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venerdì 13 luglio 2012

Il Vaticano ritira i suoi soldi dalle banche italiane

Purtroppo nove istituti di credito italiani si sono visti sottrarre ingenti somme di capitali dallo Ior, la banca del vaticano, che ha spostato tutti i depositi in Germania, patria di Ratzinger, Sommo Pontefice nonchè unico azionista e conoscitore del reali stato dei suoi bilanci. A perdere il prestigioso cliente sono stati ben nove istituti di credito tra cui Unicredit e Intesa Sanpaolo.

Lo Ior, la banca del Vaticano, ha tolto dalle banche italiane tutti i suoi depositi. La decisione presa in seguito a quella della Banca d’Italia che ha considerato l’istituto per le opere di Religione, alla stessa stregua di una banca extra comunitaria.

lunedì 9 luglio 2012

Il Fatto: “Moneyval, governo Monti ha salvato lo IOR”.Approvate le norme antiriciclaggio dall'Ue..

IL PRECEDENTEDI PASQUA

“Dalla Santa Sede si alza una fumata nera”, scrive Ticino Finanza. Perché Moneyval, ovvero il comitato del Consiglio d’Europa che ha messo sotto esame lo Ior, non ha ottenuto sufficienti garanzie per inserirlo nella cosiddetta white list del Gafi-Ocse. La verifica “sulle pratiche antiriciclaggio adottate dall’istituto di credito dello Stato Pontificio non sarebbero state sufficientemente positive da annoverare San Pietro tra i paesi virtuosi”.

sabato 7 luglio 2012

IOR, LA BANCA PIÙ AMATA DA MONTI

Il Papa e Montidi Marco Politi in “il Fatto Quotidiano” del 6 luglio 2012.
Lo Ior non passa ancora l’esame delle autorità finanziarie europee. Dietro gli annunci ottimisti del Vaticano, secondo cui si è “sulla buona strada”, rimane il fatto che su 16 requisiti cruciali elencati lo Ior rimane inadempiente per 7.
Dice il viceministro degli Esteri vaticano, mons. Ettore Ballestrero, recatosi personalmente a Strasburgo a dimostrazione del bruciante interesse della Santa Sede a far parte della “Lista bianca”
degli Stati affidabili in tema di riciclaggio, che entrare nel sistema Moneyval richiede la necessita' di “apprendere in breve tempo il linguaggio, le regole, le tecniche di un sistema complesso”.

ANTIRICICLAGGIO, COSÌ IL GOVERNO HA COPERTO LO IOR

VaticanoA Strasburgo “imbavagliata” l’autorità di trasparenza bancaria.
Il governo italiano ha imbavagliato la delegazione della propria Autorità antiriciclaggio in Europa per aiutare il Vaticano.
di M. L.
Il governo italiano ha imbavagliato la delegazione della propria Autorità antiriciclaggio in Europa per aiutare il Vaticano. E il capo dell’ UIF, per protesta contro il Governo, ha ordinato il ritiro dei suoi uomini da Strasburgo. Ieri la Santa Sede è stata sottoposta all’esame finale dagli ispettori di Moneyval, l’organismo antiriciclaggio del Consiglio d’Europa riunito in seduta plenaria a Strasburgo. Ma il Governo italiano ha scelto di non parlare alla sessione plenaria in cui si discuteva il caso.

sabato 30 giugno 2012

IOR: I CONTI NON QUADRANO ANCORA

Ior inchiesta conti sospetti
di Marco Politi
La versione di Barney, nella veste di Paolo Cipriani direttore dello Ior, è l’ esaltazione della banca vaticana come specchio di tutte le virtù. “Non ci sono conti cifrati”, assicura negando ripetute rivelazioni giornalistiche. Segue un elenco, corredato da accattivanti diapositive, delle misure adottate per impedire qualsiasi forma di riciclaggio e bloccare operazioni sospette. La performance si svolge nel Torrione di Niccolò V, la stanza dei bottoni dell’impero finanziario vaticano. Per la prima volta sessanta giornalisti di tutto il mondo vengono ammessi nella banca del Papa. Quarto piano, tappeti persiani, divanetti rococò dai bordi dorati, soffitti affrescati.

IOR, UN CONTO SEGRETO INTESTATO A UN LAICO «PER IL RICICLAGGIO»

Gotti TedeschiI pm a caccia del nome del beneficiario - di Fiorenza Sarzanini
ROMA — La prima indicazione l'ha data Ettore Gotti Tedeschi nel suo interrogatorio di fronte ai magistrati romani. Ma poi ha rifiutato di svelare l'identità del titolare del conto. E tanto è bastato per avviare una nuova fase di indagine. Perché quel deposito aperto presso lo Ior appartiene a un laico e perché potrebbe essere il veicolo di operazioni di riciclaggio di soldi. È la pista più scottante dell' inchiesta avviata nella capitale, quella che esplora i rapporti tra le gerarchie ecclesiastiche e i pochi privilegiati — politici, faccendieri, funzionari dello Stato — ammessi all'interno della banca vaticana che lì, con la garanzia dell'anonimato, possono mettere al sicuro il proprio denaro.

venerdì 29 giugno 2012

NUOVO IOR: TORNANO I FANTASMI DELL’ AMBROSIANO

Un mese fa veniva silurato il presidente Ettore Gotti Tedeschi, ieri si è riunito il consiglio di sorveglianza e la commissione cardinalizia che riferisce al segretario di Stato, Tarcisio Bertone. Ci sono due scadenze immediate che turbano ancora l'Istituto per le Opere Religiose: l'ingresso nella white list per uscire dal gruppo di Stati canaglia che non combattono il riciclaggio di denaro sporco, e va ricordato che lo Ior è un fondo sovrano dove tutto e sempre confluisce; la nomina di un successore di Gotti Tedeschi, una sedie vuota ricoperta ad interim dal tedesco Schmitz. Oltre l'ex banchiere di Deustche Bank,

il gruppo laico è composto dal notaio torinese Antonio Maria Marocco, dal Cavaliere di Colombo Carl Anderson (che scrisse la violenta lettera di licenziamento a Gotti Tedeschi) e Manuel Soto Serrano (Santander). Il consiglio di sorveglianza è consapevole che, dopo la bocciatura quasi totale di Moneyval , la prossima settimana a Strasburgo lo Ior sarà ufficialmente fuori dalla white list. Il Vaticano vuole, però, entrare nella grey list, dove il bianco non è esattamente così, ma sarebbe un passo avanti per l'oscura cassa santa. Entro settembre, prima che Bertone lasci la segreteria di Stato, va trovato il nuovo presidente Ior. Tutti i segnali portano negli Stati Uniti,

venerdì 22 giugno 2012

Quei riciclatori di denaro sporco del Vaticano

VaticanoIl rapporto di Moneywall che boccia lo Ior.
Ha certamente ragione il cardinale Tarcisio Bertone quando dice che sugli scandali del Vaticano si gioca troppo a fare i Dan Brown. Infatti, è un vero peccato andare a scomodare massoneria, corvi e varia animalità quando lo scandalo della banca vaticana che non vuole dotarsi di una legislazione antiriciclaggio è sotto gli occhi di tutti. Il Corriere ci racconta il rapporto di Moneywall, l’agenzia mondiale di contrasto al riciclaggio:
Assegna infatti alla Santa Sede una valutazione negativa in 8 dei 49 criteri standard in base ai quali viene attualmente valutata la trasparenza finanziaria di un Paese.

Dai depositi cifrati dello Ior venne trasferito un miliardo per timore dell' antiriciclaggio

Gotti Tedeschidi Fiorenza Sarzanini
ROMA — Conti aperti presso le banche italiane e straniere utilizzati per il «passaggio» di denaro proveniente dalla Santa Sede. Depositi dello Ior «svuotati» lo scorso anno quando fu varata la procedura di trasparenza e poi riutilizzati quando le norme sono state modificate. Flussi di capitali che su alcuni depositi «esterni» hanno superato addirittura il miliardo annuo. Si concentra anche su questo il nuovo interrogatorio fissato per oggi di Ettore Gotti Tedeschi, che sarà assistito dal legale Fabio Palazzo.

Gotti, ora i pm indagano anche sul San Raffaele

Indagini IOR - San Raffaele
Nell’ appartamento di Milano erano state trovate carte sull’ ospedale.

di Guido Ruotolo
Tre ore di domande e di risposte. L’unica certezza è che il professore Ettore Gotti Tedeschi per Napoli era e resta una persona informata dei fatti. Insomma, non è indagato. Per il momento.
Anche se in realtà l’ex presidente dello Ior, prima di essere sentito a Napoli dai magistrati in una dichiarazione all’ Ansa, ha inviato un messaggio molto esplicito al Vaticano: «Per me non è ancora venuto il momento di parlare, perchè penso al dolore che darei al Santo Padre verso il quale sta crescendo la mia devozione proprio perché so che sta soffrendo».

Però, sottolinea il professore, «sono molto combattuto tra il mantenere il riserbo e il prendere posizione ufficialmente».

domenica 17 giugno 2012

"ALLO IOR I SOLDI DEGLI AFFARI CON LA MAFIA"

Veleni nella chiesaTrapani, l’ ombra di Cosa Nostra dietro lo scandalo.
GUIDO RUOTOLO
Questa è la storia di una guerra per il «potere» e il «denaro» in terra di mafia, combattuta all’interno della Chiesa e che ha avuto delle vittime: un vescovo destituito, un economo diocesano sospeso a divinis e indagato dalla magistratura italiana. L’uno e l’altro fino a ieri - e chissà se non ancora - con pesanti coperture, con cardinali e ministri che dalla Santa Sede hanno dispensato loro benedizioni. «Il Vescovo Miccichè per parte di madre ha stretti legami parentali con uomini d’ onore di San Giuseppe Jato». Benvenuti a Trapani. Il narratore di questa storia è un prelato influente.

VATICANO, DAI DOSSIER DI GOTTI TEDESCHI SPUNTA IL GIALLO DI JP MORGAN

Interrotti da due mesi i rapporti tra lo Ior e il colosso Usa. I giudici lavorano sull’ipotesi di riciclaggio sul conto dell’istituto bancario americano.
di Massimo Martinelli
ROMA - C’era un conto corrente particolare presso la banca Jp Morgan di Milano. Era il numero 1365, intestato allo Ior. In poco più di diciotto mesi, da quando era stato aperto, cioè dal 2009, su quella linea di credito è transitato più di un miliardo di euro.Un pozzo di San Patrizio per qualsiasi banca, dunque. Che però Jp Morgan ha deciso di chiudere alla vigilia della defenestrazione di Ettore Gotti Tedeschi, proprio quando la Procura di Roma aveva cominciato a farsi pressante per sapere cosa avveniva in quella filiale milanese.

L’ ALT DELLA SANTA SEDE: “L’ ITALIA NON INDAGHI PIÙ SULLO IOR”

Da Trapani richiesta di rogatoria su alcuni conti sospetti. Il Vaticano teme che ci possa essere la mafia e non risponde.
GUIDO RUOTOLO - ROMA
E al quarto giorno, il Vaticano esce allo scoperto. Per esprimere il suo disappunto per le iniziative della magistratura italiana. Per prendere le distanze, che stanno diventando sempre di più siderali, con l'ex presidente dello Ior Ettore Gotti Tedeschi; per difendere i dirigenti e funzionari dello Ior messi alla berlina dallo stesso ex presidente della banca vaticana; per rivendicare, infine, la linea della trasparenza che sta a cuore allo Ior e alla Santa Sede. Dieci righe al vetriolo che mettono a dura prova la pazienza del Vaticano:

IL MEMORIALE CHOC DI GOTTI TEDESCHI: “SE MI AMMAZZANO CERCATE QUESTE CARTE”

Gotti Tedeschi
 L'ex presidente della banca vaticana temeva di essere ucciso e aveva preparato - come polizza sulla vita - un memoriale sui i segreti dello IOR e lo aveva consegnato a due amici fidati. Nel corso della perquisizione della casa del banchiere.
di Marco Lillo - 7 giugno 2012
Ettore Gotti Tedeschi temeva di essere ucciso e aveva preparato – come polizza sulla vita – un memoriale sui i segreti dello IOR. L’ex presidente della cosiddetta banca vaticana, dal settembre 2009 al maggio 2012, aveva consegnato un paio di esemplari del dossier agli amici più fidati, con una postilla a voce: “Se mi ammazzano, qui dentro c’è la ragione della mia morte”.

domenica 10 giugno 2012

IOR, LE LETTERE A BERTONE: “COSÌ GOTTI GETTA OMBRE SULL’ OPERATO DI RATZINGER”

Ombre sul Papa
I documenti riservati spediti dal segretario del consiglio della banca vaticana Carl Anderson e dal vicepresidente Hermann Schmitz. Poi la "perizia" del medico che gli si era seduto accanto a una festa di Natale: "Egocentrico e narcisista: evidenzia accidia sociale".
 
di Redazione - Il Fatto Quotidiano |
Carl Anderson a Bertone: “Gotti abbandona le riunioni” (maggio 2012).
Sebbene abbia iniziato a prestare servizio come membro del Consiglio di Sovrintendenza solo di recente, da tempo sono consapevole dell’importanza dell’Istituto delle Opere Religiose rispetto alla missione della Chiesa Universale. Come membro del Consiglio, spero di poter fornire un punto di vista fresco e permeato dalla conoscenza del mondo finanziario degli Stati Uniti.

giovedì 7 giugno 2012

LO IOR E LA MASSONERIA

Ufficialmente la Banca Vaticana è nota come l’Istituto per le Opere di Religione o IOR. In ogni caso la religione ha ben poco a che fare con la Banca, a meno che ci si riferisca ai cambiavalute che si sono nella Chiesa. Mentre i cambiavalute stavano semplicemente fornendo un servizio, in modo che le tasse del tempio potessero essere pagate, la Banca Vaticana è stata coinvolta in evasione fiscale, imbrogli finanziari e riciclaggio di oro nazista. Il Papa, come unico azionista della Banca Vaticana, è uno degli uomini più ricchi al mondo e, per associazione, uno dei meno etici.
L’Istituto è un organismo finanziario vaticano – secondo una definizione data dal cardinale Agostino Casaroli – ma non è una banca nel senso comune del termine. Lo Ior utilizza i servizi bancari, però l’utile non va, come nelle banche normali, agli azionisti (che nel caso dello Ior non ci sono) ma risulta a favore delle “opere di religione”. La Banca Vaticana non è responsabile né verso la Banca Centrale del Vaticano né verso il Ministero dell’Economia; infatti, funziona in modo indipendente con tre consigli d’amministrazione: uno è costituito da cardinali di alto livello, un altro è costituito da banchieri internazionali che collaborano con impiegati della Banca Vaticana e per ultimo un consiglio d’amministrazione che si occupa degli affari giornalieri.
Tali strutture organizzative così chiuse sono la norma nella Santa Sede e sono utili per mascherare le operazioni della Banca. Lo IOR funziona come banchiere privato della Chiesa, dal momento che si adatta perfettamente alle esigenze di una Banca diretta dal Papa. A ogni cliente viene fornita una tessera di credito con un numero codificato: né nome né foto. Con questa si viene identificati: alle operazioni non si rilasciano ricevute, nessun documento contabile. Non ci sono libretti di assegni intestati allo Ior: chi li vuole dovrà appoggiarsi alla Banca di Roma, convenzionata con l’istituto vaticano.
I clienti dello Ior possono essere solo esponenti del mondo ecclesiastico: ordini religiosi, diocesi, parrocchie, istituzioni e organismi cattolici, cardinali, vescovi e monsignori, laici con cittadinanza vaticana, diplomatici accreditati alla Santa Sede. A questi si aggiungono i dipendenti del Vaticano e pochissime eccezioni, selezionate con criteri non conosciuti. Il conto può essere aperto in euro o in valuta straniera: circostanza, questa, inedita rispetto alle altre banche. Aperto il conto, il cliente può ricevere o trasferire i soldi in qualsiasi momento da e verso qualsiasi banca estera. Senza alcun controllo. Per questo, negli ambienti finanziari, si dice che lo Ior è l’ideale per chi ha capitali che vuole far passare inosservati.
I suoi bilanci sono noti a una cerchia ristrettissima di cardinali, qualsiasi passaggio di denaro avviene nella massima riservatezza, senza vincoli né limiti. Nonostante sia di proprietà del Papa, la Banca, sin dal proprio inizio, è stata più volte coinvolta nei peggiori scandali, corruzione e intrighi. Sotto felice auspicio, l’apertura della banca nel 1941 per ordine di Pio XII, altresì chiamato il Papa di Hitler, ha fornito convenienti sbocchi bancari ai fascisti italiani, all’aristocrazia e alla mafia. (da «Tutto quello che sai è falso», Di Jonathan Levy).
Già dai primi del Novecento i Rothschild di Londra e di Parigi trattavano con il Vaticano, ma con la gestione Nogara gli affari e i partner bancari aumentarono vertiginosamente: Credit Suisse, Hambros Bank, Morgan Guarantee Trust, The Bankers Trust di New York (di cui Nogara si serviva quando voleva comprare e vendere titoli a Wall Street), Chase Manhattan, Continental Illinois National Bank.
Nel 1954 Bernardino Nogara decide di ritirarsi senza tuttavia interrompere l’attività di consulente finanziario del Vaticano, che continuò fino alla morte, avvenuta nel 1958. La stampa dedicò poco spazio alla sua scomparsa, ma il cardinale Francis Spellmann di New York pronunciò per lui un memorabile epitaffio: «Dopo Gesù Cristo la cosa più grande che è capitata alla Chiesa cattolica è Bernardino Nogara». Al geniale banchiere, nel corso della sua lunga attività, venne affiancato il principe Massimo Spada. Anche lui mostrò lungimiranza e spregiudicatezza nella gestione degli interessi del Vaticano e si lanciò in varie operazioni, la maggior parte delle quali – come si è visto – in collaborazione con Michele Sindona.
Lo Ior, in quanto istituto che opera con modalità proprie, non è mai stato tenuto a nessun tipo di informativa – né verso i propri clienti, né verso terzi – né tanto meno a pubblicare un bilancio o un consuntivo sulle proprie attività.


All’epoca del caso Calvi-Ambrosiano, l’istituto doveva rispondere, in via puramente teorica, a una commissione esterna di cinque cardinali, ma di fatto gli amministratori si muovevano senza alcun vincolo. A favore di chi, allora, operava lo Ior? Marcinkus dichiarò che i profitti erano realizzati «a favore di opere di religione» e che «qualsiasi guadagno dello Ior è a disposizione del Papa». Ma come osserva Bellavite Pellegrini: «Con le sue caratteristiche, lo Ior veniva veramente ad assomigliare a un inter-mediario che agisce su una piazza off shore» (da Ferrucci Pinotti “Poteri Forti” ).
Lo Ior, che ha una personalità giuridica propria, è retto da un “Consiglio di soprintendenza” controllato da una Commissione di cinque cardinali: si tratta del nucleo di vigilanza. I porporati, però, non hanno generalmente alcuna competenza finanziaria. Il loro dovrebbe essere un controllo morale. Un ruolo più tecnico è svolto dal “Consiglio di amministrazione” composto di cinque laici ed un direttore generale. L’Istituto intrattiene rapporti valutari e creditizi con clienti e banche italiane, opera attivamente sul mercato finanziario internazionale, gioca in borsa, investe, raccoglie capitali; tuttavia, come istituto estero, non è sottoposto ad alcun controllo da parte delle autorità di vigilanza italiane. La Banca Vaticana afferma di non aver nessun documento relativo al periodo della Seconda Guerra Mondiale; infatti, secondo il procuratore della Banca Vaticana, Franzo Grande Stevens, lo IOR distrugge tutta la documentazione ogni dieci anni, un’affermazione alla quale nessun banchiere responsabile crederebbe. Ciononostante, altre documentazioni esistono in Germania e presso gli archivi americani, che dimostrano i trasferimenti nazisti di fondi allo IOR dalla Reichsbank, e altri dallo IOR alle banche svizzere controllate dai nazisti. Un famoso procuratore specializzato nelle restituzioni dell’Olocaustoha documentato i trasferimenti di denaro dai conti delle SS a un’innominata banca romana nel settembre 1943, proprio quando gli Alleati si stavano avvicinando alla città.
Dalla fine degli anni Settanta, lo IOR era divenuto uno dei maggiori esponenti dei mercati finanziari mondiali. Sotto la tutela del vescovo americano (uno spilungone di 191 cm) Paul Marcinkus, il vescovo Paolo Hnilica, Licio Gelli, Roberto Calvi e Michele Sindona, la Banca Vaticana divenne parte integrante dei numerosi programmi papali e mafiosi per il riciclaggio del denaro, in cui era difficile determinare dove finiva l’opera del Vaticano e dove cominciava quella della mafia. Il Banco Ambrosiano dei Calvi e numerose società fantasma dirette dallo IOR di Panama e del Lussemburgo presero il controllo degli affari bancari italiani e funsero da canale sot-terraneo per il flusso di fondi verso l’Europa dell’Est, in appoggio all’Unione nazionale anti-comunista.
Marcinkus, capo dello IOR, fu Direttore del Banco Ambrosiano (a Nassau e alle Bahamas), ed esisteva una stretta relazione personale e bancaria fra Calvi e Marcinkus. Sfortunatamente, molti di quelli coinvolti non erano solo collegati alla mafia, ma erano anche membri della famigerata loggia massonicaP2, con il risultato finale della spartizione del denaro di altre persone, inclusa una singola transazione di 95 milioni di dollari (documentata dalla Corte Suprema irlandese).
Non appena le macchinazioni vennero a galla a causa di un errore di calcolo attribuito a Calvi, le teste cominciarono letteralmente a rotolare. L’impero bancario Ambrosiano fu destabilizzato da uno scontro ai vertici del potere interno, che coinvolgeva la Banca Vaticana, la mafia e il braccio finanziario dell’oscuro ordine cattolico dell’Opus Dei. L’Opus Dei, in ogni caso, decise di non garantire per il Banco Ambrosiano e Calvi fu trovato «suicidato», impiccato sotto il ponte di Blackfriars a Londra, con alcuni sassi nascosti nelle tasche, una scena ricca di simbolismo massonico.

http://controcorrente83.blogspot.com/2012/06/lo-ior-tra-mafia-e-massoneria.html

sabato 17 marzo 2012

VATICANO,C'E' UNA TALPA SUI BILANCI: CHI È LA SPIA?

Papa e BertoneIndagine sulla talpa dei bilanci. La Santa Sede: «Un vigliacco».
Il Vaticano ha espresso l’ intenzione di fare piena luce sulla fuga di documenti, parlando di un’ indagine, quella in corso, che vede coinvolti «tutti i livelli della Santa Sede». Lo ha dichiarato monsignor Angelo Becciu, sostituto alla segreteria di Stato, nel corso di un’intervista con il direttore de L’ Osservatore romano Giovanni Maria Vian.
Becciu, nel corso del botta e risposta, ha fornito anche ulteriori dettagli sull’ indagine, affidata a livello penale al promotore di giustizia vaticano
 e, a livello amministrativo, alla Segretario di Stato.
«PAPA ADDOLORATO». Fatti di cui, a detta di Becciu, il Papa è «sempre al corrente», «addolorato», ma «sereno».
Dalle dichiarazioni del monsignore, è emersa la volontà di chiudere quanto prima una vicenda, la fuga di documenti e di notizie, che ha esposto la Santa Sede a un’offensiva mediatica: dal caso Viganò, con le polemiche sulla gestione del Governatorato, alle inchieste collegate allo Ior.

domenica 20 novembre 2011

Gea, in Vaticano i fondi segreti

Fondi neri della Gea World e conti bancari segreti in Vaticano. Milioni di euro provenienti da operazioni di calciomercato, spariti poi dai bilanci della società di collocamento calciatori presieduta da Alessandro Moggi e amministrata da Franco Zavaglia. I pm romani Luca Palamara e Maria Cristina Palaia stanno concentrando la loro inchiesta sul denaro che da vicolo Barberini, sede della Gea a Roma, porterebbe allo Ior, l’Istituto per le opere religiose, banca del Vaticano dal 1941. Secondo gli inquirenti molti capitali sarebbero stati depositati proprio nella banca vaticana. [...]
 

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