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martedì 21 dicembre 2010

Giuda Iscariota,il vero discepolo


"Tu sarai al di sopra di tutti loro. Perché tu sacrificherai l'uomo che mi riveste".

Gesù che parla a Giuda


Vangelo di Giuda
La leggenda dice che Giuda Iscariota sia stato colui che, per trenta denari, tradì Gesù, facendolo arrestare e provocandone, indirettamente, la morte per crocifissione.
Giuda si pente subito dopo il tradimento, restituisce il denaro e, non riuscendo a sopportare il dolore per ciò che aveva fatto, si uccide impiccandosi.

Ma sono leggende. Adesso c'è un Vangelo, quello di Giuda, pubblicato dalla National Geografic, che sconvolge le leggende cattoliche. Serviva un traditore, e chi meglio di Giuda, prototipo del giudeo ribelle contro il potere costituito e contro l'invasore romano?

Giuda è stato per secoli il catalizzatore dell'odio verso gli ebrei e la rabbia che in tanti casi ha provocato lunghe persecuzioni contro un popolo innocente, e al quale apparteneva lo stesso Gesù.

Come è possibile essere cristiani, credere in Gesù, nato e morto come ebreo, ed odiare e perseguitare il popolo giudeo?

Giuda risulta l'unico discepolo che era riuscito a comprendere realmente chi fosse Gesù, e quale fosse il suo compito. Ed il tradimento non è altro ciò che lo stesso Gesù gli ha chiesto di fare, nonostante lo stesso Giuda non volesse compiere un tale gesto.

Giuda viene scelto come l'eletto tra i discepoli.

Si tratta dell'eterna lotta tra gli gnostici e la chiesa gerarchica.

Ricordo che di questo Vangelo ne parlava anche il vescovo Ireneo nel suo "Contro le eresie" nel 180 d.C.

Non si può certo far finta di nulla di fronte a certi documenti storico - scientifici.

E così la Maddalena non era una prostituta e Giuda non era un traditore!

Quante menzogne!

Silas

GIUDA ISCARIOTA

IL PRIMO DISCEPOLO DI GESU’ CRISTO


2000 anni di menzogne!E’ trascorso già del tempo da quando il National Geografic ha dato alla luce un testo fondamentale per la comprensione delle origini del cristianesimo: “Il Vangelo di Giuda”.
Dopo tale pubblicazione si sono susseguiti alcuni testi di malcelata provenienza vaticana, cercando di confutare quanto di “inconfutabile” veniva riportato su un papiro scritto in copto, ed emerso dal deserto egiziano intorno agli inizi degli anni ‘70 del secolo scorso. Un reperto storico di indiscutibile eccezionalità, sul quale si sono dati da fare studiosi, papirologi, archeologi (di provenienza fortunatamente laica) per oltre 15 anni.
Un testo in cui è ripreso un dialogo tra Gesù ed il suo principale discepolo, Giuda Iscariota.
Dopo un’iniziale tentativo di depistaggio da parte della Curia romana, si è sentito dire, da uno dei tanti portavoci del Vaticano, scelti forse sulla base di ciò che devono raccontare, che il “Vangelo di Giuda” era presente negli archivi segreti del Vaticano già da secoli, e che non aveva niente di eccezionale, perché non raccontava alcuna “novità” e nessuna “verità”.
Ormai è risaputo quali siano le verità propinateci dalla solerte chiesa cattolica romana!
La questione sul “Vangelo di Giuda” è stata volontariamente lasciata cadere da parte del Vaticano, facendo orecchie da mercante alle innumerevoli questioni sollevate da un testo capace di dare un’ulteriore spinta verso il baratro alla stessa chiesa cattolica.
L’unico testo veramente affidabile per comprendere il contenuto del Vangelo sopra indicato, è quello pubblicato dal National Geografic. E nel prossimo aprile, lo stesso Istituto pubblicherà la propria rivista con allegata la versione completamente tradotta ed interpretata del “Vangelo di Giuda”. Fatto sta che dall’approfondimento di tale testo è emerso un frammento chiamato “Giacomo”, probabilmente appartenente a “l’Apocalisse di Giacomo”, ed un altro frammento non meglio definito.
Se si pensa alle false verità narrateci da “Roma”, la prima cosa che risulta evidente è il nome di Giuda. Non è mai esistito un Giuda Iscariota, bensì Giuda Sicariota. Ma la cosa era difficile da mandar giù per l’alta prelatura cattolica.
Usare la parola “sicariota” significava attribuire una certa appartenenza allo stesso Giuda: quella dei sicari (da sica, il pugnale che tali personaggi portavano nascosto sotto la propria tunica, con una forma ricurva). E come ci dice la storia, quella vera, delle origini del cristianesimo, i sicari erano una setta estremista della principale corrente essenza. I primi erano la frangia aggressiva contro l’oppressore romano, mentre gli esseni erano, la maggior parte, per la non violenza.
Questo indica che, comunque, anche se in maniera indiretta, Giuda e Gesù erano legati da un comune credo, anche se le relative procedure e soluzioni erano molto distanti.
Alcuni studiosi di fama internazionale, sempre di provenienza laica, hanno ritenuto che l’incontro tra questi due fondamentali personaggi della storia del cristianesimo, sia avvenuto in modo molto simile a quanto mostrato da Martin Scorzese nel film (tratto dal testo di Kazantzakis) “L’ultima tentazione di Gesù” (con Giuda interpretato da Harvey Keitel e Gesù da Willem Dafoe).
Bisogna sottolineare che tutta la storia del tradimento è stata completamente stravolta dalla chiesa delle origini, dai Padri della chiesa, che non hanno avuto alcun tentennamento nel distruggere la figura storica di un uomo come Giuda, che ha sempre amato il suo maestro, tanto da abbandonare la propria setta, per legarsi ad un uomo che predicava, prevalentemente la non violenza.
E’ stato Gesù stesso che ha implorato il suo fedele “amico” a tradirlo, affinché si compisse quanto voluto dal “Padre”
Gesù disse a Giuda “Sei l’unico che ha veramente compreso chi io sia…..”

Bibliografia
-          R. Eisenman: “Giacomo fratello di Gesù”
-          R. Eisenman: “Codice Gesù”
-          National Geografic: “Il Vangelo di Giuda”
-          N. Kazantzakis: “L’ultima tentazione di Gesù” da cui è stato tratto l’omonimo film di Martin Scorzese
-          E. Pagels: “Vangeli gnostici”



IL VANGELO DI GIUDA


 
TRADITORE PER DUEMILA ANNI


Il Vangelo di Giuda può essere considerato come uno dei documenti più sconvolgenti e, allo stesso tempo, più affascinante per l’intero mondo cattolico.

Emerso dalle sabbie desertiche dell’Egitto nel 1977, ha dovuto attendere la NationalGeografic per vedere la pubblicazione nel 2006, quasi trent’anni dopo il ritrovamento. In tale ritardo erano coinvolti personaggi di ogni tipo, utilizzando metodi legali e meno. Gli interessi economici e religiosi si contrapposero fortemente a quelli puramente scientifici. Il Vaticano, dal suo canto, non ha mai riconosciuto la veridicità di tale testo, affermando, però, che non era in grado di cambiare una virgola sulla “verità” delle Sacre Scritture. Papa Ratzinger ha affermato, oltre tutto, che la Chiesa era già a conoscenza di quanto scritto in tale Vangelo, e che per tale motivo non occorreva dargli particolare peso (quanto materiale inedito contengono gli archivi segreti vaticani? Ndr).

Il Vangelo di Giuda ha comunque seguito la stessa sorte della “biblioteca” di Nag Hammadi e con i Rotoli del Mar Morto. Varie correnti ecclesiastiche hanno, in ogni occasione, cercato di ostacolare la divulgazione, anche solo negli ambienti puramente scientifici (esemplare fu l’allontanamento del noto studioso Eisenman, elemento laico, da parte di padre De Vaux, legato al Vaticano, nella questione di Qumran).

Il Vangelo di Giuda riguarda un personaggio tra i più odiati e disprezzati dall’intera cristianità (fedeli e clero).Il traditore di Gesù, colui che, consegnando il Signore ai suoi nemici, ne aveva provocato la morte, ed artefice, almeno in parte, del millenario antisemitismo.

Giuda, il cui appellativo non era certo Iscariota, bensì Sicariota, sulla base del gruppo ebraico di appartenenza (i sicari, noti per il pugnale – il sica - che usavano per effettuare le missioni affidate), non fu mai il traditore descritto dal Nuovo Testamento. E’ certo che fosse un sicario, appartenente ad uno dei gruppi rivoluzionari ebraici che aspiravano alla liberazione della propria terra. Ma anche altri apostoli erano dei rivoluzionari: Simone lo zelota.

Tali gruppi o sette erano costituite da uomini che avevano sempre osteggiato l’invasore straniero, mossi da un profondo fervore politico e religioso, un “patriottismo” che vedeva come nemici anche le caste dei sadducei e dei farisei, troppo accondiscendenti con le norme e regole dei Kittim (romani), pur di non perdere il potere fin allora acquisito.

Sicari, zelati, nazareni ed esseni, erano, secondo numerose ricerche storiche, molto legati tra di loro da un obiettivo comune: l’eliminazione o allontanamento dell’invasore, una riforma religiosa lontana dal mellifluo fariseismo semi – ortodosso, e l’attesa di un Messia, diretto discendente della linea di sangue Davidica, capace di condurre il “popolo eletto” alla vittoria finale (armagheddon!).

Giuda faceva parte integrante dei 12 scelti da Gesù. Era sempre al fianco del suo Maestro, uno dei pochi, se non proprio il solo a comprendere la realtà dei fatti: gli insegnamenti del Signore rimanevano oscuri ai più!

Alcuni storici propendono per la teoria che, l’apostolo prediletto, fosse proprio Giuda Sicariota. La questione è ancora ampliamente discussa, anche se, leggendo lo stesso Vangelo di Giuda, emergono dati essenziali per un’ampia rivalutazione dei Vangeli e degli Atti degli Apostoli.

Secondo il testo di cui siamo recentemente venuti a conoscenza (si tratta comunque di un Vangelo dalla forte impronta gnostica!), è lo stesso Gesù a dire a Giuda che è l’unico tra gli apostoli ad aver compreso realmente la sua natura e la missione affidatagli dal Padre: Giuda è l’unico, secondo la tradizione gnostica, ad aver raggiunto la consapevolezza.

In tale Vangelo Gesù tratta il suo apostolo da pari, e non più come un maestro con il proprio discepolo, ed è sempre Lui che chiede al fedele Giuda di compiere quanto necessario affinché possa lasciare “questo vestito” terrestre, come stabilito dall’inizio dei tempi.

Non c’è mai stato alcun tradimento! L’azione di Giuda era voluta dallo stesso Gesù, che gli chiede “di fare quanto deve in fretta”, manifestando sentimenti puramente umani: paura, angoscia, dolore.

Giuda, da parte sua, non era minimamente disponibile ad un atto del genere: condannare alla morte certa il proprio amato Maestro.

“Perché proprio io?” chiese Giuda al Signore.

E Gesù rispose che quel compito poteva assolverlo solo lui perché era l’unico ad aver capito…! Lo considerava il più grande tra gli apostoli. Fece quello che il Maestro gli aveva chiesto, sebbene gli fosse stato detto che l’odio ed il disprezzo lo avrebbero accompagnato per lungo tempo, perché “non avrebbero capito”.

Giuda fece quello che la Chiesa cattolica chiama ancora tradimento, e che per Giuda era un segno dell’infinito amore che lo legava a Gesù, tanto da sacrificare il suo Maestro e se stesso.





Riferimenti bibliografici:

- National Geografic: “Il Vangelo di Giuda”

- F. De Carli: “ Il Vangelo secondo Giuda Iscariota”

- J. Robinson: “I segreti del Vangelo di Giuda”

- T Wright: “Giuda e il Vangelo di Gesù”

- M. Meyer: “I Vangeli gnostici di Gesù”




 

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