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lunedì 30 maggio 2011

I RISARCIMENTI ITALIANI ELARGITI DAL FASCISMO ALLO STATO DELLA CHIESA

Appena fatta la prima Unità d'Italia nel 1861 vi erano drammatici problemi economici. Il piccolo Stato Unitario, oltre a dover far fronte alle varie guerre d'Indipendenza, doveva ristrutturare un intero Paese. Una delle cose che si pensò di fare fu quella di vendere i beni della Chiesa.

Un primo passo in questa direzione fu la soppressione degli enti religiosi: il patrimonio dei loro beni stabili e mobili fruttava annualmente circa 15 milioni e ne poteva valere quasi 300. Il governo non poteva privarsi dei mezzi che poteva fornirgli la vendita di quei beni.

giovedì 6 gennaio 2011

LA AUSCHWITZ DEL VATICANO

Di Massimo Mazzucco

1°- Parte
Chiesa e fascismo
I concordati della Chiesa
All’alba della II Guerra Mondiale 
CAVEAT: Questa pagina è ancora da completare e da verificare. E’ possibile che contenga qualche inaccuratezza storica.

INTRODUZIONE


Non è solo nei campi di concentramento tedeschi che trovarono la morte le vittime della persecuzione nazista nella II Guerra Mondiale. Nella neonata Repubblica di Croazia, fondata unilateralmente nel 1941 dal dittatore-fantoccio Ante Pavelic, furono selvaggiamente trucidati circa a mezzo milione di serbi, 40.000 ebrei, migliaia di Rom e altre etnie minori, nel famigerato campo di concentramento di Jasenovac, comandato dai frati francescani. 
La vicenda di Jasenovac rappresenta una delle pagine più oscure di tutta la storia della Chiesa cattolica. Tutti i crimini commessi dal clero avvennero infatti sotto la diretta responsabilità del cardinale Stepinac, arcivescovo di Zagabria, con la diretta connivenza della Santa Sede, rappresentata in loco dal nunzio apostolico Ramiro Marcone.
Sono fatti sconvolgenti e difficili da accettare, che si possono comprendere solo se visti nella più ampia ottica del ventennio storico che precedette la Seconda Guerra Mondiale. Ma sono stati ampiamente documentati da diversi autori, jugoslavi e non, anche se ovviamente non hanno trovato eco sui media tradizionali, nè certamente se ne parla nei libri di scuola. Come ebbe a commentare Eleanor Roosevelt ad Avro Manhattan, lo scrittore che stava svolgendo ricerche sulle atrocità commesse dalla Chiesa in Croazia:
"La Germania nazista non c’è più. La Chiesa cattolica è ancora fra noi, più potente che mai, con la propria stampa e la stampa mondiale ai suoi piedi. Qualunque cosa verrà pubblicata in futuro sulle atrocità non sarà creduta" [1-1]

Fu la Jugoslavia di Tito, dopo la guerra, a raccogliere e presentare al mondo la documentazione sui crimini di Jasenovac, che fu esposta al  Museo dell’Olocausto di Belgrado. Tale documentazione mostra in modo inconfutabile la complicità della Chiesa cattolica nel genocidio, sistematico e programmato, di tutti i non-cattolici che vivevano nella regione.
Come vedremo, il caso di Jasenovac non fu un evento isolato, ma solo l’episodio più eclatante di una politica di connivenza intrapresa dalla Chiesa nel periodo anteguerra con tutti gli stati nazi-fascisti di quell’epoca.
 

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