L’improvvisa morte di Giovanni Paolo I, 33 giorni dopo l'elezione papale, fu un lutto che secondo Ratzinger indusse il Collegio cardinalizio a un esame di coscienza del seguente tenore: «Che cosa vuole da noi Dio in questo momento? Eravamo convinti che l'elezione di Luciani fosse avvenuta in armonia con la volontà divina, non semplicemente con quella umana... e se un mese dopo essere stato eletto secondo la volontà divina, egli era morto, Dio intendeva comunicarci qualcosa». Ai primi di ottobre 1978, nell'imminenza del secondo conclave, l'arcivescovo bavarese Ratzinger fece una singolare dichiarazione politica riportata dalla stampa tedesca: affermò in sostanza che il nuovo Conclave avrebbe dovuto sottrarsi alle pressioni dell'ala progressista, eleggendo un Pontefice contrario alla Ostpolitik e risoluto a schierare la Chiesa nella crisi politica internazionale determinata dalla minacciosa pressione dell'Urss comunista sull'Europa occidentale.
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sabato 19 novembre 2011
L'OPUS DEI E I DEBITI DI GIOVANNI PAOLO II
L’improvvisa morte di Giovanni Paolo I, 33 giorni dopo l'elezione papale, fu un lutto che secondo Ratzinger indusse il Collegio cardinalizio a un esame di coscienza del seguente tenore: «Che cosa vuole da noi Dio in questo momento? Eravamo convinti che l'elezione di Luciani fosse avvenuta in armonia con la volontà divina, non semplicemente con quella umana... e se un mese dopo essere stato eletto secondo la volontà divina, egli era morto, Dio intendeva comunicarci qualcosa». Ai primi di ottobre 1978, nell'imminenza del secondo conclave, l'arcivescovo bavarese Ratzinger fece una singolare dichiarazione politica riportata dalla stampa tedesca: affermò in sostanza che il nuovo Conclave avrebbe dovuto sottrarsi alle pressioni dell'ala progressista, eleggendo un Pontefice contrario alla Ostpolitik e risoluto a schierare la Chiesa nella crisi politica internazionale determinata dalla minacciosa pressione dell'Urss comunista sull'Europa occidentale.
sabato 24 settembre 2011
Vuoi una reliquia di papa Wojtyla? Basta un bonifico al Vicariato
ROMA – Volete una reliquia di papa Wojtyla? Prego fare bonifico al servizio “Santini e Reliquie” presso il Vicariato di Roma, altrimenti si accettano anche carte di credito. L’offerta è libera ma attenzione: non tutti possono ricevere per posta un brandello della veste del papa beato. Ma solo chi vuole chiedere una Grazia al pontefice defunto, in modo che lui interceda con l’Altissimo. Negli anni Duemila il marketing delle reliquie si aggiorna con metodi digitali e si fa audace, mettendo da parte ogni inibizione in fatto di soldi e bonifici in cambio di un favore dall’alto.
Una di queste reliquie è stata esposta fino alla scorsa settimana sull’altare della chiesa di Maria Ss.ma del Carmine e S. Giovanni Bosco a Parco degli aranci, nella frazione di Falciano, Caserta. “Iniziamo con questa particolarità – ha detto don Massimo Sgritto, vicario parrocchiale – il triduo dedicato alla Madonna del Carmine che si concluderà domenica con i festeggiamenti solenni. Per la nostra comunità l’arrivo della reliquia è stato del tutto casuale. Sono stato sollecitato a chiederla da un fedele e mi sono subito attivato”.
Una di queste reliquie è stata esposta fino alla scorsa settimana sull’altare della chiesa di Maria Ss.ma del Carmine e S. Giovanni Bosco a Parco degli aranci, nella frazione di Falciano, Caserta. “Iniziamo con questa particolarità – ha detto don Massimo Sgritto, vicario parrocchiale – il triduo dedicato alla Madonna del Carmine che si concluderà domenica con i festeggiamenti solenni. Per la nostra comunità l’arrivo della reliquia è stato del tutto casuale. Sono stato sollecitato a chiederla da un fedele e mi sono subito attivato”.
venerdì 23 settembre 2011
Vi racconto il mio Woytila segreto,non un santo ma un grande condottiero dalle amicizie discutibili..
«È mio dovere elencare i gravi dubbi che non si possono tacere…mi rendo conto che alcune miei affermazioni sembrano inaudite. Lasciare Wojtyla nella sua complessità, e affidarlo alla storia, oltre che alla memoria della Chiesa, sarebbe la scelta migliore per onorarlo nella sua sfaccettata verità. L’insistenza e l’ansia con cui molti ambienti lavorano per la beatificazione a me pare un atteggiamento che poco sa di evangelico e molto di voglia di esaltare il pontificato romano come istituzione» .
A parlare è Giovanni Franzoni,teologo e compagno di banco di Woytila al Concilio Vaticano II.Un critico del papa polacco, che ha affidato questa e altre testimonianze niente che di meno al celebre libro "Woytila Segreto" di Ferruccio Pinotti e Giacomo Galeazzi. Pinotti spiega: «Wojtyla è stato un grande condottiero, non un santo. Ossessionato dal comunismo, tanto da combatterlo in modo un po’ machiavellico. Così determinato a proteggere il potere della Chiesa da contrastare la teologia della liberazione, lasciare solo il cardinal Romero e negare la pedofilia dei preti».
E ancora: «A Roma Wojtyla frequenta ambienti contigui a Escrivà de Balaguer, dell’Opus Dei, e negli Usa crea un asse segreto con Zbigniew Brzezinski, il consigliere della Casa Bianca teorico dell’uso della religione per distruggere l’Urss. Un network che lo sosterrà anche quando, da Papa, pomperà in Polonia il denaro dello Ior e dell’Ambrosiano, usando in modo spregiudicato Marcinkus e Calvi: pentiti dicono che denaro mafioso veniva dirottato a Solidarnosc. Ma ciò lo renderà poi ostaggio di forze restauratrici e di potere. Ciò spiega la copertura a Marcinkus e a padre Maciel dei Legionari di Cristo accusato di sevizie su 8 minori, data con il consenso di Ratzinger».
A parlare è Giovanni Franzoni,teologo e compagno di banco di Woytila al Concilio Vaticano II.Un critico del papa polacco, che ha affidato questa e altre testimonianze niente che di meno al celebre libro "Woytila Segreto" di Ferruccio Pinotti e Giacomo Galeazzi. Pinotti spiega: «Wojtyla è stato un grande condottiero, non un santo. Ossessionato dal comunismo, tanto da combatterlo in modo un po’ machiavellico. Così determinato a proteggere il potere della Chiesa da contrastare la teologia della liberazione, lasciare solo il cardinal Romero e negare la pedofilia dei preti».
E ancora: «A Roma Wojtyla frequenta ambienti contigui a Escrivà de Balaguer, dell’Opus Dei, e negli Usa crea un asse segreto con Zbigniew Brzezinski, il consigliere della Casa Bianca teorico dell’uso della religione per distruggere l’Urss. Un network che lo sosterrà anche quando, da Papa, pomperà in Polonia il denaro dello Ior e dell’Ambrosiano, usando in modo spregiudicato Marcinkus e Calvi: pentiti dicono che denaro mafioso veniva dirottato a Solidarnosc. Ma ciò lo renderà poi ostaggio di forze restauratrici e di potere. Ciò spiega la copertura a Marcinkus e a padre Maciel dei Legionari di Cristo accusato di sevizie su 8 minori, data con il consenso di Ratzinger».
venerdì 19 agosto 2011
«Il Vaticano protegge il generale Gotovina»: l'accusa del procuratore del Tribunale dell'Aja
LONDRA - Il generale croato Ante Gotovina, ricercato dal Tribunale penale dell'Aja per crimini di guerra e latitante dal 2001, sarebbe nascosto in un monastero francescano della Croazia, "protetto" dal Vaticano, che si rifiuta di collaborare con le autorità giudiziarie internazionali. E' l'accusa che Carla Del Ponte, procuratore capo del Tribunale dell'Aja, lancia ai vertici della chiesa cattolica dalle colonne del quotidiano britannico Daily Telegraph. Dopo mesi di silenzio, Carla Del Ponte, decide di parlare.
| Gotovina e Woytila |
L'ACCUSA - Fonti del procuratore le hanno rivelato che il generale Gotovina risiede in un monastero in Croazia. Per il Vaticano, afferma il procuratore nell'intervista, basterebbero pochi giorni per controllare e indicare quale degli 80 monasteri croati offre protezione al generale Gotovina, considerato un eroe nazionale in Croazia. Del Ponte ha inoltre riferito di essere stata in Vaticano nel luglio scorso e di aver incontrato il segretario di Stato, l'arcivescovo Giovanni Lajolo, ministro degli Esteri di Benedetto XVI per chiederne la collaborazione. Lajolo - così riporta Del Ponte - ha sottolineato che il Vaticano «non ha obbligazioni particolari» dal punto di vista del diritto internazionale. Quindi non è tenuto a parlare. Il procuratore si è detta «doppiamente delusa» dalla risposta della Santa Sede, ed ha affermato di aver scritto direttamente al Papa, senza ricevere risposta.
mercoledì 27 luglio 2011
IL MISTERO DI QUELL’ ATTENTATO A GIOVANNI PAOLO II
Dopo trent’anni dallo sparo del 13 maggio 1981 i mandanti non sono mai stati individuati. Un nuovo libro ricostruisce la vicenda e indica negli ambienti del fanatismo turco, tra islam e servizi segreti, i possibili ispiratori.
Sono passati trent’anni, ma quell’ attentato rimane un mistero. Il 13 maggio 1981, alle 17.17, venne Giovanni Paolo II venne colpito in piazza San Pietro dai colpi sparati dalla Browning del terrorista turco Mehemet Alì Agca. Papa Wojtyla, che stava per iniziare la tradizionale udienza del mercoledì e quel giorno avrebbe annunciato l’istituzione del Pontificio consiglio per la famiglia, rischiò di morire e arrivò al Gemelli in fin di vita.
Le inchieste, soprattutto quella sulla cosiddetta «pista bulgara», che attribuiva ai servizi segreti di Sofia: – in combutta con Mosca – l’ attentato contro il Papa polacco diventato una minaccia, non hanno portato a nulla di fatto. Non si sono individuati i mandanti, non ha un nome chi ideò l’uccisione del Pontefice venuto dall’Est.
sabato 2 luglio 2011
KAROL WOJTYLA E I SEGRETI DELLE FINANZE VATICANE
Nella controversa storia delle finanze vaticane sotto il pontificato di Giovanni Paolo II la pagina meno conosciuta è quella in cui Karol Wojtyla ha sostituito al plenipotenziario Marcinkus il meno esposto Donato De Bonis. Ciò accade non a caso nel 1989. La Guerra Fredda è vinta, quindi non non c’è più un nemico esterno a giustificare la spregiudicatezza dell’aricivescovo lituano-statunitense nella gestione dello Ior. Dalla caduta del Muro di Berlino in avanti gli scandali finanziari d’Oltretevere non sono più gli effetti collaterali dello sforzo epocale della Chiesa cattolica per la sopravvivenza del cristianesimo nell’Europa orientale, bensì il risultato delle lotte di potere tra le diverse cordate di Curia che si contendono posti di potere a suon di fondi raccolti.
sabato 25 giugno 2011
Il Recentemente Beatificato Giovanni Paolo II, Karol Wojtyla, Ha Venduto Veleno ai Nazisti Per Uccidere gli Ebrei ad Auschwitz?(Dalla Trasmissione Spagnola l'Ultima Ora)
Ha fabbricato i gas velenosi che sono stati utilizzati nei campi di sterminio nazisti; milioni di ebrei li hanno inalati e sono morti. Cianuro, Zyklon B e Malathion sono stati mescolati per portare a termine la "soluzione finale giudea".
Secondo il libro "Behold a pale horse" di William Cooper, uno dei boia incaricati di preparare i gas velenosi si chiamerebbe Karol Wojtyla.
Sì, lo stesso...colui che poi è stato conosciuto nel mondo come Giovanni Paolo II; lo stesso, che adesso è stato beatificato per la sua "vita esemplare" ma che in realtà,secondo il suddetto libro, sarebbe stato un collaboratore polacco dei nazisti che hanno invaso il suo paese e che poi, per scappare della giustizia, è entrato nelle fila del clero cattolico..
lunedì 20 giugno 2011
La controinchiesta su Woytila.Woytila Segreto,analisi critica di un Papa Beato
1- WOJTYLA SEGRETO - UNA CONTROINCHIESTA UNICA, FONDATA SU DOCUMENTI ESCLUSIVI
E' stato un papa più simile ai Borgia che a San Francesco d'Assisi; un pontefice che ha fatto sua la massima di Machiavelli «Il fine giustifica i mezzi», pur di perseguire il disegno di una Chiesa che doveva distruggere il comunismo.
E' stato un papa più simile ai Borgia che a San Francesco d'Assisi; un pontefice che ha fatto sua la massima di Machiavelli «Il fine giustifica i mezzi», pur di perseguire il disegno di una Chiesa che doveva distruggere il comunismo.
Questo il ritratto di Giovanni Paolo II che emerge da «Wojtyla Segreto» (edito da Chiarelettere) la prima "contro-inchiesta" mai pubblicata in materia e scritta dal vaticanista della Stampa Giacomo Galeazzi e dallo scrittore di inchiesta Ferruccio Pinotti.
Un lavoro che non fa sconti sulla figura del pontefice e che scava nelle contraddizioni di un uomo che è stato principalmente un «asset» politico. Attraverso documenti e interviste esclusive (il consigliere della Casa bianca Brzezinski, il leader di Solidarnosc Lech Walesa, l'ex primo ministro polacco Mazowiecki, il pm del processo Calvi-Ambrosiano Luca Tescaroli e molti altri), il libro restituisce la figura di un papa che la cronaca non ha raccontato e che il processo di beatificazione ha volutamente evitato di prendere in considerazione, mettendo a tacere ogni voce e testimonianza critica anche interna alla Curia vaticana.
domenica 19 giugno 2011
LE 101 ERESIE AFFERMATE DA GIOVANNI PAOLO II
lunedì 13 giugno 2011
Wojtyla santo, pro e contro. Confronto tra Paolo Flores d’Arcais e Marco Politi
Karol Wojtyla curvo sul bastone, testimone della fragilità della condizione terrena. Un padre sofferente, vicino agli ultimi del mondo, ambasciatore di un forte sentimento di fede. Eppure, in un pontificato lunghissimo, fu anche un Capo di Stato le cui azioni furono oggetto di critiche e suscitarono polemiche. Nel processo di beatificazione, iniziato immediatamente al momento della scomparsa, il 2 aprile 2005, al grido di “Santo subito” qualcosa è stato dimenticato. Ne abbiamo discusso con Paolo Flores d’Arcais e Marco Politi alla vigilia di quel 1 maggio che lo vedrà beato.

Di Giovanni Paolo II è rimasta l’immagine di papa umano, vicino ai deboli, buono. Cosa è stato dimenticato?
MARCO POLITI: Il Papa buono resta Giovanni XXIII. Wojtyla è il primo papa geopolitico, che capisce la globalizzazione. Quei viaggi, che all’inizio sembravano una sorta di turismo frenetico, hanno rivitalizzato il senso di unità della Chiesa. E’ il primo pontefice a presentarsi nella sua fisicità anche di maschio, il primo che usa la parola “io”. Riesce a tenere insieme, come disse Bill Clinton, la capacità di parlare a tutti: ai musulmani, agli ebrei, agli agnostici. Un rapporto con il mondo che include anche polemiche, critiche. Ha unito il discorso religioso al richiamo ai diritti umani, la solidarietà economica, i diritti del Terzo mondo.
Di Giovanni Paolo II è rimasta l’immagine di papa umano, vicino ai deboli, buono. Cosa è stato dimenticato?
MARCO POLITI: Il Papa buono resta Giovanni XXIII. Wojtyla è il primo papa geopolitico, che capisce la globalizzazione. Quei viaggi, che all’inizio sembravano una sorta di turismo frenetico, hanno rivitalizzato il senso di unità della Chiesa. E’ il primo pontefice a presentarsi nella sua fisicità anche di maschio, il primo che usa la parola “io”. Riesce a tenere insieme, come disse Bill Clinton, la capacità di parlare a tutti: ai musulmani, agli ebrei, agli agnostici. Un rapporto con il mondo che include anche polemiche, critiche. Ha unito il discorso religioso al richiamo ai diritti umani, la solidarietà economica, i diritti del Terzo mondo.
giovedì 9 giugno 2011
LE DELETERIE CONSEGUENZE DELLA POLITICA DI PAPA GIOVANNI PAOLO II
È doveroso premettere che Karol Wojtyla, il futuro Papa Giovanni Paolo II (1978-2005),prima di essere ordinato sacerdote, tra il 1941 ed il 1944, avrebbe venduto ai Nazisti che presiedevano i campi di prigionia — per conto dell’Industria Chimica I.G. FARBEN — il prodotto denominato “ZYKLON B” (composto da “acido cianidrico”, “acido prussico” e “malatione”) (1), usato tra gli altri ben conosciuti mezzi, per sterminare gli ebrei rinchiusi ad Auschwitz (cfr. Cooper W.: «Behold a Pale Horse», Light Technology Publishing, New York, 1991; Bushby T.: «John Paul II: a Political Obituary», Stanford House Publishing,
Auckand (New Zeland), 2006; Leedom T.C., Churcville M.: «The Book no Pape Would Want You
to Read», Manoa Valley Poblshing Company, New York, 2010; ecc.)! Pertanto, non è da meravigliarsi che con la sua inarrestabile attività, sfruttando i media, ha promosso ingenti movimenti profondamente antiprogressisti e tendenzialmente fondamentalisti. Infatti, facendo uso dei moderni mezzi di comunicazione di massa, ha incrementato il deleterio condizionamento popolare a “gregge sottomesso”, ottenendo incontestata obbedienza ad accettare con rassegnazione l’ostinato rifiuto al cambiamento della tradizionale struttura del potere clericale maschilista, la tassativa negazione della funzione sacerdotale alle donne, la conferma della regola di castità obbligatoria, ecc. Nell’ambito della politica internazionale, sono state formulate severe critiche nei riguardi di Giovanni Paolo II, specialmente per la sua particolare concezione socio-politica in netta
opposizione verso il socialismo e verso il progresso scientifico.
mercoledì 8 giugno 2011
Quando Papa Woytila fece piangere mons. Romero.
Un incontro che non fotografa "soltanto" la totale incomprensione del papa verso la tragedia salvadoregna, ma che finisce per rappresentare quasi il simbolo dell'in-conciliabilità tra due modelli di Chiesa, quello della Chiesa istituzionale e quello della Chiesa della Liberazione, la Chiesa come "movimento di Gesù".
Nel corso del convegno milanese la scrittrice ha riproposto la sua testimonianza di quell'incontro, riprendendola dall'edizione italiana della sua biografia di Romero: Monsignor Romero, Frammenti per un ritratto, NdA Press, Rimini 2005.
Nel corso del convegno milanese la scrittrice ha riproposto la sua testimonianza di quell'incontro, riprendendola dall'edizione italiana della sua biografia di Romero: Monsignor Romero, Frammenti per un ritratto, NdA Press, Rimini 2005.
L'incontro va inquadrato in un momento storico molto importante per lo stato de El Salvador,caratterizzato dallo scontro tra la chiesa salvadoregna e le istituzioni politiche.In quegl'anni infatti si stava diffondendo in tutta l'America Latina il movimento della Teologia della Liberazione,che auspicava il ritorno al messaggio evangelico di Gesù e alla condizione di povertà della Chiesa. Una visione della Chiesa che sarà molto vicina a quella di Giovanni Paolo I,ma non del suo successore polacco,che osteggiò il movimento di Teologia della Liberazione e lo stesso Monsignor Romero. E'in questo quadro di cose che si legge la difficoltà del vescovo salvadoregno a incontrare il Papa polacco.
giovedì 2 giugno 2011
L' AFFERMAZIONE DEL CRISTIANESIMO: PAPA WOJTYLA, IL PAPA NUDO (TREDICESIMA PARTE)
ANNI: 1978-2005 (e.v.)
Pontificato di Giovanni Paolo II - (Karol Wojityla)
Nel suo lunghissimo pontificato questo papa ne ha viste, dette, fatte, subite e combinate di ...tutti i colori.
Dilungarsi su questi eventi si riduce perciò ad una ripetizione di fatti recenti e noti a tutti. Dobbiamo quindi limitarci ad una sintesi che comunque non è troppo breve
Ricordiamo subito i records che il Wojtyla ha battuto nel corso del suo pontificato:
oltre 100 viaggi in tutte le parti di questo mondo, per un totale di 1.150.000 Kilometri
la proclamazione di 482 nuovi santi
la proclamazione di 1337 nuovi beati.
Nel 1981 il nostro gagliardo Karol si ...distrae e si fa fotografare nudo, proprio come mamma lo fece, nella piscina di Castelgandolfo.
Pontificato di Giovanni Paolo II - (Karol Wojityla)
Nel suo lunghissimo pontificato questo papa ne ha viste, dette, fatte, subite e combinate di ...tutti i colori.
Dilungarsi su questi eventi si riduce perciò ad una ripetizione di fatti recenti e noti a tutti. Dobbiamo quindi limitarci ad una sintesi che comunque non è troppo breve
oltre 100 viaggi in tutte le parti di questo mondo, per un totale di 1.150.000 Kilometri
la proclamazione di 482 nuovi santi
la proclamazione di 1337 nuovi beati.
Nel 1981 il nostro gagliardo Karol si ...distrae e si fa fotografare nudo, proprio come mamma lo fece, nella piscina di Castelgandolfo.
Apriti cielo!!! Si era mai visto un papa nudo!? Risaputa la cosa il card. Luigi Poggi, responsabile del SSV, scatena i suoi segugi alla ricerca delle foto e dei negativi che intanto pare siano stati visionati dall'Editrice Rizzoli e dalla Rusconi, dal maestro della P2 Licio Gelli e dal fidato "agente" Giulio Andreotti. Per queste foto alcune Agenzie di stampa pare abbiano offerto fino 500 milioni di lire. Nessuno ha fatto delle copie? Il tutto è passato alle cronache come "Operazione Immagine".
martedì 31 maggio 2011
Beatificato un papa legato all'occulto: Giovanni Paolo II
Giovanni Paolo II è stato il primo papa in assoluto cui è stata dedicata una statua quando egli era ancora in vita (a Messina, in occasione della sua visita alla città siciliana che tanti soldi sprecò per abbellire le strade per le quali sarebbe passato il pontefice), e adesso che è morto viene beatificato a tempo di record (appena sei anni dopo la morte).
| Giovanni Paolo ll con la Croce Ricurva, simbolo satanico |
Pochi adesso ricordano che il precedente pontefice Giovanni Paolo II col suo frettoloso riconoscimento dell'indipendenza della Croazia accelerò il processo di smantellamento della ex Jugoslavia con tutto il suo seguito di guerre intestine e pulizie etniche.
domenica 29 maggio 2011
Gi scandali bancari, i legami del Vaticano con Calvi e il Banco ambrosiano. L’altro volto di Karol Wojtyla
| Lech Walesa |
Gi scandali bancari, i legami del Vaticano con Calvi e il Banco ambrosiano, l’appoggio ai movimenti integralisti: Galeazzi e Pinotti in una “controinchiesta” raccontano tutte le zone d’ombra del pontificato di Giovanni Paolo II.
Uno dei capitoli più controversi nella battaglia di Karol Wojtyla contro il blocco comunista e quello dei finanziamenti segreti fatti arrivare al sindacato polacco Solidarno??. Lo testimoniano documenti giudiziari e varie fonti che contribuiscono a illuminare un quadro per molti aspetti sconvolgente.
Solidarno?? nasce in Polonia nel settembre 1980, in seguito agli scioperi nei cantieri navali di Danzica. Guidato da Lech Wa??sa, alla fine del 1981 conta gia nove milioni di iscritti. Attraverso scioperi, contestazioni e altre forme di dissenso politico e sociale – tutte azioni pianificate all’insegna della non violenza – il movimento mira alla destabilizzazione e allo smantellamento del monopolio del partito unico di governo.
La battaglia contro il comunismo è solo all’inizio, la posta in gioco e alta, e il papa polacco sceglie di giocare un ruolo nella partita, con ogni mezzo necessario. Wojtyla e figura di primo piano ma c’è bisogno di soldi, ingenti capitali per sponsorizzare una rivoluzione i cui obiettivi andavano ben oltre i confini della sola Polonia. Qui non è in gioco un nostalgico desiderio di stalinismo; è naturale che l’azione di
domenica 22 maggio 2011
Pinochet e Wojtyla: il macellaio ed il suo fan
"Al generale Augusto Pinochet Ugarte e alla sua distinta sposa signora Lucia Hiriarde Pinochet, in occasione delle loro nozze d'oro matrimoniali e come pegno di abbondanti grazie divine, con grande piacere impartisco, così come ai loro figli e nipoti, una benedizione apostolica speciale". Giovanni Paolo II"
A vent'anni dal golpe la legittimazione più calorosa arrivò al dittatore Augusto Pinochet dalle stanze del Vaticano. 18 febbraio 1993: la privatissima ricorrenza delle sue nozze d'oro viene allietata da due lettere autografe in spagnolo che esprimono amicizia e stima e portano in calce le firme di papa Wojtyla e del segretario di Stato Angelo Sodano.
mercoledì 11 maggio 2011
"ORLANDI, WOJTYLA SAPEVA"
lunedì 9 maggio 2011
QUANDO UN PAPA MORTO CONTA PIU' DI UN BAMBINO VIVO
8 maggio 2011 -
Ecco, finalmente trovo un po’ di pace. La mia bimba mi tira dei calci notevoli ma il pallone che la ospita li attutisce e a me arrivano come dei colpetti affettuosi, come qualcuno che mi tocca e poi gioca a nascondino. Non mi va di raccontare a mia moglie cosa è successo, non voglio metterle altri pensieri sui rischi che corre e sulle brutture del mondo in cui questa bimba sta venendo ad abitare. Per questo le racconto a voi.Sono un autista di ambulanze e devo dirvi che all’inizio il lavoro non mi piaceva molto, mi piaceva moltissimo. Sono sempre stato appassionato di auto, di guida e poter guidare veloce senza dover rispettare alcuna regola in città tra file di auto che si aprono come fa Jim Carrey in “Una settimana da Dio” è una cosa spettacolare.
sabato 7 maggio 2011
I debiti di Giovanni Paolo II
L’improvvisa morte di Giovanni Paolo I, 33 giorni dopo l'elezione papale, fu un lutto che secondo Ratzinger indusse il Collegio cardinalizio a un esame di coscienza del seguente tenore: «Che cosa vuole da noi Dio in questo momento?
venerdì 6 maggio 2011
Did the Pope sell Zyklon B?
A good question - why and how could Pope John Paul II (Karol Wojtila) have sold Zyklon B during World War II when it was manufactured by a German firm? Why would Wojtila wish to do this, as he had a Jewish mother and are there documents to support this?
To answer these questions, let's have a look at a little history.
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