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mercoledì 27 giugno 2012

LA CHIESA CI COSTA OGNI ANNO OLTRE 6 MILIARDI DI EURO: ECCO IL DETTAGLIO DEI COSTI (VIDEO)

La Chiesa ci costa ogni anno € 6.086.565.703. Ovviamente il "conto" non tiene nemmeno in considerazione le cifre che la Chiesa riceve da associazioni, fondazioni bancarie, privati cittadini, ecc. che consegnano al Vaticano laute offerte, ovviamente volontarie "ma non troppo", come le offerte per i "sacramenti", dalle benedizioni pasquali ai Battesimi, Comunioni, Cresime, Matrimoni e Funerali.

domenica 20 novembre 2011

RADICALI: “ANCHE LA CHIESA PAGHI L’ ICI”

Vaticano esenzione iciIl movimento Scienza e Vita, in occasione dell’ottavo convegno nazionale, ha ospitato la lectio magistralis del cardinale Angelo Bagnasco alla presenza dei vertici del mondo politico italiano: Angelino Alfano (Pdl), Pier Luigi Bersani ( Pd) Pierferdinando Casini (Udc). Si è discusso di temi etici come il fine vita e la fecondazione assistita. Si è parlato anche della crisi in corso, delle difficoltà della famiglia, della condizione di povertà di migliaia di persone. In questa fase di recessione economica tocca a tutti dare un contributo, anche alla Chiesa? Sul tema della cancellazione dell’esenzione Ici per gli immobili, con finalità commerciali, del Vaticano, il cardinale Bagnasco non ha voluto rispondere.

mercoledì 16 novembre 2011

PERCHE' LA CHIESA CATTOLICA NON CONTRIBUISCE COME TUTTI A FAR FRONTE ALLA CRISI?

Ricchezza ChiesaLa Chiesa cattolica usufruisce di forti agevolazioni fiscali, motivate soprattutto dalle finalità assistenziali, sanitarie o educative di alcune sue attività. Ad esempio l’ IRES, l’ imposta sul reddito delle società introdotta nel 2003 al posto di un’ imposta precedente, è ridotta del 50 per cento per tutti gli enti che hanno un fine di assistenza, beneficenza e istruzione (non solo quelli riconducibili alla Chiesa, dunque). La Chiesa cattolica italiana non ha mai pagato l’ ICI (Imposta Comunale sugli Immobili) sui beni immobiliari che utilizzava per fini non commerciali, come previsto già dal decreto legislativo che introdusse la tassa nel 1992 e con un risparmio per la Chiesa che venne stimato dall’associazione dei comuni italiani in diverse centinaia di milioni di euro l’anno. Quanto agli immobili utilizzati per attività commerciali, la questione è stata oggetto di diversi pronunciamenti giuridici e di modifiche legislative nel corso degli anni: a partire dal 2005, la legge ha previsto l’esenzione tout court per tutti gli immobili. Questa decisione, presa dal governo Berlusconi a pochi mesi dallo scioglimento delle camere e all’inizio della campagna elettorale, fece molto discutere.

giovedì 27 ottobre 2011

SPAGNA,PARTITO SOCIALISTA VUOLE ELIMINARE PRIVILEGI CHIESA

Elezioni in Spagna, partito socialista propone revisione privilegi della Chiesa
Rubalcaba estuvo ayer en un acto organizado por la asociación Fademur en Logroño
Il Partito Socialista spagnolo nel suo programma elettorale si propone eliminare i privilegi ipotecari della chiesa che attualmente viene equiparata alle amministrazioni territoriali e alle corporazioni di diritto pubblico. Il PSOE sostiene che questi privilegi sono in netta contraddizione con la laicità dello stato, riporta La Razon. Propone anche di non sovvenzionare le scuole che dividano gli alunni per sesso.

http://www.uaar.it/news/2011/10/26/elezioni-in-spagna-partito-socialista-propone-revisione-privilegi-della-chiesa/

martedì 11 ottobre 2011

GRECIA,LA CRISI NON TOCCA LA CHIESA: NESSUN TAGLIO AI PRIVILEGI ECCLESIASTICI

Non c’è austerity per il clero ellenico. Allo studio la possibilità di far confluire una parte del patrimonio immobiliare della Chiesa in un fondo paritetico con lo Stato.
LA PROTESTA DEI GRECI
 CONTRO LA CRISI
In Grecia pagano tutti la crisi tranne la Chiesa. Le misure d’ austerità non intaccano le esenzioni fiscali dei monasteri e delle attività sociali ortodosse. La manovra finanziaria greca, e la sua nuova tassa immobiliare, risparmiano i beni ecclesiastici. E, come è logico che sia, impazzano le polemiche. Il dibattito sull'imposizione fiscale alla Chiesa è a tutti gli effetti un dibattito sull' identità nazionale greca in tempo di crisi, essendo il cristianesimo ortodosso una componente di base dell' identità nazionale e delle istituzioni pubbliche. Con la nuova stretta di austerity in Grecia per riuscire ad ottenere la nuova tranche di aiuti europei, ecco dunque che sorge una polemica attorno all'entità più importante risparmiata dalla manovra finanziaria: la Chiesa ortodossa greca.

I privilegi del Vaticano in Italia e l'influenza che riveste sul belpaese (VIDEO)

venerdì 23 settembre 2011

I FINANZIAMENTI ALLA CHIESA CATTOLICA IN EMILIA ROMAGNA:2 MILIONI DI EURO L'ANNO SOLO PER GLI STIPENDI DEI CAPPELLANI!

Solo per gli stipendi dei cappellani negli ospedali arrivano dalla Regione oltre due milioni di euro l’anno. E dal 2000 al 2009 per la costruzione e il mantenimento degli uffici di culto il Comune di Bologna ha speso circa 6 milioni di euro. Viaggio tra contributi di legge e le esenzioni di cui gode il clero in regioneNon solo Ici. Dagli stipendi dei cappellani in ospedale ai finanziamenti per l’edilizia di culto, nella rossa Emilia Romagna la fede cattolica viene incoraggiata a suon di consistenti prelievi dai bilanci locali. Diverse voci di spesa ed esenzioni inserite qua e là tra le delibere si traducono in un tesoretto di soldi pubblici di diversi milioni di euro. Una cifra che in tempi di sacrifici generalizzati comincia a far storcere il naso anche ad alcuni politici.

giovedì 22 settembre 2011

GERMANIA,CHI NON CREDE NON PAGA LA TASSA DELLA CHIESA.


Chi non crede non paga.Se pensate che sia uno slogan anticlericale vi sbagliate.Accade in Germania,dove la famigerata Kirchensteuer,"la tassa della chiesa",viene pagata solo dai credenti.E basta dichiarasi ateo per non pagarla più.
 La "tassa della chiesa" si paga con la dichiarazione di appartenenza a una confessione ,cristiana o alla religione ebraica, e viene applicata ogni mese sul reddito dei fedeli. L’aliquota può variare tra l’ 8% (in Baviera) e il 9% (in Baden-Wurttemberg) e il ricavato finisce nelle casse delle organizzazioni religiose per il mantenimento dei luoghi di culto.

lunedì 19 settembre 2011

PRIVILEGI FISCALI VATICANO:I RADICALI PRONTI A UN REFERENDUM PER ABOLIRE IL CONCORDATO.

«Non esiste una stima certa del patrimonio immobiliare Vaticano perché non c'è la volontà di elaborarla e diffonderla». Parola di Mario Staderini, segretario dei Radicali italiani, da anni impegnato in una battaglia contro i «privilegi fiscali concessi alla Santa Sede».Un tema questo quanto mai attuale vista la mobilitazione pubblica,sorpesa da cotanti sgravi ingiustificabili.Un tema quanto mai caro al segretario radicale che,nell'intervista a Notizie Radicali,spiega in maniera sintetica il problema delle agevolazioni fiscali alla Chiesa,soffermandosi sulle mosse presenti e future dei Radicali.Ecco nel seguito il testo dell'intervista a Mario Staderini:

venerdì 16 settembre 2011

I RADICALI PROMUOVONO UNA MANIFESTAZIONE CONTRO I PRIVILEGI FISCALI DELLA CHIESA.CI VEDIAMO TUTTI A ROMA ALLE 14 A PORTA PIA!

Promotori i Radicali con altre Associazioni, per un sit-in a Piazza di Porta Pia.
Non cadrà proprio nella stessa data, ma poco importa. Domani, a distanza di 141 anni dalla prima, ci sarà una nuova breccia di Porta pia, ovviamente simbolica. L’oggetto della disputa è però sempre lo stesso: lottare contro i privilegi della Chiesa come Stato autonomo, per una compiuta annessione – soprattutto a livello fiscale – del Vaticano alla Repubblica italiana.
PROMOTORI - Oltre ai Radicali italiani, parteciperanno: Vaticano paga tu, Associazione Certi Diritti, Italia Laica.it, Uaar, Democrazia Atea, Associazione Luca Coscioni, Vergognarsi.it, Cronache Laiche,Associazione ‘Giordano Bruno’, Pagina fb di Agorà , Partito Socialista italiano-federazione Roma, Ass. Democratica Giuditta Tavani Arquati, Libera Uscita,ass. laica e apartitica.

mercoledì 14 settembre 2011

Basta segreti sul tesoro del Vaticano:cari vescovi pubblicate l'elenco delle attività esenti dai contributi se non avete nulla da nascondere...

Chi chiede che la Chiesa paghi le tasse non è anticlericale, vuole solo che la legge sia uguale per tutti. E allora i vescovi pubblichino l'elenco completo delle attività esenti da contributi
A quanti hanno chiesto di chiarire di quanti e quali privilegi fiscali goda la Chiesa, il direttore dell'"Avvenire" Marco Tarquinio ha risposto denunziando l'esistenza di una "campagna contro gli ecclesiastici" ad opera di "massoni e radicali" oltre che di non meglio identificati "poteri forti". La teoria del complotto - si sa - è vecchia come la storia: vi ricorrono quanti vogliono sfuggire alla realtà, nascondendosi dietro la finta ingenuità o la pretestuosa furbizia.

martedì 13 settembre 2011

CASE DI CURA,CENTRI SPORTIVI,CLINICHE:ALCUNI ESEMPI DI ICI EVASA DAL VATICANO.

La Chiesa non paghi l'Ici non sulle chiese ma sulle imprese:è questo da un po' di tempo il nostro motto.Che poi non è altro che un modo per dire in modo palese quali sono le richieste di un paese che chiede solo giustizia.Nessuno vuol far pagare l'Ici alle chiese e alle attività benefiche.Nessuno ha mai voluto mettere sullo stesso piano un'attività a scopo di lucro con un'altra a scopo benefico.Da cittadini di uno stato laico,ognuno di noi deve essere capace di distinguere le due cose.E' giusto che la Chiesa non paghi l'Ici sulle Chiese e sulle attività benefiche.E' doveroso e necessario che la Chiesa paghi l'Ici sulle attività commerciali come qualunque altro cittadino italiano.Perchè la Chiesa svolge attività commerciali.Perchè la Chiesa possiede il 20-22% del patrimonio immobiliare italiano.Perchè per la Chiesa devono valere le stesse regole che valgono per noi cittadini.Perchè io non mi sento un cittadino di serie B e da cittadino chiedo che la legge sia uguale per tutti.E se anche l'Ue sta studiando le carte sospettando una concorrenza sleale,visti gli sgravi non dovuti,un problema ci sarà.Ma vediamolo nel dettaglio.Sull'Espresso troviamo una bella fotogallery con le foto che riporto nel seguito.Di cosa si tratta?Di case di cura,centri sportivi,cliniche dove viene svolta un'attività commerciale su cui la Chiesa non paga l'Ici.Quattro esempi,quattro immobili,quattro attività commerciali che non pagano l'Ici,ma che invece dovrebbero.Guardate e giudicate voi..

LA CHIESA NON PAGA L'ICI NEANCHE SU ALBERGHI,PALESTRE E CLINICHE:L'INCHIESTA DELL'ESPRESSO PROVA L'EVASIONE VATICANA

Alberghi. Palestre. Cliniche. Esentati dalla tassa sugli immobili. Dieci esempi che, purtroppo, mettono fine alle polemiche: il Vaticano non paga anche quando non si tratta di luoghi di culto né di opere sociali
Sessantamila euro l'anno. E' il valore del contenzioso che vede opposti il Comune di Roma e la Provincia religiosa dei S. S. Apostoli Pietro e Paolo dell'opera di don Orione. Nella capitale l'ente risulta proprietario, nella lussuosa via della Camilluccia, di un gigantesco complesso, accatastato come b/1 (la sigla che all'anagrafe del mattone identifica collegi, convitti, educandati, ricoveri, orfanatrofi, ospizi, conventi, seminari e caserme), dove si svolgono attività religiose, ma sono stati anche ricavati una casa per ferie, un centro sportivo e una struttura di riabilitazione a pagamento. Il Campidoglio, attraverso la controllata Aequitalia, ha fatto le sue verifiche e pretende il pagamento dell'Ici, l'imposta comunale sugli immobili, dalla quale i religiosi ritengono invece di essere esenti a termini di legge. Così, si è arrivati alle carte da bollo.

CHIESA E ICI,LA VIDEOINCHIESTA DEI RADICALI SMASCHERA LE ATTIVITA' COMMERCIALI DEL VATICANO CHE NON PAGANO L'ICI

Le confessioni di una suora a Milano...un albergo che dovrebbe essere riservato solo ai preti, invece aperto "a tutti" e non paga l'ICI...la video-inchiesta di Mario Staderini, segretario di Radicali Italiani, e Marco Cappato, consigliere radicale a Milano.
Nell'ambito di una inchiesta radicale in corso a livello nazionale, il primo dei video esclusivi che dimostrano come immobili di enti religiosi che risultano non aver pagato l'Ici in realtà svolgano attività commerciali.
L'immobile visitato è esente completo dal pagamento dell'Ici. A Milano, su richiesta del consigliere radicale Marco Cappato, dal Comune emerge un primo elenco di strutture religiose - 24 in tutto - di cui non risulta alcuna dichiarazione o versamento. Per altre 18 c`è un`esenzione parziale dell`Ici.

sabato 10 settembre 2011

NELLA MANOVRA FINANZIARIA NON C'E' SPAZIO PER I TAGLI ALLE AGEVOLAZIONI FISCALI DELLA CHIESA.ALLA FACCIA DELLA CRISI E DEL DEBITO PUBBLICO..

Emma Bonino
Nelle numerose puntate di questa infinita saga chiamata “manovra”, sono state annunciate e poi ritirate le proposte più balzane. Ne abbiamo sentite di tutti i colori – perfino l’ idea di un’ imposta di bollo sulle rimesse degli immigrati irregolari! – ma intervenire sui privilegi del Vaticano si è confermato ancora una volta un tabù inviolabile. E’ bastato proporre il taglio di alcuni di essi perché la politica, in maniera bipartisan, nascondesse di corsa la testa sotto la sabbia. È successo sabato scorso in Commissione Bilancio del Senato quando l’emendamento – a firma dei radicali Perduca e Poretti, oltre alla sottoscritta, e Chiaromonte (Pd) – sull’ abolizione dell’ esenzione dell' Ici per le attività commerciali del Vaticano è stato respinto all’ unanimità, al netto del voto favorevole di 3 senatori del Pd: Agostini, Carloni e Vita.

venerdì 9 settembre 2011

IL SILENZIO SULLE AGEVOLAZIONI ALLA CHIESA

Angelo Bagnasco
L` intervento and-evasione del cardinale Angelo Bagnasco, questa la verità, si è rivelato un boomerang: e a rilevarlo non sono stati soltanto i Radicali o un drappello di agnostici razionalisti, ma anche giornali come LaStampa, Libero, Repubblica e il Corriere della Sera, questo tralasciando vari e accalorati interventi in rete. È stato il pulpito ad insospettire, ed è statala straordinarietà della crisi a rendere possibile un`accennata discussione sull` indiscutibile: cioè i privilegi fiscali della Chiesa. Persino il prudentissimo Corriere, dopo cento righe di cerimoniale dialettico, ieri l`ha scritto: «È innegabile che la Chiesa in Italia goda di un regime fiscale agevolato, anche in alcune sue attività commerciali, certo legittime, ma inevitabilmente in concorrenza con piccoli imprenditori che le tasse devono pagarle tutte».

mercoledì 7 settembre 2011

TASSATE IL VATICANO:NON LE CHIESE,MA LE IMPRESE!

Vaticano
Da quando s’è capito che la legge finanziaria avrebbe comportato “lacrime e sangue”, s’è scatenata sulla Rete una ridda di voci che ha avanzato la richiesta di far pagare le tasse alla Chiesa italiana.
Personalmente non sono un fideista cattolico, anzi. Sono tendenzialmente un anticlericale, provo per lo Stato-città del Vaticano un’ allergia profondo, odio l’ ipocrisia dei cattolici in politica, sono gentaglia. Diciamo che anche in tema di professione di fede sono un anarco-individualista.
Ciononostante, trovo profondamente sbagliato che anziché prendersela con il governo per la montagna di tasse che ci obbliga a pagare, la tendenza sia quella di pretendere a tutti i costi – con tanto di petizioni –che anche la Chiesa paghi tutte quelle gabelle che pagano i “poveri cristi” di questo paese.

martedì 6 settembre 2011

BOCCIATO EMENDAMENTO PER ABOLIRE ESENZIONE ICI VATICANO

Esenzione ici Vaticano
PROPOSTA RADICALI NON TROVA RISCONTRO, VATICANO CONTINUERÀ A NON ESSERE TASSATO.
Grande Delusione e rammarico per la bocciatura degli emendamenti dei Radicali 2.0.5 e 2.0.17 firmati dai commissari Emma Bonino, Perduca, Carloni, Chiaromonte e Poretti. Essi erano relativi ad un argomento di grande attualità ed importanza in questi giorni di crisi, benchè già discusso molte volte in passato. La proposta, in parole povere, era quella di abolire il privilegio del Vaticano di non pagare l’ Ici neppure sulle attività commerciali più redditizie svolte sul territorio nazionale italiano. Proposta su cui già altre commissioni internazionali sono al lavoro. Questo privilegio di vecchia data della Chiesa Cattolica, immotivato ed ingiusto, contrario ai principi costituzionali italiani di equità ed uguaglianza delle molteplici confessioni religiose, potrebbe fruttare al bilancio dello Stato dai 400 ai 700 milioni di euro, i quali in un periodo di tagli così efferati e violenti alle agevolazioni ed ai servizi, causati dal dissesto finanziario internazionale, potrebbero contribuire non poco al risanamento dei conti pubblici.

CHIESA E ICI: CHI NE È (DAVVERO) ESENTE?

Le esenzioni della Chiesa
Sono 140 mila gli utenti della rete che in questi giorni reclamano un taglio netto ai privilegi di cui gode il Vaticano. Abolire le agevolazioni su Ici e Ires, dimezzare dell’ 8xmille; per cominciare. I Radicali ne hanno fatto una battaglia decennale, culminata sabato con l’ illustrazione in Senato di un’ emendamento volto ad eliminare l’ esenzione dell’ imposta comunale sugli immobili (Ici) per le attività commerciali gestite da enti ecclesiastici. Persino l’ Unione Europea è intervenuta nel 2010, aprendo un’indagine contro l’ Italia per violazione delle norme sugli aiuti di Stato ed esortandoci a provare l’ inesistenza di un regime di distorsione nei fatti della libera concorrenza. Nel frattempo, sembriamo non esserci accorti dei moniti europei, governati peraltro da una classe politica che continua ad assistere in silenzio tanto ai moti della rete, quanto agli atti dell’ Aula.

sabato 3 settembre 2011

LA SANTA EVASIONE AI DANNI DEI CONTRIBUENTI ITALIANI E' STIMATA TRA I 4 E GLI 8 MILIARDI DI EURO ALL'ANNO.

L' inchiesta de l' Espresso
Un patrimonio immobiliare sterminato. E tutto senza tasse. Più sovvenzioni, sconti, esenzioni. Così lo Stato privilegia il tesoro del Vaticano. E rinuncia a entrate milionarie.
Ci sono gli aspirantati, i commissariati, le case sante, le pie società, le arcidiocesi, le curie generalizie, le arciconfraternite e i capitoli. Poi: i seminari pontifici, i pellegrinaggi, i vescovadi, gli stabilimenti, i sodalizi e le postulazioni generali. E ancora: i segretariati, gli asili, le confraternite, le nunziature e le segnature apostoliche... E' accuratamente nascosto dietro una babele di migliaia di sigle spesso imperscrutabili il patrimonio immobiliare italiano della Chiesa, il più grande del mondo intero, che alcuni arrivano a stimare nell'iperbolica cifra di un miliardo di metri quadrati. Un tesoro comunque immenso, ormai circondato dalla leggenda e che costituisce uno dei segreti meglio custoditi del Paese. Da sempre. E più che mai oggi, nel momento in cui intorno a questa montagna di mattoni, e alla Santa Evasione, legalizzata sotto forma di elusione, infuria una polemica politica al calor bianco. E che potrebbe presto trasferirsi clamorosamente nelle aule del Parlamento.
 

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