«Non c'è dubbio - denuncia Giovanni Pannunzio, fondatore di Telefono Antiplagio anticipando all' Adnkronos parte dei dati del rapporto antiplagio che sarà presentato a dicembre - che le reliquie più gettonate siano quelle di padre Pio. Il costo di una singola reliquia è arrivato addiritttura a circa duemila euro». Nella speciale hit parade di Telefono Antiplagio sono finiti soprattutto i santi legati al francescanesimo: particolarmente gettonati Sant' Antonio e San Francesco. «A Padova - denuncia Pannunzio - mi è capitato persino di vedere un ferro di cavallo con dentro incastonata l' immagine di S. Antonio. È evidente che siamo nella pura superstizione».
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sabato 8 ottobre 2011
RELIQUIE,BOOM DELLE VENDITE SU EBAY
«Non c'è dubbio - denuncia Giovanni Pannunzio, fondatore di Telefono Antiplagio anticipando all' Adnkronos parte dei dati del rapporto antiplagio che sarà presentato a dicembre - che le reliquie più gettonate siano quelle di padre Pio. Il costo di una singola reliquia è arrivato addiritttura a circa duemila euro». Nella speciale hit parade di Telefono Antiplagio sono finiti soprattutto i santi legati al francescanesimo: particolarmente gettonati Sant' Antonio e San Francesco. «A Padova - denuncia Pannunzio - mi è capitato persino di vedere un ferro di cavallo con dentro incastonata l' immagine di S. Antonio. È evidente che siamo nella pura superstizione».
sabato 1 ottobre 2011
LE RELIQUIE DI SANTA ROSALIA?OSSA DI CAPRA!
di Tutti Gli Scandali del VaticanoLe ossa di santa Rosalia, a Palermo, continuano ad essere ritenute miracolose nonostante grazie al famoso anatomista William Buckland sappiamo da oltre due secoli che si tratti dei resti di una capra
Santa Rosalia,la santa più amata dai palermitani e forse anche dai siciliani nasconde un'importante verità: le sue reliquie,venerate ancora ai giorni nostri, non appartengono men che meno alla santa ma ,udite udite, a una comunissima capra!"Stai bestemmiando" mi direbbero forse i cari amici palermitani.E non gli darei tutti i torti se, al giorno d'oggi,pochi sanno che le ossa di Giovanna d'arco sono costituite dai resti di una mummia egizia e da ossa di gatto..Dopo le ossa di gatto di Santa Giovanna D'Arco,le ossa di capra di Santa Rosalia.Sembrerebbe una barzelletta ma è proprio così: in entrambi i casi a fare luce sui reperti è stata infatti la scienza.Nel caso di Santa Rosalia,tuttavia, forse l'aiuto della scienza non sarebbe neanche servito se si pensa che le sue ossa sono state ritrovate dopo più di 450 anni dalla sua morte.A chi conosce la storia di Santa Rosalia non sarà mai venuto un dubbio?E i palermitani la conosceranno?Ve la racconto in breve,tanto per capirci.
mercoledì 28 settembre 2011
CHIODI DI CRISTO: STUDIOSO ITALIANO ESCLUDE CHE SERVIRONO PER UNA CROCIFISSIONE
Hanno fatto il giro del mondo, nei giorni scorsi, le affermazioni del documentarista canadese Simcha Jacobovici, che ritiene di aver scoperto due chiodi con cui i soldati romani crocifissero Gesù. La tesi di Jacobovici è alla base del film documentario di prossima uscita "I chiodi della Croce". L'autore ha rinvenuto i chiodi presso il laboratorio dell'Università di Medicina di Tel Aviv, ma sostiene che furono rinvenuti nel 1990 in un ossario scoperto a Gerusalemme, su cui era inciso il nome di Caifa: il sacerdote che, secondo i Vangeli, consegnò Gesù ai Romani. Secondo Jacobovici, Caifa si sarebbe pentito di quel gesto e prima di morire avrebbe recuperato i chiodi della crocifissione, chiedendo che fossero sepolti con la sua salma.Alcuni archeologi israeliani contestano la tesi di Jacobovici, sostenendo che la tomba in cui furono trovati i chiodi è modesta e non certo degna della sepoltura di un sommo sacerdote.
sabato 24 settembre 2011
LA CATTEDRA DI SAN PIETRO IN VATICANO?UN AUTENTICO FALSO!
| La Cattedra di San Pietro |
Se c’è una cosa che mi ha sempre colpito del cattolicesimo è la venerazione,oserei dire feticista,delle reliquie.Oggetti personali,parti del corpo,acque miracolose:c’è davvero di tutto nel manipolo di reliquie di cui si fregia la Chiesa. Tra queste,manco a dirlo,figurano diversi falsi.E la cosa più grave,a mio giudizio,è che si tratta di reliquie tutt’ora esposte,specie in virtù della loro importanza.Tra queste figura la cattedra di San Pietro in Vaticano.Una commissione di esperti ha appurato che si tratta in realtà di un trono regale di età carolingia,ma nonostante questo si continua a venerarla.La reliquia non è ben visibile agli occhi dei visitatori.Io stesso dopo averne sentito parlare ho dovuto aguzzare gli occhi per scorgerla.Dal 1666,infatti, è inserita in una custodia in bronzo dorato sorretto dalle statue di Sant’Agostino.Sant’Ambrogio,Sant’Anatasio e San Giovanni Crisostomo,i santi dottori della Chiesa Cattolica.Il perché di tale scelta si trova nella volontà di proteggere la cattedra,oggetto in quegli anni della bromosia dei cacciatori di reliquie.La cattedra in realtà è una semplice sedia di legno d’acacia alta solo 136 centimetri,larga 85 e profonda 65,rinforzata da un’armatura di quercia sovrapposta nel XII secolo,allorchè la reliquia iniziò a manifestare i primi segni di deterioramento.Come si può vedere dalla foto,nel bassorilievo,inciso sullo schienale della sedia,vi sono 18 lamelle d’oro disposte in 3 file da 6.Ma cosa raffigurano quelle immagini?Ebbene non ci crederete,ma rappresentano le fatiche di Ercole!Cosa c’entrino con lo spirito apostolico di una cattedrale episcopale è un mistero della fede(cattolica ovviamente)(1).Un mistero risolto grazie a Pio IX.Il pontefice,infatti,volle fare le cose in grande in occasione del centenario del martirio di San Pietro(1),La cattedra fu esposta per una anno sul’altare della Cappella Gregoriana ,affinchè i fedeli potessero venerarla.E fu proprio allora che due studiosi,Garucci e De Rossi,notarono sulla traversa superiore della cattedra il ritratto di un sovrano,molto somigliante a Carlo il Calvo.Ma anche a questo si riuscì a trovare una spiegazione.Secondo i due studiosi,infatti,la reliquia era in realtà costituita da due diverse sedie inserite l’una nell’altra,una del santo stesso e l’altra ricavata da un mobile del primo secolo.La sacralità della reliquia fu per il momento salva.Questo finchè ulteriori studi, effettuati tra il 1968 e il 1974,smentirono sia l’origine pagana della cattedra che la sacralità della reliquia.La commissione di esperti,presideduta dal Monsignor Michele Maccarone,concluse che il seggio è uno solo e quello esterno è semplicemente una gabbia.E il ritratto di Carlo il Calvo dimostra che si tratta di un trono regale di età carolingia.Restava solo da scoprire come fosse arrivato a San Pietro.Pare che Carlo il Calvo avesse portato il trono con sé a Roma per la sua incoronazione(3) e lo avesse poi regalato al papa Giovanni VIII.
In conlusione la Cattedra di San Pietro è un falso.Tuttavia la Chiesa seguita a mantenere la festa della Cattedra di San Pietro,in quanto simboleggia “l’autorità del vescovo di Roma”(4).Non una reliquia ma un simbolo venerato come una reliquia.Alla faccia del secondo comandamento verrebbe da dire..(5)
Note
1)Mai e poi mai uno degli apostoli avrebbe consentito a forgiarsi di tali simboli.Come ripetuto più volte,citando le parole di Gesù stesso,i pagani adoravano il diavolo.Ma vediamo alcuni passi tratti dalla Bibbia ove si parla dei pagani:
1Corinzi 10:20
Tutt'altro; io dico che le carni che i pagani sacrificano, le sacrificano ai demòni e non a Dio; ora io non voglio che abbiate comunione con i demòni.
1Pietro 4:3
Basta con il tempo trascorso a soddisfare la volontà dei pagani vivendo nelle dissolutezze, nelle passioni, nelle ubriachezze, nelle orge, nelle gozzoviglie, e nelle illecite pratiche idolatriche.
Matteo 6:7
Nel pregare non usate troppe parole come fanno i pagani, i quali pensano di essere esauditi per il gran numero delle loro parole.
Matteo 10:5
Questi sono i dodici che Gesù mandò, dando loro queste istruzioni:
«Non andate tra i pagani e non entrate in nessuna città dei Samaritani,
«Non andate tra i pagani e non entrate in nessuna città dei Samaritani,
1Corinzi 12:2
Voi sapete che quando eravate pagani eravate trascinati dietro agli idoli muti secondo come vi si conduceva.
2)All’epoca si riteneva che il martirio di Pietro fosse avvenuto nel 67 d.C. L'archeologa Margherita Guarducci, famosa per aver studiato a fondo la Tomba di Pietro e aver trovato i resti di colui si pensa sia san Pietro, dopo una serie di delucidazioni, giunse alla conclusione che la sua morte avvenne il 13 ottobre 64.
3)Carlo il Calvo fu incoronato a Roma da Papa Giovanni VII il 25 dicembre 1975,circostanza ritenuta tuttavia poco credibile dagli storici.
4)Papa Benedetto XVI,22/2/2009.E’ stato lo stesso Papa a definire così la reliquia.
5) "Io sono il Signore, il tuo Dio, che ti ho fatto uscire dal paese d'Egitto, dalla casa di schiavitù. Non avere altri dèi oltre a me.2) Non farti scultura, né immagine alcuna delle cose che sono lassù nel cielo o quaggiù sulla terra o nelle acque sotto la terra. Non ti prostrare davanti a loro e non li servire, perché io, il Signore, il tuo Dio, sono un Dio geloso; punisco l'iniquità dei padri sui figli fino alla terza e alla quarta generazione di quelli che mi odiano, e uso bontà fino alla millesima generazione, verso quelli che mi amano e osservano i miei comandamenti.
FONTE
Vuoi una reliquia di papa Wojtyla? Basta un bonifico al Vicariato
ROMA – Volete una reliquia di papa Wojtyla? Prego fare bonifico al servizio “Santini e Reliquie” presso il Vicariato di Roma, altrimenti si accettano anche carte di credito. L’offerta è libera ma attenzione: non tutti possono ricevere per posta un brandello della veste del papa beato. Ma solo chi vuole chiedere una Grazia al pontefice defunto, in modo che lui interceda con l’Altissimo. Negli anni Duemila il marketing delle reliquie si aggiorna con metodi digitali e si fa audace, mettendo da parte ogni inibizione in fatto di soldi e bonifici in cambio di un favore dall’alto.
Una di queste reliquie è stata esposta fino alla scorsa settimana sull’altare della chiesa di Maria Ss.ma del Carmine e S. Giovanni Bosco a Parco degli aranci, nella frazione di Falciano, Caserta. “Iniziamo con questa particolarità – ha detto don Massimo Sgritto, vicario parrocchiale – il triduo dedicato alla Madonna del Carmine che si concluderà domenica con i festeggiamenti solenni. Per la nostra comunità l’arrivo della reliquia è stato del tutto casuale. Sono stato sollecitato a chiederla da un fedele e mi sono subito attivato”.
Una di queste reliquie è stata esposta fino alla scorsa settimana sull’altare della chiesa di Maria Ss.ma del Carmine e S. Giovanni Bosco a Parco degli aranci, nella frazione di Falciano, Caserta. “Iniziamo con questa particolarità – ha detto don Massimo Sgritto, vicario parrocchiale – il triduo dedicato alla Madonna del Carmine che si concluderà domenica con i festeggiamenti solenni. Per la nostra comunità l’arrivo della reliquia è stato del tutto casuale. Sono stato sollecitato a chiederla da un fedele e mi sono subito attivato”.
venerdì 15 luglio 2011
La Venerazione di Reliquie non Autentiche (Prima Parte)
Non farti scultura, né immagine alcuna delle cose che sono lassù nel cielo o quaggiù sulla terra o nelle acque sotto la terra. Non ti prostrare davanti a loro e non li servire, perché io, il Signore, il tuo Dio, sono un Dio geloso; punisco l'iniquità dei padri sui figli fino alla terza e alla quarta generazione di quelli che mi odiano, e uso bontà fino alla millesima generazione, verso quelli che mi amano e osservano i miei comandamenti. (Esodo 20:2-17)
Escludendo quest’aspetto,già di per sé peculiare,è importante capire in che modo viene determinata l’autenticità di una reliquia.La Chiesa,infatti,stabilisce che solo quelle che siano state autenticate possano essere venerate. Sulla loro autenticità fa testo il Codice di Diritto Canonico,che divide le reliquie in due gruppi:
martedì 12 luglio 2011
IL TITULUS CRUCIS? UN FALSO MEDIEVALE
IL TITULUS CRUCIS:UN PO' DI STORIA
Il titulus crucis è l'iscrizione, riportata dal Vangelo secondo Matteo, dal Vangelo secondo Giovanni e dal Vangelo secondo Luca , che sarebbe stata apposta sopra la croce di Gesù, quando egli fu crocifisso, per indicare la motivazione della condanna. L'esibizione della motivazione della condanna, infatti, era prescritta dal diritto romano.Il nome indica anche una reliquia conservata a Roma e costituita da una tavola di legno di noce, che secondo la tradizione sarebbe il cartiglio originario infisso sopra la croce.Nelle rappresentazioni artistiche della crocifissione si indica tradizionalmente come titulus le sole quattro lettere INRI, iniziali dell'espressione latina «Iesus Nazarenus Rex Iudaeorum», che traduce il testo greco del vangelo di Giovanni.Una tavola di legno, che la tradizione cattolica ritiene essere parte del titulus, ma che è stata datata al X-XII secolo, è conservata a Roma, nella basilica di Santa Croce in Gerusalemme, insieme a un presunto chiodo della Passione e a frammenti della Vera Croce. Tutti questi oggetti, secondo la tradizione, furono rinvenuti da Elena, madre dell'imperatore romano Costantino I, che nel IV secolo visitò Gerusalemme e fece scavare l'area del Golgota.
Il titulus crucis è l'iscrizione, riportata dal Vangelo secondo Matteo, dal Vangelo secondo Giovanni e dal Vangelo secondo Luca , che sarebbe stata apposta sopra la croce di Gesù, quando egli fu crocifisso, per indicare la motivazione della condanna. L'esibizione della motivazione della condanna, infatti, era prescritta dal diritto romano.Il nome indica anche una reliquia conservata a Roma e costituita da una tavola di legno di noce, che secondo la tradizione sarebbe il cartiglio originario infisso sopra la croce.Nelle rappresentazioni artistiche della crocifissione si indica tradizionalmente come titulus le sole quattro lettere INRI, iniziali dell'espressione latina «Iesus Nazarenus Rex Iudaeorum», che traduce il testo greco del vangelo di Giovanni.Una tavola di legno, che la tradizione cattolica ritiene essere parte del titulus, ma che è stata datata al X-XII secolo, è conservata a Roma, nella basilica di Santa Croce in Gerusalemme, insieme a un presunto chiodo della Passione e a frammenti della Vera Croce. Tutti questi oggetti, secondo la tradizione, furono rinvenuti da Elena, madre dell'imperatore romano Costantino I, che nel IV secolo visitò Gerusalemme e fece scavare l'area del Golgota.
LA LANCIA DI LONGINO: UNA DELLE TANTE RELIQUIE FALSE
La maggior parte delle "reliquie" recuperate, consistenti in vari oggetti ritenuti sacri dalla tradizione cristiana ed in pezzi anatomici sottratti alle spoglie mortali dei santi, era, tuttavia, costituita da semplici manufatti spacciati, talvolta anche involontariamente, per cimeli sacri ed esposti a pagamento alla veneraz ione dei fedeli per finanziare la costruzione delle cattedrali.
lunedì 11 luglio 2011
LE RELIQUIE DI GERVASIO E PROTASIO
386 – Le spoglie dei santi Gervasio e Protasio sono solennemente traslate con un grandissimo ed entusiastico concorso di popolo, nella basilica, detta attualmente di S. Ambrogio, che si era appena finito di costruire, per consacrarla con questa deposizione di reliquie. I corpi dei due martiri, il cui ricordo era andato praticamente perduto nella Chiesa di [...]
I corpi dei due martiri, il cui ricordo era andato praticamente perduto nella Chiesa di Milano, erano stati scoperti due giorni prima dopo uno scavo ordinato dal vescovo Ambrogio sulla base di una rivelazione ottenuta in sogno. Nessuno aveva mai sentito nominare i santi Gervasio e Protasio prima del sogno di Ambrogio, né si sapeva di quale imperatore ed anno fossero vittime e a tutt’oggi si hanno solo interpretazioni fantasiose sul loro martirio. Però ben 6 basiliche e numerose chiese furono loro dedicate e oltre a Milano ben altre cinque città diverse rivendicarono l’originalità delle loro reliquie.
Ambrogio nutriva “l’ardente desiderio” di rinvenire le reliquie di qualche martire. In particolare i milanesi anelavano al possesso di reliquie da collocare nella basilica cosiddetta ambrosiana, in quanto fatta costruire e consacrata dal santo.
martedì 5 luglio 2011
San Gennaro: vero miracolo?
Noi crediamo ai miracoli, a quelli veri. Che cosa è il miracolo?
Il miracolo è un fatto straordinario che avviene al di sopra delle leggi della natura o contro di esse. Dio solo può operare il miracolo. Egli lo fa per rivelare agli uomini la sua potenza, il suo amore, o la sua giustizia.
Il miracolo in questo caso è quasi sempre accompagnato da tali circostanze che rispondono alla dignità divina e ne determinano il carattere soprannaturale.
Non tutto ciò che per l'uomo è sorprendente può essere qualificato come miracoloso. Se, ad esempio, una mano avvicinata al fuoco, invece di riscaldarsi, come sarebbe naturale, si ghiacciasse, ciò potrebbe impressionare coloro che ne ignorano le cause, senza peraltro essere definito miracolo, specie se non è accompagnato da quei segni e quelle premesse che richiamino l'intervento divino. Chiameremo tali esempi fenomeni straordinari, ma non miracoli.
giovedì 16 giugno 2011
False le reliquie di Giovanna d'Arco: "Appartengono ad una mummia egizia"
Un nuovo studio rivela l'origine dei resti attribuiti alla Pulzella di Orleans, arsa sul rogo nel 1431
"Databili tra il sesto ed il terzo secolo A.C.". Tecniche innovative e anche esperti di profumo
Il dottor Charlier mostra le reliquie di Giovanna d'Arco |
E' questa la conclusione cui è giunta una équipe di studiosi europei coordinata dal medico legale Philippe Charlier dell'ospedale Poincaré di Garches, che ha pubblicato i risultati di un lungo studio sulla rivista Nature.
E' dal 2006 che Charlier, avuto il permesso di analizzare le reliquie della santa, presentate come autentiche nel 1867, sta cercando di dirimere un dibattito che dura ormai da un secolo e mezzo. I resti - una costola umana all'apparenza carbonizzata, un frammento di lino e un femore di gatto, animale comunemente gettato nel rogo delle presunte streghe nel medioevo, mischiati a pollini di pino - (guarda le foto) si sono rivelati non autentici alla luce di nuove tecniche di analisi.
lunedì 13 giugno 2011
Francia, luce sui resti di Giovanna d'Arco."Reliquie false, ci sono ossa di gatto"
Dopo sei mesi di indagini, i primi risultati degli scienziati
"Non ci sono certezze, ma non appartengono alla santa"
Giovanna d' Arco è stata bruciata viva, sorte riservata alle presunte streghe, il 30 maggio del 1431 sulla piazza di Rouen e le ceneri furono disperse nella Senna. Dei frammenti di ossa, oggi sappiamo che alcuni di essi appartengono a un gatto, misti a tessuto, furono comunque trovati nel 1867.
La Chiesa, che canonizzò l'eroina francese nel 1920 è stata sempre prudente, cosi l' Arcivescovado di Tours donò i resti di cui era proprietario all' associazione degli amici del Vecchio Chinon che ancora custodisce i frammenti nell' omonima cittadina del centro della Francia. Quest'ultima decise di affidarsi agli esperti già nel 1979, ma la perizia non ebbe risultati.
venerdì 27 maggio 2011
SONO OSSA DI MARTIRI?
domenica 22 maggio 2011
L' AFFERMAZIONE DEL CRISTIANESIMO: REPERTI E RELIQUIE (QUARTA PARTE)
- Non esistono evidenze fisiche della vita di Gesù: nessun manufatto, lavoro di carpenteria o scritto di propria mano. Neppure resti mortali. Tutto ciò che si sa di lui è scritto da altri. Tutto fu scritto dopo la sua morte. Nessuno degli scrittori ha mai incontrato Gesù. Questi scritti sono assolutamente falsi. Anche allora, come oggi, si viveva in un mondo infestato da credenze di demoni, Ufo e Mostri di Lochness.-
Jim Walker (Rif. 366). Eppure la chiesa ha sempre cercato di proporre (e sfruttare commercialmente) determinati reperti privi di qualsiasi attendibilità e fondamentalmente falsi, sapendo che è la fede degli sprovveduti a farli diventare sostanzialmente veri.
giovedì 28 aprile 2011
BEATIFICAZIONE DI WOJTYLA, UNA AMPOLLA DI SANGUE ESPOSTA COME RELIQUIA
Roma - La reliquia che verrà esposta alla venerazione dei fedeli durante la beatificazione di Giovanni Paolo II, il primo maggio, è una ampolla di sangue, estratto al papa polacco in previsione di trasfusioni e conservata in questi anni al Bambin Gesù dalle suore dell’ospedale. Il sangue è allo stato liquido, a causa di un anticoagulante presente nella provetta al momento del prelievo.
sabato 22 gennaio 2011
Notizie sulle Reliquie
"Il culto delle reliquie, derivante dalle onoranze per i defunti, è oggi raccomandato ma non imposto dalla Chiesa. Il Concilio di Trento nella sua venticinquesima sessione lo emendò dagli eccessi e il Concilio Vaticano II così si espresse: "La Chiesa, secondo la sua tradizione, venera i Santi, le loro reliquie autentiche e le loro immagini". Le reliquie sono i resti mortali dei santi canonizzati o dei beati venerati o anche gli oggetti a loro collegati come: strumenti di martirio, vesti, utensili che sono tanto più preziosi quanto più stati a contatto con il vivente. Tra le reliquie corporali si distinguono le Insigni così definite dal Codex Juris Canonici: il corpo, la testa, un braccio, un avambraccio, la lingua, una mano, una gamba o la parte del corpo che fu martirizzata, purché sia intera e non piccola.
mercoledì 22 dicembre 2010
RELIQUIE E MIRACOLI
Un cenno almeno, a questo punto, lo meritano i miracoli e le reliquie. Fanno parte del patrimonio della fede. Le due cose non sono mai completamente ammesse (il culto delle reliquie, derivante dalle onoranze per i defunti, è oggi raccomandato ma non imposto dalla Chiesa. Il Concilio di Trento nella sua venticinquesima sessione lo emendò dagli eccessi e il Concilio Vaticano II così si espresse: La Chiesa, secondo la sua tradizione, venera i Santi, le loro reliquie autentiche e le loro immagini)
ma restano nel sottofondo fantastico e misterioso che è il vero fondamento della Chiesa. Prima di accennare ai miracoli riporto un elenco di reliquie che di per sé dovrebbero spiegare bene cosa è superstizione.
In Svizzera, a Sciaffusa, è conservato il fiato di San Giuseppe rilasciato sul guanto di Nicodemo.
domenica 12 dicembre 2010
Le Sacre Reliquie
e infine (come accade sempre più spesso nelle aste americane) i “memorabilia” che possono essere sia i guanti (veri) di Jacqueline Kennedy sia quelli (falsi) indossati da Rita Hayworth in “Gilda”. Infine c'è il fattore economico: il possesso di una reliquia famosa era nel Medioevo una preziosa risorsa turistica perché attraeva flussi di pellegrini, così come oggi una discoteca nell'entroterra riminese attrae turiste tedesche e russe. D'altra parte ho visto molti turisti a Nashville, Tennessee, venuti per ammirare la Cadillac di Elvis Presley. E dire che non era l'unica, perché ne cambiava una ogni sei mesi. Forse preso da quello spirito natalizio di cui dicevo nella scorsa Bustina, all'Epifania, invece di andare (come tutti) su Internet per intercettare filmini porno, essendo di spirito umorale e bizzarro ho deciso di navigarvi alla ricerca di reliquie famose.
Per esempio, ora sappiamo che il capo di San Giovanni Battista è conservato nella Chiesa di San Silvestro in Capite a Roma, ma una tradizione precedente lo voleva nella cattedrale d'Amiens. Comunque il capo custodito a Roma sarebbe senza la mandibola, conservata nella cattedrale di San Lorenzo a Viterbo. Il piatto che ha accolto la testa del Battista è a Genova, nel tesoro della cattedrale di San Lorenzo, assieme alle ceneri del Santo, ma parte di queste ceneri sono anche conservate nella antica Chiesa del Monastero delle Benedettine di Loano, mentre un dito si troverebbe nel Museo dell'Opera del Duomo di Firenze, un braccio nella cattedrale di Siena, la mandibola a San Lorenzo in Viterbo. Dei denti uno sta nella cattedrale di Ragusa e un altro, insieme ad una ciocca di capelli, a Monza. Nessuna notizia degli altri trenta. Un'antica leggenda voleva che in qualche cattedrale fosse conservata la testa del Battista all'età di dodici anni, ma non mi risulta esista alcun documento ufficiale che confermi la diceria.
La Vera Croce è stata trovata a Gerusalemme da Sant'Elena, madre di Costantino. Sottratta dai Persiani nel VII secolo, recuperata dall'imperatore bizantino Eraclio, è stata poi portata dai Crociati sul campo di battaglia contro il Saladino. Malauguratamente ha vinto il Saladino, e della croce si sono perse le tracce per sempre. Tuttavia ne erano già stati prelevati vari frammenti. Dei chiodi, uno sarebbe conservato nella chiesa di Santa Croce in Gerusalemme a Roma. La corona di spine, a lungo conservata a Costantinopoli, è stata suddivisa nell'intento di donare almeno una spina a chiese e santuari diversi. La Sacra Lancia, già appartenuta a Carlo Magno e ai suoi successori, oggi si trova a Vienna. Il Prepuzio di Gesù era esposto a Calcata (Viterbo) fino a che nel 1970 il parroco ne ha comunicato il furto.
Ma hanno rivendicato il possesso della stessa reliquia Roma, Santiago di Compostela, Chartres, Besançon, Metz, Hildesheim, Charroux, Conques, Langres, Anversa, Fécamp, Puy-en-Velay, Auvergne. Il sangue scaturito dalla ferita al costato, raccolto da Longino, sarebbe stato portato a Mantova, ma altro sangue è conservato nella Basilica del Sacro Sangue a Bruges. La Sacra Culla è a Santa Maria Maggiore (Roma), mentre come è noto la Sacra Sindone è a Torino. Le fasce del bambino Gesù sono ad Aquisgrana. La tovaglia usata da Cristo per la lavanda dei piedi degli Apostoli è sia nella chiesa romana di San Giovanni in Laterano sia in Germania, ad Acqs, ma non è escluso che Gesù abbia usato due tovaglie o abbia lavato i piedi due volte. In molte chiese sono conservati i capelli o il latte di Maria, l'anello delle nozze con Giuseppe sarebbe a Perugia, ma quello di fidanzamento è a Notre-Dame di Parigi.
A Milano si conservavano le spoglie dei Re Magi, ma nel XII secolo Federico Barbarossa le ha prese come bottino di guerra e portate a Colonia. Modestamente, ho raccontato questa storia nel mio romanzo 'Baudolino', ma non pretendo di far credere chi non crede. (09 gennaio 2009)
CURIOSITÅ
dal sito A tuttonet
VENERAZIONE DEL SANTISSIMO PREPUZIODi N.S. GESU’ CRISTO
Venerato nella Chiesa Parrocchiale di CalcataDiocesi di Civitacastellana, e Feudodell’Ecc.ma Casa Sinibaldi sin dal 1527.
Dimostrazione di come l’ignoranza (senza offesa per alcuno) possa portare le persone a credere a stupidaggine grossolane e ridicole. L’informazione e la cultura cambia la prospettiva della Verità delle cose e ci illumina su un Mondo altrimenti finto, costruito ad hoc per controllarci.
Il Santo Prepuzio... ovvero, senza offesa per nessuno, la santa membrana del “Divin Pisellino” asportata al Redentore in occasione della sua circoncisione.Chi lo raccolse? Chi lo custodì amorevolmente?Furono gli stessi che raccolsero il latte della Vergine sparso dovunque in una tale quantità da sfamare i bambini di mezzo mondo (a giudicare dalle ampolle ancora oggi conservate presso numerose Chiese) o i pannolini di Gesù (ovviamente si parla delle fasce che si ritiene lo accolsero e non dei Pampers), o le tre vertebre della coda dell'asino cavalcato dal Messia al suo ingresso in Gerusalemme, o il pelo della barba di Giovanni Battista, il piolo della scala vista da Giacobbe in sogno, la cintola di Maria cadutale in terra durante l’ascensione al cielo (a Prato!... e solo in Toscana ci sono addirittura le rampe di lancio per il cielo), ufficializzata tra l’altro dalla Chiesa solo nel 1950, o le sue ciocche di capelli, anch’esse in una tale quantità e varietà di colori da poter fare la fortuna di molti negozi di parrucche!
Ma chi erano costoro?Erano gli angeli, i Re, i santi uomini e le pie donne che, più degli uomini, con la reliquia in questione sembrava avessero... un rapporto di fervente adorazione …!«Era il Santo Prepuzio denso, e crespo in figura d'un cece rosso, la fragranza, che trasfuse, durò due giorni nelle mani di Clarice, e della Madre…» (Del santissimo prepuzio di N. S. Gesù Cristo, Roma, 1802, capo VI pg. 15).Come spiegare, poi, il grande miracolo che portò la divin membrana a riprodursi in 13 esemplari (al pari della proliferazione delle schegge di legno della croce con le quali se ne possono costruire una trentina)?Sì, avete capito bene: esistono al mondo le tracce di 13 prepuzi ciascuno dei quali conservato ed adorato come unico e autentico.Se per ogni prepuzio c’è un pisellino… accidenti…..
Ecco i luoghi nei quali il prezioso reperto fu custodito: il Laterano, Charroux presso Poitiers, Anversa, Parigi, Brugge, Boulogne, Besançon, Nancy, Metz, Le Puy, Conques, Hildesheim e Calcata vicino Roma.Pare, poi, che uno di essi giunse a Roma tramite Carlo Magno che l’ebbe, a sua volta … da un angelo«Volendo però Iddio misericordiosissimo ricompensare la pietà di Carlo Magno, Lui prescelse per fortunato possessore di questa insigne Reliquia. Ma siccome la calamità de’ tempi l’avea fatte rimaner sepolte nell'oscurità, un 'Angelo fu spedito apposta dal Cielo per portare a quel degno Principe un sì bel dono». ( Del Santissimo prepuzio, cit. pg. 10)!
Nel 1427 fu creata la Confraternita del Santo prepuzio, presso Charroux.Sembra che in pellegrinaggio per adorare la sacra reliquia si recassero soprattutto le donne incinte (e non siate maligni), mentre ad Anversa fu costituito un servizio speciale di … cappellani detti… del prepuzio!Fu ad Anversa che ogni settimana veniva celebrato un ufficio solenne in onore del sacro prepuzio che una volta all’anno veniva recato in processione attraverso le strade, mentre quello di Calcata, fino ai recenti anni 80, veniva esposto alla pubblica adorazione nel giorno di Capodanno (ricorrenza della circoncisione).
Concludiamo la nostra dissertazione sul sacro (o i sacri) reperto, accennando alla diatriba teologica nella quale, in epoca medievale e prima che i prepuzi fioccassero come la neve, furono coinvolti alcuni vescovi-filosofi: possibile che Cristo, dopo la resurrezione fosse asceso in corpo e spirito al cielo privo del prepuzio che al tempo si riteneva disperso in terra 33 anni prima?La questione fu brillantemente risolta dalla Chiesa intorno al 1100: il prepuzio ascese per proprio conto in cielo ed andò a formare gli anelli di Saturno!!!
Beh, allora non c’erano ancora i telescopi per controbattere una tale assurdità.
Riporto ora lo stralcio delle dichiarazioni raccolte da Paolo D’Arpini del Circolo Vegetariano di Calcata e apparse sul giornale L’Etruria dell’ 8 maggio 2007.
Son trascorsi oltre 20 anni allorché il parroco di Calcata denunciava ai Carabinieri la scomparsa del sacro Prepuzio di Gesù, conservato a Calcata dal 1527. La sacra pellicina era sicuramente diventato un reperto scomodo, infatti se negli anni precedenti veniva portato in processione ed attirava centinaia di devoti provenienti da tutto il Lazio, già alla fine degli anni ‘70 era stato rimosso dal Sancta Sanctorum della chiesa parrocchiale e al momento della scomparsa - come dichiarato dal parroco - «veniva conservato sopra un vecchio armadio della sua camera da letto». Ma veniamo al dunque, di quel Prepuzio di Cristo - volatilizzato nel nulla - se ne parla con dovizia di particolari nel n. 0 di Bullettin*Quaderni, esperimento informativo sincretico. Ecco alcuni stralci: «Va sottolineato che oltre alla ipotetica scomparsa del Prepuzio dovremmo preoccuparci di dove sia finito l’intero corpo di Gesù... che secondo la tradizione Cristiana è asceso al cielo... ma, secondo la storia susseguente, privato di una piccola parte... E qui si parla della scomparsa della reliquia, ma quale reliquia? Sembra tutto un racconto horror e blasfemo».«Eppure la storia parla chiaro, la presenza del Prepuzio è stata annotata in secoli di cronache ecclesiastiche che ne decantarono le virtù mistiche e la capacità di operare miracoli - continua il redattore - al momento della sua scomparsa ne seguì un grande clamore. Il Prepuzio è stato oggetto della ricerca anche da parte di Riccardo Ferlazzo Ciano, uno studioso dell’occulto, e persino l’agenzia investigativa Tom Ponzi si offrì di compiere delle ricerche per scovarlo, si dubitava che potesse essere finito in mano a satanisti che officiavano sul Monte Soratte oppure che fosse, non si sa come, ritornato nella sua sede originaria (dalla quale fu trafugato durante il sacco di Roma dai Lanzichenecchi) ovvero San Giovanni in Laterano».«Se il Prepuzio è veramente rintracciabile - affermano alcuni cittadini di Calcata intervistati - o nelle grotte del Soratte o nei sotterranei del vaticano, noi ne chiediamo l’immediata restituzione, giacché (indipendentemente dall’originalità del reperto) quella reliquia fa parte della nostra storia, per mezzo suo parecchi paesani ottennero benefici ed in questi tempi grami ve ne sarebbe ancora di bisogno». «Infatti non son pochi coloro che chiedono la verità ed una chiara risposta sulla sparizione della reliquia».
FONTE
giovedì 9 dicembre 2010
Il Santo Prepuzio
Possesso del Santo Prepuzio
A seconda della fonte, durante il Medioevo in varie città europee c'erano otto, dodici, quattordici o addirittura diciotto diversi Santi Prepuzi.[1]
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