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martedì 10 luglio 2012
Propaganda Fide, le case del Vaticano e la rete di Balducci
Proprietà di gran pregio nel quadrilatero più ambito della città. Affitti e lavori su patrimonio da 9 miliardi
ROMA — È un destino che la storia di Propaganda Fide, sin dall’inizio si intrecci con una storia di immobili, di rivalità di architetti, di lavori edilizi. «Corrisponde medesimamente sulla detta piazza questo gran Collegio, il quale ebbe principio l'anno 1622 per provvedere ai bisogni e dilatazione della Fede Cattolica... fu eretto qui il collegio col disegno del Bernini... Fu dipoi terminata la fabbrica dal Borromini». Ma i tempi cambiano e da Bernini e Borromini siamo oggi al provveditore Angelo Balducci, che della Congregazione è stato consultore fino al 10 marzo scorso, e al costruttore Diego Anemone.
ROMA — È un destino che la storia di Propaganda Fide, sin dall’inizio si intrecci con una storia di immobili, di rivalità di architetti, di lavori edilizi. «Corrisponde medesimamente sulla detta piazza questo gran Collegio, il quale ebbe principio l'anno 1622 per provvedere ai bisogni e dilatazione della Fede Cattolica... fu eretto qui il collegio col disegno del Bernini... Fu dipoi terminata la fabbrica dal Borromini». Ma i tempi cambiano e da Bernini e Borromini siamo oggi al provveditore Angelo Balducci, che della Congregazione è stato consultore fino al 10 marzo scorso, e al costruttore Diego Anemone.
lunedì 9 luglio 2012
IL TESORO DEL VATICANO. 9 MILIARDI DI IMMOBILI : UN IMPERO IN MANO A BALDUCCI
I meno bisognosi di una casa, che peraltro potevano pure contare su un santo in paradiso, hanno bussato per anni a Propaganda Fide. Anziché rivolgersi all’immobiliare Tecnocasa o al gruppo Toscano, infatti, il vip di turno si affidava ad Angelo Balducci, gentiluomo del Papa e soprattutto Consultore laico per la Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli arrestato nell’inchiesta sui grandi eventi. Perché proprio a quel Balducci arrestato nell’inchiesta Grandi Eventi era demandata parte della gestione del vasto impero immobiliare della Congregazione destinato a finanziare le missioni, e intorno al quale, secondo i pm di Perugia e Firenze, ruotava il sistema Anemone.
sabato 7 luglio 2012
GERMANIA,LA CHIESA CATTOLICA FA I SOLDI COL PORNO
Le parole sono di quelle che pesano: ''La chiesa cattolica guadagna un capitale grazie al porno''. Con questo titolo il quotidiano conservatore tedesco die Welt ha lanciato, qualche giorno fa, una precisa accusa contro Weltbild, uno dei piu' grandi editori e distributori di libri in Germania, al 100% di proprieta' della Chiesa cattolica, che avrebbe nel suo catalogo decine di pubblicazioni pornografiche.
Oggi Weltbild – 6.400 dipendenti e un giro d'affari annuo di 1,7 miliari di euro – si difende e passa al contrattacco, minacciando azioni legali per diffamazione. Secondo il gruppo editoriale, quelle di cui parla il quotidiano sarebbero pubblicazioni erotiche, non pornografiche, che tra l'altro pesano per percentuali minime sui bilanci complessivi dell'azienda.
Oggi Weltbild – 6.400 dipendenti e un giro d'affari annuo di 1,7 miliari di euro – si difende e passa al contrattacco, minacciando azioni legali per diffamazione. Secondo il gruppo editoriale, quelle di cui parla il quotidiano sarebbero pubblicazioni erotiche, non pornografiche, che tra l'altro pesano per percentuali minime sui bilanci complessivi dell'azienda.
giovedì 28 giugno 2012
La Chiesa cattolica non rinuncia al porno
Non venderà più la la casa editrice Weltbild.di Dario Ferri
La Chiesa non esce dal tunnel del porno. Smentendo gli annunci dello scorso inverno, la casa editrice Weltbild, posseduta al 100% dalla chiesa cattolica tedesca, non sarà messa in vendita, nonostante la pubblicazione di numerosi romanzi erotici. Passato lo scandalo mediatico, la Chiesa si è rimangiata la parola, non esattamente una novità come nota Der Spiegel.
LA CHIESA HARD - I titoli a luci rosse venduti da una delle più grandi casi editrici tedesche, Weltbild, avevano creato un grosso scandalo in Germania l’anno scorso.
Il motivo era la proprietà azionaria di Weltbild, società interamente in mano alla Chiesa cattolica, con tanto di vescovi o loro incaricati in consiglio di amministrazione o di sorveglianza. La commercializzazione di materiale in netto contrasto con la morale cattolica aveva sollevato un pandemonio mediatico, tra l’altro iniziato da alcuni gruppi cristiani di orientamento conservatore, che ritenevano intollerabile che un’impresa clericale proponesse l’erotismo per le masse. Una tesi accolta, con qualche ritrosia e titubanza, anche dalla gerarchia. La Conferenza episcopale tedesca aveva infatti deciso di vendere Weltbild, per liberarsi dalle sue “scandalose” attività”.
PAROLA RIMANGIATA - Dopo alcuni mesi però tutto è cambiato. Il caso Weltbild non occupa più le prime pagine dei giornali tedeschi, e l’associazione tra Chiesa ed hard letterario è ormai finita nel dimenticatoio. Forse a causa della crisi, o forse per altri motivi, la Chiesa ha deciso di trasferire le partecipazioni azionarie di Weltbild delle varie diocesi in una fondazione. Il gruppo rimarrà così sotto il controllo della Curia teutonica, e secondo il presidente del consiglio di sorveglianza Peter Beer, vicario generale della diocesi di Monaco, la fondazione perseguirà obiettivi benefici ispirati dalla morale cristiana. I soci di Weltbild rinunciano così ai profitti ricavati dalla vendita di un gruppo editoriale da quasi 2 miliardi di fatturato annuo, e la fondazione sarà la sola responsabile della casa editrice. Chissà se anche i cataloghi saranno aggiornati alla linea suggerita dal vicario generale della diocesi di Monaco di Baviera, oppure se i titoli hard saranno tenuti visti i gusti del pubblico.
fonte
martedì 13 settembre 2011
CASE DI CURA,CENTRI SPORTIVI,CLINICHE:ALCUNI ESEMPI DI ICI EVASA DAL VATICANO.
martedì 30 agosto 2011
VATICANO,QUANTI IMMOBILI A ROMA!LE STIME SECONDO I DATI DEI RADICALI
| NUMERO PROPRIETA | ENTE |
|---|---|
| 102 | Abbazia di Subiaco |
| 77 | Amm. del patrimonio della sede apostolica (A.P.S.A) |
| 350 | Arcipretura di S. Maria Maggiore in Valmontone |
| 97 | Arcipretura di S. Giovanni Evangelista in Vallepietra |
| 164 | Beneficio parrocchiale del Capitolo di S. Pietro in Vaticano |
| 575 | Capitolo Cattedrale di S. Scolastica in Subiaco |
| 171 | Capitolo dei Canonici di Albano Laziale |
| 165 | Capitolo di Massa Antica |
| 518 | Capitolo dei Canonici di Ariccia |
| 201 | Capitolo di S. Pietro in Vaticano |
| 114 | Capitolo di S. Pietro in Vaticano amm. da Hoerner Arturo |
| 70 | Caritas italiana |
| 230 | Curia vescovile di Tivoli |
| 959 | Fondaz. Ecclesiastica Istituto Marchesi Teresa Gerino e Lippo Gerini |
| 364 | Istituto Diocesano per il sostentamento del clero |
| 631 | Istituto salesiano per le missioni con sede in Torino |
| 683 | Pontificia Opera per la preservazione della fede |
| 1.139 | Propaganda Fide e suoi istituti di riferimento |
| 137 | Prebenda Parrocchiale Prima cura di S. Salvatore in Roiate |
| 178 | Santa Sede Città del Vaticano |
| 171 | Santa Sede amm. Patrimonio Sede Apostolica |
| 7 | Università Cattolica del Sacro Cuore |
Una valutazione del patrimonio immobiliare di enti religiosi nella provincia di Roma, in base alle ricerche svolte dai radicali e a inchieste giornalistiche.
domenica 28 agosto 2011
VIAGGIO ATTRAVERSO L'APSA L'ENTE CHE GESTISCE GLI IMMOBILI DEL CLERO.UN PATRIMONIO CHE FRUTTA 4,5 MILIARDI L'ANNO.ESENTASSE OVVIAMENTE.
In Toscana, la Chiesa inizia a capire che, visti i tempi, un cambio di strategia è probabilmente necessario. È da diversi giorni che il governatore Enrico Rossi chiede alle gerarchie ecclesiastiche di fare la «propria parte» e di rinunciare all’ esenzione Ici o a una parte dell’ 8 per mille. E, per la prima volta, da quando ha avuto inizio l’ultima polemica sui privilegi del Vaticano, il clero non si è trincerato dietro silenzi sdegnati. «Discutiamone», è la moderata apertura che ha fatto ieri il cardinale Fabrizio Porcinai, vicario per gli affari economici per la diocesi fiorentina.Sul tavolo delle trattative tra Stato e Chiesa c’è già una cifra tonda: 2 miliardi di euro. È la somma che il Vaticano ogni anno si ritrova in più nelle sue casse grazie all’esenzione del pagamento dell’ Ici dell’ Ires sui propri beni immobili e sulle attività commerciali ad esse connessi.
sabato 30 luglio 2011
Vescovo di Trani indagato per usura:"Pagò un palazzo la metà del valore"
Sotto accusa la compravendita dell'antica dimora nobiliare Brouquier D'Amely, a fianco del palazzo vescovile. E' stata valutata 3 milioni di euro invece di 6milioni e mezzo, valore reale dell'abitazione, messa in vendita dai proprietari per bisogno
di GIOVANNI DI BENEDETTOIl vescovo della diocesi di Trani monsignor Giovan Battista Pichierri è indagato per usura. Insieme al vicario monsignor Savino Giannotti e all´economo della curia don Angelo Di Pasquale. Secondo l´accusa avrebbero tratto un ingiusto profitto dalla compravendita dell´antico palazzo nobiliare Brouquier D´Amely, proprio a fianco del palazzo vescovile di Trani, valutato 3 milioni di euro, prezzo inferiore di oltre il 50% rispetto a quello reale di quasi 6milioni e mezzo.
Stando alle indagini dalla Diocesi erano a conoscenza della grave situazione economica dei proprietari i quali erano stati costretti anche a chiudere l´attività di ristorazione all´interno del palazzo. Dunque il vantaggio della Curia è di carattere usuraio poiché i beni hanno un valore maggiore di quello pagato e il danno sarebbe stato commesso nei confronti di chi si trovava in un grave stato di bisogno.
Stando alle indagini dalla Diocesi erano a conoscenza della grave situazione economica dei proprietari i quali erano stati costretti anche a chiudere l´attività di ristorazione all´interno del palazzo. Dunque il vantaggio della Curia è di carattere usuraio poiché i beni hanno un valore maggiore di quello pagato e il danno sarebbe stato commesso nei confronti di chi si trovava in un grave stato di bisogno.
giovedì 7 luglio 2011
Le ricchezze della Chiesa Cattolica: Inchiesta (Prima Parte)
Il tema delle ricchezze della Chiesa Cattolica è stato da sempre oggetto di discussioni nel mondo.C'è chi inorridisce di fronte ai tanti dati che negli ultimi 50 anni sono stati dati da giornalisti e scrittori e c'è chi parla di falsità. E' un tema complesso,per cui mi limiterò a dare alcuni dati salienti,spiegando in un secondo momento l'origine di tanto grandi ricchezze.
L'Oro del Vaticano
La Chiesa Cattolica possiede il secondo tesoro in oro più grande del mondo. La rivista italiana Oggi,nel 1952,stimò questo tesoro in 7.000 milioni di lire (=3.500.000.000 di euro odierni). Un tesoro straordinario,se comparato con i miseri 400 milioni di lire in oro dello Stato italiano e secondo solo a quello degli Stati Uniti. Sono passati quasi 50 anni. A quanto ammonterà il tesoro oggi giorno?Calcolando gli interessi, possiamo stimare l'incremento del valore del tesoro in un 63%,più del doppio quindi. Questo significa che ad oggi il tesoro in oro supererebbe i 7 miliardi di euro.
Il tesoro del Vaticano in metalli preziosi è stato stimato dalla pubblicazione United Nations World Magazine come ammontante a diversi milioni di dollari. Una gran parte di questo tesoro è immagazzinata in lingotti presso la U.S. Federal Reserve Bank, mentre il resto è custodito in banche britanniche ed elvetiche. Questa, comunque, non è che una piccola quota della ricchezza del Vaticano che, nei soli Stati Uniti, è più consistente di quella delle cinque aziende più floride della nazione. Se a questo si aggiungono proprietà immobiliari, azioni e titoli all'estero, la cospicua fortuna della Chiesa cattolica diventa così imponente che risulta impossibile darne una valutazione credibile.(39)
Il tesoro del Vaticano in metalli preziosi è stato stimato dalla pubblicazione United Nations World Magazine come ammontante a diversi milioni di dollari. Una gran parte di questo tesoro è immagazzinata in lingotti presso la U.S. Federal Reserve Bank, mentre il resto è custodito in banche britanniche ed elvetiche. Questa, comunque, non è che una piccola quota della ricchezza del Vaticano che, nei soli Stati Uniti, è più consistente di quella delle cinque aziende più floride della nazione. Se a questo si aggiungono proprietà immobiliari, azioni e titoli all'estero, la cospicua fortuna della Chiesa cattolica diventa così imponente che risulta impossibile darne una valutazione credibile.(39)
Il patrimonio della Curia bolognese: si arriva a tremila proprietà grazie alle fondazioni
La galassia immobiliare della Chiesa a Bologna si espande al moltiplicarsi di fondazioni, istituti e congregazioni, fino a sfiorare le tremila unità. Un fiume che si divide in mille rivoli, tra parrocchie, enti, fraternità e istituti.
Nel febbraio 2010 Repubblica presenta un’inchiesta molto interessante sul patrimonio della curia bolognese.Dopo aver detto degli immobili gestiti dall'Arcidiocesi o dall'Istituto per il sostentamento del clero,è la volta delle fondazioni.Nell’articolo del 24/2/2010,si legge una lista dettagliata delle fondazioni e delle loro proprietà:
mercoledì 22 giugno 2011
Case, negozi, campi sportivi, cinema: il patrimonio immobiliare della Curia
Oltre 1200 immobili gestiti dall'Arcidiocesi o dall'Istituto per il sostentamento del clero. Un patrimonio immobiliare di oltre 1.200 tra case, negozi, uffici, box e garage, campi sportivi e teatri.
Un’inchiesta di Repubblica(1) fa luce sul patrimonio della Curia bolognese.Case, negozi, uffici, box e garage, campi sportivi e teatri.”Ma anche Ristoranti, banche, gioiellerie, bar, negozi di gastronomia, profumerie, saloni di parrucchieri, ferramenta, tabaccai e un fornitore di gas Gpl per uso domestico.(2)”Per un totale di oltre 1200 immobili.Tra questi vi sono oltre 100 locali ,di proprietà degli enti religiosi, dati in affitto a varie categorie commerciali. “Non ci sono solo le librerie specializzate come le Edizioni Paoline e la libreria Dehoniana, non ci sono solo negozi di commercio equo e solidale, ma tutti i tipi di esercizi(2).
giovedì 16 giugno 2011
La Chiesa possiede il 20-22% di tutto il patrimonio immobiliare.Un quarto di Roma è del Vaticano
Negli ultimi due anni la Chiesa ha venduto beni per quasi 50 milioni. Il patrimonio gestito dallo Ior sfiora i 6 miliardi. In Italia si stimano 200mila posti letto gestiti da religiosi
Come rivela un’inchiesta di Dagospia(1) negli ultimi due anni la Chiesa ha venduto beni per quasi 50 milioni di euro.L'ultimo a essere venduto è stato un immenso complesso monastico sulla Camilluccia, alle spalle di Monte Mario. Nella stessa arteria a nord ovest della Capitale, zona Trionfale, l'immobiliarista casertano Giuseppe Statuto ha acquistato un ex convento del XVIII secolo di importante valenza storica, con una superficie di quasi 5 mila metri quadri, ed inserito in un'area naturale tre volte più grande.
giovedì 9 giugno 2011
Il patrimonio immobiliare del Vaticano e della Curia di Bologna
Ilaria D’Amico e la trasmissione da lei condotta su La7, Exit, dedicano una puntata al patrimonio immobiliare della Chiesa Cattolica in Italia. Col 22% dei beni immobili di sua proprietà, il Vaticano è il più importante possidente della penisola, a cui il Governo Berlusconi assicura cospicui privilegi economici, in primis l’esenzione dall’ICI, anche per le proprietà con fini commerciali.
Focus iniziale sulle proprietà della diocesi bolognesi e in particolare della Fondazione Lercaro, presieduta da Monsignor Vecchi, che sfratta le famiglie disagiate dagli appartamenti che affitta a prezzi di mercato.
Eccovi il link della trasmissione.Vi auguro una buona visione.
Chi volesse approfondire il tema del patrimonio immobiliare italiano può trovare numerosi articoli nella sezione dedicata alle ricchezze della Chiesa.Vi segnalo alcuni articoli:
sabato 4 giugno 2011
L' AFFERMAZIONE DEL CRISTIANESIMO: LO STERCO DEL DIAVOLO
Ci hanno provato in molti a calcolare le presunte ricchezze della chiesa, il suo immenso patrimonio e gli infiniti rivoli di denaro che confluiscono nelle casse di questa assurda, enorme ed incontrollabile "multinazionale della superstizione"; nessuno c'è mai veramente riuscito.
Le note che seguono, largamente indicative, danno solo una pallida idea di quello che può esere il potere finanziario ed economico che si è concentrato in questo staterello da "operetta" noto come Vaticano e, naturalmente, a prescindere da tutto quanto già riportato per l' Opus Dei che, almeno per ora, corre come un cane sciolto sulla strada della rapina sistematica a danno degli sprovvveduti.
Le note che seguono, largamente indicative, danno solo una pallida idea di quello che può esere il potere finanziario ed economico che si è concentrato in questo staterello da "operetta" noto come Vaticano e, naturalmente, a prescindere da tutto quanto già riportato per l' Opus Dei che, almeno per ora, corre come un cane sciolto sulla strada della rapina sistematica a danno degli sprovvveduti.
Si tratta quindi di flash, di note non sistematiche e non coordinate, tratte da molteplici fonti giornalistiche e dalle pubblicazioni di (coraggiosi) autori che hanno voluto affrontare questo argomento.
In definitiva santa madre chiesa costa allo stato italiano (cioè a noi contribuenti) qualcosa tra i 4,5 e i 6 miliardi di euro l'anno.
Tirare le somme e fare le debite considerazioni spetta comunque al lettore.
In definitiva santa madre chiesa costa allo stato italiano (cioè a noi contribuenti) qualcosa tra i 4,5 e i 6 miliardi di euro l'anno.
Tirare le somme e fare le debite considerazioni spetta comunque al lettore.
giovedì 6 gennaio 2011
L'ORO DEL VATICANO
Dai tesori inestimabili dei primi secoli fino alla fondazione dei grandi istituti bancari. Ricchezze nascoste, scandali e affari della Santa Sede.
Nel corso dei secoli, le proprietà della Santa Sede si sono accumulate fino a formare un vero e proprio tesoro. Ben lontani dallo spirito apostolico e dallo spirito di umiltà e povertà raccomandato da Cristo, i rappresentanti di Dio in terra hanno edificato una complessa amministrazione per preservare, accrescere e controllare immobili, opere d’arte, monumenti, ori e denari. Vi sono le tombe faraoniche in marmo e oro di cardinali e papi, le decorazioni inestimabili di altari e volte, le collezioni di quadri, statue e preziosi esposte nei Musei Vaticani, nel Museo Lateranense e in altre collezioni della Santa Sede, i sigilli d’oro custoditi nell’Archivio Segreto e i tesori della Biblioteca. C’è il denaro accumulato dallo Stato Pontificio dalle origini al 1870, e poi la fondazione degli istituti bancari dello IOR e dell’APSA e i capitali custoditi nelle Isole Cayman, un autentico Fort Knox fuori da ogni legge.
martedì 28 dicembre 2010
La ricchezza nascosta della Chiesa di Ratzinger
Un’inchiesta del noto settimanale tedesco Der Spiegel denuncia la gestione a dir poco opaca dei beni della chiesa cattolica tedesca. Un nuovo scandalo bussa alla porte del Paradiso?
Come se non bastassero i numerosi abusi a sfondo sessuale e pedofilo venuti alla luce un po’ dappertutto nel mondo, una nuova serie di scandali finanziari, dalle
piccole e grandi ruberie al finanziamento illecito fino all’uso tutt’altro che caritatevole delle quote “pubbliche” di denaro assegnate dai cittadini e dallo Stato, sta scuotendo le fondamenta della Chiesa cattolica tedesca. Per ora, quasi nessuno annuncia contrizioni di sorta anzi, c’è chi minaccia querele e chi si trincera dietro un eloquente “No comment”, tuttavia c’è già chi è disposto a scommettere che molto presto la “questione finanziaria” – in Germania comeItalia e altrove – finirà col mettere in serio imbarazzo la stessa “stanza dei bottoni” vaticana.
piccole e grandi ruberie al finanziamento illecito fino all’uso tutt’altro che caritatevole delle quote “pubbliche” di denaro assegnate dai cittadini e dallo Stato, sta scuotendo le fondamenta della Chiesa cattolica tedesca. Per ora, quasi nessuno annuncia contrizioni di sorta anzi, c’è chi minaccia querele e chi si trincera dietro un eloquente “No comment”, tuttavia c’è già chi è disposto a scommettere che molto presto la “questione finanziaria” – in Germania comeItalia e altrove – finirà col mettere in serio imbarazzo la stessa “stanza dei bottoni” vaticana.lunedì 27 dicembre 2010
Vaticano multinazionale
L'inchiesta fatta da Panorama Economy nel gennaio 2004 sullo Stato del Vaticano, a parere del presidente del gruppo parlamentare europeo radicale Maurizio Turco, è un lavoro in cui si cerca di valutare, a quanto è dato sapere, quale sia la situazione economico-finanziaria della Chiesa Cattolica partendo da dei dati di fatto. Questi espongono cifre relative al patrimonio dello Stato, al giro d'affari e al reddito pro-capite dell'esiguo numero di cittadini vaticani e mettono in evidenza situazioni anomale, come quella che vuole la Banca centrale vaticana non sottoposta a controlli internazionali; quegli stessi previsti invece per le altre istituzioni economico-finanziarie internazionali.
Le proprietà del Vaticano: solo a Roma 9 miliardi in case e terreni.
Il 30/5/2010 esce sull'Espresso un articolo molto interessante,che riporta una liste delle proprietà del Vaticano nella città di Roma.Proprietà al 100% del Vaticano.
Corso Umberto nr. 33 piano T; nr. 36 piano 1 (3); piano 4 (2); piano 5 (2);
Piazza di S. Giovanni della Malva nr. 12; nr. 13 piano T (2); piano 1; piano 2; piano 3; piano 4
Piazza di Spagna nr. 28 piano T; nr. 46 piano T-S1
Piazza Mignanelli nr. 18 piano T-1; nr. 21/A piano T; nr. 22 piano T; piano T-1 int.2; piano 1; piano 2 (2); piano 2-3 int. 3; piano 3 (2); piano S1 int.A; piano S1 int.B; nr. 23 piano 1; piano S1 (2)
Via Altino nr. 21B piano 6 int.13; piano 6 int.14; nr. 2B piano 1 (2); piano 2 (2); piano 3; piano 4; piano 5 (2); piano S1 (2); piano T (2); nr. 3 piano 3
Via Antonio Cerasi nr. 9 piano 2; piano 2 int.6; piano 3 (2)
sabato 18 dicembre 2010
Comunione e Fatturazione: il business ciellino vale 70 miliardi. Amen
"Il Mondo" lancia un'inchiesta shock sul giro d'affari gestito da Comunione e Liberazione attraverso la Compagnia delle Opere: un business che vale 70 miliardi di euro. Facilitazioni, sconti, network, appalti: con buona pace del cammello e della cruna dell'ago
Secondo la "leggenda" il fondatore di Comunione e Liberazione don Luigi Giussani nel 1986 si ritrovò angustiato da un problema: un suo amico era appena entrato nel business dell'enologia e, come tutti gli imprenditori agli inizi, aveva qualche difficoltà. Giussani si rivolse dunque al suo fedele Giorgio Vittadini "ma se voi non aiutate Sebastiano a vendere il vino, che razza di amici siete?". Con questo aneddoto il giornale "Il Mondo" apre l'inchiesta shock "Comunione e Fatturazione" (mutuando il nome da Dagospia). Con questo episodio si gettano le fondamenta del concetto di "amicizia" ciellina: ovvero reciproca, fruttuosa collaborazione, io do una mano a te, tu dai una mano a me. E così nasce la Compagnia delle Opere (CdO), braccio economico di CL basato proprio sui legami "amichevoli" tra ricchi e potenti. Che, da buoni amici di danno una mano. La chiamano "amicizia", ma si potrebbe anche dire lobby.
venerdì 10 dicembre 2010
Un mini-sindaco contro il Vaticano:«A San Paolo costruisce senza permessi»
Secondo il presidente dell'XI Municipio, effettuati senza autorizzazioni i lavori per una nuova sede del Bambino Gesù. La replica dell'ospedale: tutto in regola
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