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mercoledì 27 giugno 2012

"ABORTIRE UN BIMBO GAY È UN ATTO DI FEDE". PRONTA DENUNCIA CONTRO PAGINA FACEBOOK

Sul social network un gruppo invita a interrompere la gravidanza se al feto "viene diagnosticata l' omosessualità". Millantando tesi pseudo scientifiche e collegamenti con ospedali e ricercatori. Gli attivisti: "Istigazione all' odio e abuso della credulità".

di MARCO PASQUA
Ci sono ignoranza, omofobia e misoginia dietro all'ennesima pagina creata su Facebook al solo scopo di  insultare e umiliare una minoranza. In questo caso gli omosessuali, anche se non mancano le offese nei confronti delle donne, attraverso un uso meschino del tema dell'aborto e dell' omosessualità.

"Abortire un gay è atto di fede" il titolo di questo scempio virtuale creato una settimana fa all'interno del popolare social network. In pochi giorni ha raccolto quasi duemila commenti, in gran parte di critica e sdegno, e non solo da parte degli omosessuali.

mercoledì 31 agosto 2011

Spagna, Chiesa contro aborti negli ospedali in cui partecipa alla direzione

Con una lettera inviata i primi di giugno, il Vaticano critica per la pratica di aborti negli ospedali in cui la Chiesa stessa abbia posti nella direzione. La missiva è stata inviata dal Pontificio Consiglio per gli Agenti Sanitari al sacerdote Custodio Ballestreros. Questi tempo prima aveva segnalato in un rapporto che venivano praticate interruzioni di gravidanza in alcuni ospedali della Catalogna, co-diretti appunto dalla Chiesa. Secondo quanto riporta l’Agenzia Zenit, le direzioni dell’ospedale San Pablo di Barcellona e quella del nosocomio generale di Granollers, su pressione del clero locale ad esempio ora assicurano che non effettueranno più interruzioni di gravidanza. I due ospedali erano presenti nel registro ufficiale del Ministero della Sanità, come centri che avevano affettuato aborti dal 2009.

martedì 30 agosto 2011

Catalogna, due ospedali legati alla Chiesa cattolica praticano aborti

L'ospedale di Sant Pau
Due centri ospedalieri catalani, i cui dirigenti sono nominati da un consiglio di cui fanno parte rappresentanti nominati dall’arcivescovo di Barcellona, praticano l’aborto, senza che ciò abbia generato frizioni interne negli organi di governo di tali istituzioni. L’informazione, riporta ABC, è contenuta nell’ultimo rapporto ufficiale del ministero della sanità e delle politiche sociali sull’interruzione volontaria della gravidanza,

domenica 28 agosto 2011

Bimba di 9 anni stuprata abortisce.E l'arcivescovo scomunica i medici


Brasile, la Chiesa contro i sanitari che hanno interrotto la gravidanza della piccola
incinta di due gemelli dopo le violenze del patrigno. I dottori "Rischiava la vita"


Bimba di 9 anni stuprata abortisce l'arcivescovo scomunica i medici
L'arcivescovo di Recife, Josè Cardoso Sobrinho
Imbarazzo, rabbia, dolore, pietà, ma anche una sola incrollabile certezza: "Abortire è peccato. Sempre". Queste le prime reazioni "a caldo" colte in Vaticano alla notizia che la Chiesa cattolica brasiliana ieri ha scomunicato i medici che qualche giorno fa hanno autorizzato l'aborto ad una bambina di 9 anni rimasta incinta in seguito alle violenze sessuali subite dal patrigno da quando aveva 6 anni. "E' una tragedia grandissima, specialmente per quella povera bambina, ma la pena della scomunica andava sanzionata perché lo prevede espressamente il Codice di Diritto Canonico di fronte ad un palese caso di aborto procurato", spiegano riservatamente alla Pontificia Accademia per la Vita. 

mercoledì 3 agosto 2011

GERMANIA, I “CATTOLICI OMBRA” E LE LACERAZIONI SULLO SCANDALO PEDOFILIA


Klaus MertesParla il gesuita Klaus Mertes che nel 2010 denunciò diversi casi di abusi.
Alessandro Alviani - Berlino. 
Il Vaticano presta ascolto a una “minoranza chiassosa e convinta di aver sempre ragione”, che agisce nell' ombra e liquida ogni critica come un gesto di slealtà. La denuncia arriva dal gesuita Klaus Mertes, ex direttore del Collegio Canisius di Berlino, che nel gennaio del 2010 rese pubblici diversi casi di abusi pedofili nel suo istituto, mettendo in moto uno scandalo che ha sconvolto per mesi la Chiesa cattolica in Germania. 

venerdì 29 luglio 2011

ACCORDO OSPEDALE-CHIESA PER SEPPELLIRE FETI ABORTITI: POLEMICA A CASERTA

CASERTA. Seppellire un feto abortito in un regolare cimitero? Da oggi è possibile, succede a Caserta e col benestare della Chiesa.
Un protocollo di intesa, approvato con delibera del 22 luglio scorso, tra l' Azienda ospedaliera "Sant'Anna e San Sebastiano" e l' associazione "Difendere la vita con Maria" è stato infatti sottoscritto per promuove il seppellimento dei "bambini non nati" con la disponibilità del sindaco a concedere un apposito spazio nel cimitero cittadino e il "plauso del vescovo".

Javier Martinez, arcivescovo di Granada: «Se la donna abortisce, il maschio può abusare di lei»

In Spagna l'aborto era considerato un "delitto"; la legge depenalizzava il reato soltanto in tre casi: stupro (fino alla 12ma settimana), malformazione del feto (22ma) e grave pericolo di salute per la madre (senza alcun limite di settimana).
Su proposta del Ministro per le Pari Opportunità, Bibiana Aido, tale legge è stata rivista, cercando di eliminare quelle grosse difficoltà che appesantivano una scelta già di per sè ostica e dolorosa, incentivando oltretutto l'utilizzo di servizi privati con alto pericolo per la salute delle donne operate.Davvero sconcertanti le dichiarazioni dell'arcivescovo di Grananda, Javier Martinez, come riportato dal sito www.uaar.it, il quale avrebbe paragonato tale legge ai crimini commessi da Hitler e avrebbe aggiunto: «se la donna abortisce, il maschio può abusare di lei».
Un gruppo di cittadine e cittadini ha creato il 7 gennaio 2010 il gruppo Facebook Que la justicia actúe contra el Arzobispo de Granada, ritenendo che le parole dell’arcivescovo possano essere costitutive di reato, in quanto incitano e giustificano la violenza maschilista.

sabato 7 maggio 2011

HAI SALVATO LA VITA A UNA DONNA CON L’ ABORTO? LA CHIESA NON CI STA


MedicoUn ospedale cattolico pratica l’ interruzione di gravidanza per gravi motivi. Il Vescovo  revoca il suo patrocinio alla clinica
L’ aborto si era reso necessario per salvare la vita alla donna. Le avevano provate tutte i medici del St. Joseph’s Hospital and Medical Center di Phoenix in Arizona, per salvare sia la gravidanza che la donna, ma non c’è stato niente da fare. L’ aborto si è reso necessario. Un decisione difficile che implica oltre alle valutazioni mediche anche quelle morali, quest’ultime amplificate dal fatto di essere un ospedale religioso. Infatti, la Chiesa cattolica non ha ammesso ragioni: il regolamento è stato violato, così come la “sua” volontà. La clinica, manco fosse una chiesa, è stata sconsacrata dal Vescovo e

giovedì 9 dicembre 2010

Suora scomunicata per aver autorizzato un aborto


Il caso di una suora cattolica scomunicata per aver autorizzato un aborto terapeutico scatena polemiche nel mondo cattolico. 

Suor Margaret McBride, membro della commissione etica del St. Joseph Hospital, è stata estromessa dalla Chiesa per un atto che il suo vescovo ha giudicato «inammissibile». L'aborto risale all'anno scorso ma solo in questi giorni il caso è emerso sui media americani. È la seconda polemica in pochi giorni che investe l'Arizona dopo l'approvazione di una legge statale che autorizza la polizia a fermare, ed eventualmente mandare in prigione, persone sospettate di essere immigrati illegali. La paziente del St. Joseph soffriva di ipertensione polmonare, una rara malattia potenzialmente letale e che spesso viene aggravata dalla gravidanza, ha scritto il giornale cattolico indipendente National Catholic Reporter. Con suor McBride sono stati scomunicati anche i medici dell'ospedale coinvolti nell'aborto e la stessa madre. La religiosa - ha spiegato la diocesi - è stata scomunicata perchè «aveva una posizione di autorità nell'ospedale ed era frequentemente consultata su questioni etiche». Suor McBride «aveva dato il suo consenso» sostenendo «che l'aborto era in questo caso moralmente accettabile secondo la dottrina della Chiesa, un fatto che lei stessa ha personalmente ammesso con il vescovo Olmsted».
L'ospedale di St. Joseph è il più antico e uno dei più importanti di Phoenix. La paziente era incinta all'undicesima settimana e le sue condizioni si erano improvvisamente aggravate al punto che i medici temevano per la sua sopravvivenza se la gravidanza fosse andata avanti. La malattia limita la capacità del cuore e dei polmoni di funzionare normalmente. Il comitato etico dell'ospedale, di cui faceva parte la suora aveva giudicato necessario ricorrere all'aborto: altrimenti la donna sarebbe quasi certamente morta. «È stato un caso tragico, per salvare la vita della madre è stato necessario interrompere la gravidanzà, ha dichiarato Suzanne Pfister, vice-presidente di St. Joseph. Una posizione che al vescovo Olmsed non è andata a genio: »Un bambino non nato non è una malattia. Se è certamente vero che i medici devono tentare di salvare la vita di una donna incinta, il mezzo non può essere quello di uccidere un'altra creatura«, ha proclamato il vescovo. Suor McBride era la superiora dell'ordine delle Sisters of Mercy a St. Joseph: dopo la scomunica è stata assegnata ad altri incarichi. »Era la coscienza morale del nostro ospedale«, le ha reso omaggio John Garvie, il primario gastroenterologo: »Nessuno dovrebbe criticare la difficile decisione che ha preso«.

FONTI




lunedì 6 dicembre 2010

Ingravida una fedele e la costringe ad abortire


Il quotidiano locale di Edwardsville, nell'Illinois - The Record - riporta la notizia delle manovre diaboliche di un prete cattolico per ottenere le grazie di una fedele e raggirare suo marito.Holly Force ha accusato il reverendo Thomas Szydlik -che operava nella stessa chiesa cattolica  che lei frequentava - di averlaingravidata e costretta ad abortire e il vescovo Daniel Jenky di non aver preso nessuna misura per contrastare la relazione.Un giorno la signora gliconfessò di non essere soddisfatta sessualmente, anche perché soffriva di un male che aveva esacerbato questo problema. Allora Don Thomas cominciò ad accarezzare l'idea di  approfittare della situazione e, per realizzare il suo progetto, coinvolse la sprovveduta nelle attività della chiesa e la incoraggiò aconfidarsi e ad avere fiducia in lui. In seguito prese a inviarle numeroseemail, contattarla telefonicamente e invitarla a conversare, per indurla a credere che il suo obbiettivo era solo quello di salvare la sua anima.A questo punto, temendo di non riuscire a resistere alle avance del prete, la donna si confidò con suo marito.
 

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