Don Ruggero Conti, il prete romano che si faceva chiamare “imperatore”, rimane in carcere, e questo si sapeva: ma col deposito delle motivazioni della sentenza il tribunale che lo ha condannato spiega con maggiore chiarezza che il quadro da lui usato come strategia difensiva non sta in piedi, perchè assolutamente non provato; e per contro che le testimonianze delle vittime sono certamente attendibili e da tenere nel massimo del conto possibile. Tutto vero insomma quello che i ragazzi stuprati dal sacerdote raccontano, e molto poco credibile quello che lui, il sacerdote, afferma.
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sabato 28 maggio 2011
IL PRETE PEDOFILO CHE SI FACEVA CHIAMARE IMPERATORE
Don Ruggero Conti non potrebbe provare in nessun modo di essere vittima “di un complotto”: e dunque le accuse a suo carico sono certamente da confermarsi. Le vittime: “Ora i danni”
Don Ruggero Conti, il prete romano che si faceva chiamare “imperatore”, rimane in carcere, e questo si sapeva: ma col deposito delle motivazioni della sentenza il tribunale che lo ha condannato spiega con maggiore chiarezza che il quadro da lui usato come strategia difensiva non sta in piedi, perchè assolutamente non provato; e per contro che le testimonianze delle vittime sono certamente attendibili e da tenere nel massimo del conto possibile. Tutto vero insomma quello che i ragazzi stuprati dal sacerdote raccontano, e molto poco credibile quello che lui, il sacerdote, afferma.
Don Ruggero Conti, il prete romano che si faceva chiamare “imperatore”, rimane in carcere, e questo si sapeva: ma col deposito delle motivazioni della sentenza il tribunale che lo ha condannato spiega con maggiore chiarezza che il quadro da lui usato come strategia difensiva non sta in piedi, perchè assolutamente non provato; e per contro che le testimonianze delle vittime sono certamente attendibili e da tenere nel massimo del conto possibile. Tutto vero insomma quello che i ragazzi stuprati dal sacerdote raccontano, e molto poco credibile quello che lui, il sacerdote, afferma.
martedì 24 maggio 2011
DALL’ INCHIESTA SUI PRETI, SPUNTANO CASI DI AIDS
di Alberto Parodi.
Preti coinvolti in giri di prostituzione omosessuale, e sullo sfondo lo spettro e l’ angoscia dell’ Aids che si materializza nei verbali degli interrogatori di magistrati e carabinieri che indagano in Procura. Un’ inchiesta partita in sordina nei mesi scorsi e che invece è arrivata di recente a risultanti sconvolgenti.
Prima la denuncia, quest’ estate. L’ indagine parte per violazione della legge Merlin (istigazione alla prostituzione) e va avanti, sempre più choccante, con due ulteriori e recenti interrogatori. Sono state convocate al mattino presto in Procura, due giorni fa, come persone informate sui fatti. Sono le presunte “vittime” di don Carlo Rebagliati, parroco di Noli, già economo e responsabile del patrimonio culturale e artistico della diocesi di Savona. Vittime indicate da G.C., tossicodipendente di 40 anni, che aveva denunciato ai carabinieri le richieste di rapporti sessuali da parte del prete in cambio della concessione di piccoli lavoretti remunerati in canonica. Una denuncia ritenuta “attendibile” da chi indaga, dopo che nell’ufficio del sostituto procuratore Giovanni Battista Ferro alla presenza di due militari del nucleo operativo del comando provinciale, chi l’ha firmata a ripetuto le sue accuse.
Pedofilia. Il capo dei salesiani olandesi: "I rapporti con i bimbi non sono un male"
E le famiglie preparano una class action
"Ora i danni e un nuovo battesimo per i figli"
Cresce la rabbia tra i parenti dei ragazzi della parrocchia: "Il vescovo sapeva tutto, facciamo causa: ci devono risarcire". "Sapevamo che si accompagnava con uomini, ma che avesse attenzioni verso i piccoli no"
di STEFANO ORIGONE"La Curia sapeva tutto e non l'ha fermato: faremo un'azione legale collettiva e chiederemo un risarcimento". I genitori delle vittime di don Riccardo Seppia annunciano una "class-action" contro la chiesa. "Lancio un appello a tutti quelli che hanno figli che hanno avuto a che fare con "lui" - spiega un padre riferendosi al parroco - . Fatevi avanti, non abbiate vergogna. Raccoglieremo le nostre storie e avremo giustizia". L'orrore che è venuto a galla non fa vacillare la fede di chi vive in via Calda, nel quartiere di Sestri, ma mette in seria discussione uno dei sacramenti: il battesimo.
lunedì 23 maggio 2011
VITA, TRUFFE E GALERE DI DON GELMINI, IL PRETE DI SILVIO ACCUSATO DI PEDOFILIA
L’ ultima occasione pubblica è stata ieri. A Natale, si sa, siamo tutti più buoni. E anche il premier, Silvio Berlusconi, per sentirsi migliore non esita a dedicare il suo natale a chi ha più bisogno: luogo prediletto per un saluto di vicinanza e di beneficienza è, da anni, la comunità Incontro di Don Piero Gelmini, ad Amelia, in Umbria. Se non di persona, almeno telefonicamente il presidente del Consiglio non rinuncia mai ad elogiare pubblicamente il lavoro dell’ amico Piero.
SIMILITUDINI – Ieri, per la seconda volta in due anni consecutivi, il Cavaliere ha scelto la comunicazione telefonica alla festa di Natale dell’ associazione terapeutica che accoglie tossicodipendenti e sieropositivi nella campagna umbria del paesino in provincia di Terni.
domenica 22 maggio 2011
Il prete molesta bambine e il paese lo difende
sabato 21 maggio 2011
IL PRETE A CAPO DEL CLUB DEI PEDOFILI
Anni fa Roma venne invasa da manifesti di un sedicente “Movimento pedofilia”, una organizzazione che lottava per “l’ accettazione sociale delle relazioni adulto-bambino”. La realtà è che associazioni di questo tipo esistono in tutto il mondo occidentale, e si battono appunto per convincere la società dell’utilità e dell’ importanza di spingere avanti il discorso su quello che il resto del mondo chiama, semplicemente, pedofilia. Ed è ormai motivo di imbarazzo per la chiesa olandese l’aver scoperto che un religioso dell’ ordine dei Salesiani faceva parte come attivista dell’ associazione olandese MARTIJN, che appunto è la locale realtà che promuove le relazioni adulto-bambino.
venerdì 20 maggio 2011
EX SEMINARISTA IN MANETTE
Alfano, che avrebbe avuto rapporti sessuali a pagamento con un ragazzo minorenne e ne avrebbe presentato un altro a Don Seppia, è accusato di induzione alla prostituzione minorile e favoreggiamento.
Sarebbero stati i ragazzini stessi, ascoltati nei giorni scorsi dagli inquirenti, a confermare di aver ricevuto denaro per fare sesso con l' ex seminarista e il sacerdote.
Sarebbero stati i ragazzini stessi, ascoltati nei giorni scorsi dagli inquirenti, a confermare di aver ricevuto denaro per fare sesso con l' ex seminarista e il sacerdote.
“CONTRO LA PEDOFILIA IL VATICANO FA POCO E MALE”
Le tanto sbandierate linee guida contro la pedofilia del Vaticano contro gli abusi sessuali che hanno visti come protagonisti sacerdoti sono solo, secondo il New York Times, fragili linee guida che non rispondo al meglio a un problema grave, globale e che richiederebbe un mandato preciso e imprescindibile di collaborazione con le autorità locali.
INVECE – Nonostante questa necessità, il Vaticano ha invece pubblicato una guida non vincolante che semplicemente cerca di evitare lo scandalo e rimanda all’autorità dei vescovi locali,chiamati a supervisionare le centinaia, in alcuni casi, di sacerdoti incriminati. La direttiva “incriminata” è stata varata due giorni prima di un nuovo studio del problema abusi che cita i disordini sessuali e sociali degli anni 1960 come possibile fattore della devianza di alcuni sacerdoti.
giovedì 19 maggio 2011
Il prete con il tatuaggio satanista sulla schiena
Tre o quattro grammi di cocaina al giorno. La pedofilia. E un sole a sette raggi tatuato sulla schiena, che fa pensare agli investigatori che Don Riccardo Seppia non fosse così cattolico. Le indagini sul parroco di Sestri Ponente rivelano particolari sempre più imbarazzanti sul prete.Che spendeva 300 euro al giorno in cocaina.Ne parla Erika Della Casa sul Corriere della Sera:
"La cocaina per don Riccardo Seppia era ormai un’ossessione, aveva bisogno di migliaia di euro, gli investigatori parlano di circa trecento al giorno per almeno venti giorni al mese, per acquistare quella che nelle intercettazioni telefoniche chiama «la bianca» e «la neve ». Comprava per se e per offrirla in pagamento ai ragazzi perché accettassero le sue morbose attenzioni: «Vieni. Ho la neve», è il messaggino che è stato trovato sul suo cellulare. Don Riccardo si riforniva da tre pusher, giovani, italiani, ai quali chiedeva sempre più spesso oltre alla droga di procurargli «bambini»."
I preti pedofili sono il frutto della rivoluzione sessuale:rapporto shock della Chiesa statunitense
UN RAPPORTO DELLA CONFERENZA EPISCOPALE USA
Preti e pedofilia: tutta colpa di Woodstock
Furono il Sessantotto e gli ideali di pace a corrompere la Chiesa e a spingere parte dei preti verso l’omosessualità
| Una manifestazione di protesta contro la pedofilia nella chieda davanti alla cattedrale di Boston (Ap) |
IN SINTESI – Il New York Times lo ha definito lo studio più autorevole che abbia mai promosso la Chiesa Cattolica americana e non per niente è costato 1,8 milioni di dollari ed è stato co-finanziato dal National Institute of Justice e dal Dipartimento di Giustizia americano con la cifra di 280mila dollari.
martedì 17 maggio 2011
“Quelli grandi non mi piacciono, li voglio di 14 anni e con problemi in famiglia”
LE INTERCETTAZIONI - IL SACERDOTE NON RISPONDE AI MAGISTRATI
Le richieste del parroco «Portami
un bimbo moro. Li voglio con problemi»
Don Riccardo resta in carcere: «Può rifarlo»
| Don Riccardo Seppia |
domenica 15 maggio 2011
Vaticano, un documento segreto per coprire i preti pedofili
Ai prelati venne ordinato di nascondere con ogni mezzo gli abusi
LONDRA - Un documento "confidenziale" scritto oltre 40 anni fa dal Vaticano ordinava ai vescovi di tutto il mondo di coprire con ogni mezzo gli abusi sessuali commessi dai religiosi. Il testo, 69 pagine tradotte in inglese, è stato pubblicato oggi dal giornale londinese Observer.
Secondo quanto riferito dalla testata, il documento proviene dall'archivio segreto del Vaticano. L'avvocato texano Daniel Shea, impegnato in un caso di abusi sessuali all'interno della Chiesa americana, ne avrebbe ottenuto una copia da un prete tedesco. Nel testo, datato 1962, si indicano “le procedure da seguire in caso di crimini di istigazione". Cioè quelli in cui un religioso tende "a sollecitare e provocare il penitente ad atti impuri ed osceni". “Il peggiore dei crimini si legge - è quello costituito da azioni nei confronti di giovani di ambo i sessi".
mercoledì 11 maggio 2011
GIRO DI VITE ANTI-ABUSI
L' ex Santo Uffizio, spiegò il portavoce vaticano Federico Lombardi, "sta attualmente studiando come aiutare gli Episcopati del mondo a formulare e sviluppare in modo coerente ed efficace le indicazioni e direttive necessarie ad affrontare la problematica degli abusi sessuali di minori da parte di membri del clero o nell'ambito di attività o istituzioni connesse alla Chiesa, con riguardo alla situazione e ai problemi della società in cui operano".
martedì 10 maggio 2011
PEDOFILIA, GLI USA FICCANO IL NASO IN VATICANO
Per la prima volta il Vaticano dovrà fornire documenti interni alla giustizia degli Stati Uniti, che sta facendo luce sulla natura del rapporto di “lavoro” tra un prete pedofilo e la Santa Sede.
MOMENTO STORICO – La richiesta è stata avanzata da un tribunale civile dell’ Oregon, nel nord ovest degli Usa, che ha deciso di citare in giudizio la Santa Sede in qualità di testimone in questa vicenda degli Anni ’60. “Si tratta di una decisione storica”, ha dichiarato Jeff Anderson, avvocato della vittima che sostiene di aver subito aggressioni sessuali da parte di Andrew Ronan, un sacerdote che era stato coinvolto in vicende di pedofilia in Irlanda e poi a Chicago.
giovedì 5 maggio 2011
IL VESCOVO CATTOLICO CON 600 FOTO PEDOFILE NEL PC
Un vescovo cattolico si è dichiarato colpevole a Ottawa mercoledì di possesso di materiale pornografico infantile. Monsignor Raymond Lahey, che è stato alla guida della diocesi di Antigonish, in Nova Scotia, è stato accusato dopo che gli ispettori doganali hanno esaminato il suo computer portatile mentre ritornava in Canada da un viaggio all’estero nel 2009.
PC CON SORPRESA – Gli ispettori hanno trovato 588 immagini grafiche dei bambini, 33 video e testi di racconti che parlavano di bambini schiavizzati. I funzionari della dogana hanno stimato che alcuni ragazzi nelle fotografie avevano solo 8 anni.
lunedì 2 maggio 2011
Il prete che violentato bambini per vent'anni rimarrà impunito
Così finisce la storia di Don Lelio Cantini, sacerdote della parrocchia fiorentina di Regina della Pace, dove certo non hanno trovato la pace i ragazzi di età compresa tra i 10 e i 17 anni dei quali abusò sessualmente e psicologicamente Don Lelio dal 1973 al 1987. Quattordici anni di orrori per molti ragazzini, che solo nel 200, una volta cresciuti con addosso la devastazione regalata loro dal sacerdote, trovarono il coraggio di denunciare l’ uomo che avrebbe dovuto aiutarli a crescere con equilibrio. Le denunce erano arrivate alla Congregazione per la dottrina della fede e il 13 ottobre 2008, per volontà di Benedetto XVI,il prete era stato allontanato dalla chiesa. Ormai aveva 85 anni.
LE VITTIME DEGLI ABUSI CONTRO GIOVANNI PAOLO II: “HA PROTETTO I PRETI PEDOFILI”
La beatificazione di Giovanni Paolo II suscita una forte reazione contraria da parte delle vittime degli abusi dei religiosi della Chiesa cattolica. Secondo le dichiarazioni riportate da Der Spiegel il pontefice morto nell’aprile del 2005 avrebbe tollerato a lungo le molestie e le violenze subite da moltissimi fedeli, un rimprovero che si estende anche all’attuale Papa, Benedetto XVI, che ha accelerato il processo di santificazione del suo predecessore.
sabato 30 aprile 2011
FLORES D’ARCAIS: PERCHÉ RATZINGER E WOJTYLA SONO RESPONSABILI PER LA PESTE PEDOFILA
Cinque anni fa, durante la solenne Via Crucis del venerdì santo al Colosseo, Joseph Ratzinger esclamava: “Quanta sporcizia c’è nella Chiesa, e proprio anche tra coloro che, nel sacerdozio, dovrebbero appartenere completamente a Cristo!”. In questi giorni ci è stato ripetuto che la “sporcizia” di cui si scandalizzava Ratzinger era proprio quella dei sacerdoti pedofili, a dimostrazione che la Chiesa gerarchica già allora (solo cinque anni fa, comunque) non aveva alcuna intenzione di “insabbiare”. Ma quanta di tale “sporcizia” è stata da Ratzinger realmente denunciata? Denunciata, vogliamo dire, nell’unico modo in cui si denuncia un crimine, perché sia fermato e non possa essere reiterato: ai magistrati dei diversi paesi. Quanti di quei sacerdoti pedofili? Nessuno e mai.
WOJTYLA BEATO SUBITO, NONOSTANTE TUTTI I PRETI PEDOFILI CHE HA COPERTO
Domani mattina, se non ci saranno ulteriori sorprese dell’ ultim’ora, Benedetto XVI dovrebbe approvare il decreto con il quale si riconosce la validita’ del miracolo attribuito all’ intercessione di Giovanni Paolo II. Si tratta di una suora francese, Marie Simon-Pierre, guarita dal morbo di Parkinson. E’ infatti previsto che proprio nella mattinata di domani il prefetto della Congregazione per le cause dei santi, il cardinale Angelo Amato, vada da Benedetto XVI per sottoporgli il documento. Se tutto andrà per il verso giusto, Wojtyla sara’ beatificato nel 2011, a sei anni dalla morte, un record che condividera’ con Madre Teresa di Calcutta.
BEATO A TEMPO DI RECORD - La causa di beatificazion
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