoledì 15 giugno 2011
Toh, la Chiesa ha fatto crac
Una diocesi slovena ha creato un buco per un miliardo di euro. Che il Vaticano non sa come ripianare. Una storia incredibile di investimenti sbagliati che ha fatto infuriare
Ratzinger
C'è una piccola diocesi che da qualche settimana ha tolto il sonno alle notti di Papa Benedetto XVI. Una chiesa che custodisce un segreto che potrebbe travolgere il Vaticano. Stavolta non si tratta della curia americana o di quella irlandese, implicate negli scandali dei preti pedofili. Né di ecclesiastici italiani, finiti nelle inchieste dei magistrati sulla "cricca" capitanata da Angelo Balducci e sul presunto riciclaggio dello Ior scoperta da Bankitalia. La basilica che angoscia Joseph Ratzinger e i suoi uomini di fiducia, Tarcisio Bertone su tutti, è quella di Maribor, cittadina nel nord Slovenia famosa per ospitare una gara di slalom della coppa del Mondo di sci.
Quando i monsignori diventano lobbisti: i legami tra chiesa e imprese in Slovenia
Il neocardinale sloveno Franc Rode intercede su richiesta di un collega per un'impresa di costruzione italiana. Ma non è abbastanza discreto, e la notizia trapela suscitando interrogativi imbarazzanti. Quali sono i legami tra governo, chiesa e imprese in Slovenia?
Erano passati solo cinque giorni dalla nomina cardinalizia di Franc Rode, il primo prelato sloveno a guadagnarsi la berretta scarlatta e a poter finalmente partecipare a pieno titolo ai concistori. Per la Slovenia, secondo la sua chiesa ed il governo, si trattava di un evento storico: Franc Rode avrebbe finalmente affermato, dal prestigioso pulpito cardinalizio in Vaticano, "gli interessi sloveni" anche lì, a Roma, aveva sottolineato nell'occasione con particolare enfasi il premier Janez Janša.
La Chiesa slovena sta diventando, giorno dopo giorno, un protagonista particolarmente attivo e presente nelle diverse sfere sociali del paese. Il suo pieno appoggio alle riforme neoliberali del governo Janša ne fa uno degli alleati strategici più importanti della coalizione attualmente alla guida del paese. Scuole private, denazionalizzazione, banche e istituzioni finanziarie, organizzazioni umanitarie, una forte presenza nei media, sempre più controllati dal governo, e due forti "reti" paraecclesiastiche presenti sul territorio: l'Ordine dei Cavalieri di Malta, con influenti adepti tra i ministri e nella diplomazia, e l'Opus Dei, coadiuvato dal nunzio apostolico a Lubiana, lo spagnolo Santos Abril y Castillo, in cerca anch'essa di un suo ruolo attivo nell'opera di sistematica desecolarizzazione in corso nella Slovenia membro dell' Unione Europea.
lunedì 13 giugno 2011
Pornografia e chiesa cattolica: lo scandalo T2
TV via cavo, internet e telefonia. La società T-2 sta sbaragliando la concorrenza. Anche grazie all'offerta di canali dal contenuto pornografico. Niente di strano, se non che proprietaria della T-2 è la chiesa cattolica slovena
Mentre la Slovenia, in qualità di presidente di turno dell'UE, inaugura alla grande il suo semestre ospitando a Lubiana la Commissione europea e tanti accademici europei per parlare di »Dialogo interculturale«, dietro alle quinte della composita realtà slovena e dei suoi poteri forti, quelli che in questo momento di più condizionano le scelte a lunga gittata del governo in carica, si consuma una paradossale storia di ipocrisia e „doppia morale".
Protagonista è questa volta il vertice stesso della Chiesa cattolico-romana slovena, in particolare la Conferenza episcopale di Maribor.
Slovenia: la chiesa tra anime e investimenti in borsa
Se ne è andato per limiti di età. Ma in realtà sul suo commiato pesa un gravissimo crack finanziario della diocesi che guidava dalla metà degli anni '80. E' Franc Kramberger, vescovo di Maribor. La chiesa slovena, dal comunismo all'euforia degli affari
| Vescovo Franc Kramberger |
Era entrato in scena tra le polemiche e tra controversie ancora maggiori se ne è andato. Il vescovo di Maribor, Franc Kramberger, era stato nominato a metà degli anni '80 alla guida della seconda, per importanza, diocesi slovena, nell’ambito di una serie di avvicendamenti voluti dal Vaticano. La cosa fece andare su tutte le furie le autorità dell’epoca. Non che si avesse nulla di particolare contro il prelato, ma semplicemente si credeva che quel posto spettasse a Vekoslav Grmič, che per 12 anni era stato vescovo ausiliario della città.
martedì 28 dicembre 2010
La ricchezza nascosta della Chiesa di Ratzinger
Un’inchiesta del noto settimanale tedesco Der Spiegel denuncia la gestione a dir poco opaca dei beni della chiesa cattolica tedesca. Un nuovo scandalo bussa alla porte del Paradiso?
Come se non bastassero i numerosi abusi a sfondo sessuale e pedofilo venuti alla luce un po’ dappertutto nel mondo, una nuova serie di scandali finanziari, dalle
piccole e grandi ruberie al finanziamento illecito fino all’uso tutt’altro che caritatevole delle quote “pubbliche” di denaro assegnate dai cittadini e dallo Stato, sta scuotendo le fondamenta della Chiesa cattolica tedesca. Per ora, quasi nessuno annuncia contrizioni di sorta anzi, c’è chi minaccia querele e chi si trincera dietro un eloquente “No comment”, tuttavia c’è già chi è disposto a scommettere che molto presto la “questione finanziaria” – in Germania comeItalia e altrove – finirà col mettere in serio imbarazzo la stessa “stanza dei bottoni” vaticana.
piccole e grandi ruberie al finanziamento illecito fino all’uso tutt’altro che caritatevole delle quote “pubbliche” di denaro assegnate dai cittadini e dallo Stato, sta scuotendo le fondamenta della Chiesa cattolica tedesca. Per ora, quasi nessuno annuncia contrizioni di sorta anzi, c’è chi minaccia querele e chi si trincera dietro un eloquente “No comment”, tuttavia c’è già chi è disposto a scommettere che molto presto la “questione finanziaria” – in Germania comeItalia e altrove – finirà col mettere in serio imbarazzo la stessa “stanza dei bottoni” vaticana.giovedì 23 dicembre 2010
Risparmio, la Chiesa sceglie le obbligazioni
Reddito fisso per la Curia di Milano. E le suore bresciane si affidano alla Banca Lombarda. Ma le azioni Olivetti e Mediaset sono le preferite da eremiti e frati
Risparmio, la Chiesa sceglie le obbligazioni Reddito fisso per la Curia di Milano. E le suore bresciane si affidano alla Banca Lombarda MILANO - Qualcuno lo ricorda come il miracolo borsistico dei frati genovesi. Nel suo piccolo (pochi miliardi) è stata una delle più brillanti operazioni finanziarie nella storia della Chiesa cattolica. Tutto avvenne in un pomeriggio dell' estate ' 97. Due settimane prima i Frati Minori Cappuccini di Genova erano stati catapultati nella grande finanza di Piazza Affari dal concittadino Angelo Gazzolo. Questo ricco signore, passando a miglior vita, aveva lasciato in eredità ai suoi frati il 2,68% dell' Acquedotto De Ferrari Galliera, società quotata. Roba grossa per i Cappuccini. Roba da Ior, avranno pensato. E allora via, vendere tutto. Ma occhio, perché l' operazione è da manuale (e i Cappuccini sono genovesi): in quel pomeriggio la Borsa chiude (ore 17) con il titolo De Ferrari a 4.797 lire. I frati non hanno ancora venduto. Lo fanno (con un' operazione sul mercato dei blocchi) un quarto d' ora dopo (17.15) a 6.000 lire. È il colpo grosso, favorito dalle voci di un' Opa. Un altro quarto d' ora dopo (17.30) arriva puntuale l' Opa dell' Amga, l' azienda comunale. Risultato: i Cappuccini incassano 3,6 miliardi e benedicono l' Amga e il loro ragioniere.
sabato 18 dicembre 2010
Comunione e Fatturazione: il business ciellino vale 70 miliardi. Amen
"Il Mondo" lancia un'inchiesta shock sul giro d'affari gestito da Comunione e Liberazione attraverso la Compagnia delle Opere: un business che vale 70 miliardi di euro. Facilitazioni, sconti, network, appalti: con buona pace del cammello e della cruna dell'ago
Secondo la "leggenda" il fondatore di Comunione e Liberazione don Luigi Giussani nel 1986 si ritrovò angustiato da un problema: un suo amico era appena entrato nel business dell'enologia e, come tutti gli imprenditori agli inizi, aveva qualche difficoltà. Giussani si rivolse dunque al suo fedele Giorgio Vittadini "ma se voi non aiutate Sebastiano a vendere il vino, che razza di amici siete?". Con questo aneddoto il giornale "Il Mondo" apre l'inchiesta shock "Comunione e Fatturazione" (mutuando il nome da Dagospia). Con questo episodio si gettano le fondamenta del concetto di "amicizia" ciellina: ovvero reciproca, fruttuosa collaborazione, io do una mano a te, tu dai una mano a me. E così nasce la Compagnia delle Opere (CdO), braccio economico di CL basato proprio sui legami "amichevoli" tra ricchi e potenti. Che, da buoni amici di danno una mano. La chiamano "amicizia", ma si potrebbe anche dire lobby.
lunedì 6 dicembre 2010
Vaticano finanzia staminali etiche
L' annuncio del portavoce della Santa Sede, padre Federico Lombardi: "Il Vaticano contribuirà alla ricerca etica"
In merito alle notizie circolate nei giorni scorsi, circa un sostegno finanziario da parte del Vaticano al progetto di ricerca sulle cellule staminali adulte intestinali, nell’ambito di un accordo tra Italia e Stati Uniti, padre Federico Lombardi - interpellato dai giornalisti - ha chiarito, «ad evitare confusioni, che non vi sono al momento indicazioni di contributi delle istituzioni coinvolte nell’iniziativa, come si evince dal comunicato reso noto venerdì scorso,
al termine della riunione di una task force internazionale, svoltasi presso l’Istituto Superiore di Sanità per avviare le linee del progetto».
sabato 4 dicembre 2010
La Chiesa Spagnola investe in un'impresa che fabbrica anticoncezionali
Gli arcivescovati di Madrid e Burgos hanno investito fondi nel laboratorio farmacéutico Pfizer.
La Chiesa Spagnola cerca di far fruttare il suo denaro,anche se ciò contrasta con le questioni morali,come già dimostrò nel caso Gescrtera. Come raccontavano oggi i gornalisti della 4,con i loro discutibili investimenti i vescovi hanno perso a causa della crisi dei fondi subprime in Europa,quasi il 20% del loro investimento. Alcuni arcivescovi hanno investito nella Pfizer,un'impresa que tra i tanti farmaci fabbrica un anticoncezionale.
Gli investimenti della Banca cattolica Pax: anticoncezionali, armi e tabacco
Il giornale Der Spiegel scopre che la Banca Pax, cattolica, investe in azioni di aziende operanti nel mercato del tabacco, della difesa, di armi e della contraccezione.
Mentre in Italia divampano le polemiche sulla distribuzione della pillola abortiva RU486, il giornale Der Spiegel scopre che la Banca Pax, cattolica, investe in azioni di aziende operanti nel mercato del tabacco, della difesa, di armi e della contraccezione. La notizia, di fine maggio, è stata riportata un po’ in tutto il mondo. Il direttore della banca di Colonia, Winfried Hinzen ha fatto pubblica ammenda attraverso i microfoni di Domradio, un’emittente locale di Colonia: “Ci scusiamo con i nostri clienti per l’errore occorso” ed ha annunciato che le azioni saranno rivendute immediatamente.
Una notizia vera e propria che, in Italia, non ha trovato nessuna eco. Interessante, perché i profilattici e, in generale, la contraccezione vengano osteggiati dal Vaticano in modo sistematico: la Chiesa Cattolica considera peccato grave l’uso di contraccettivi, prescrivendo per i propri fedeli l’astensione periodica e, comunque, di avere un solo partner stabile. E’ una posizione alla base di continui motivi di scontro, in generale in merito alla prevenzione dell’AIDS, ma anche per ragioni più specifiche, come l’installazione di distributori di profilattici in due licei romani.
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