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mercoledì 20 luglio 2016
L'origine pagana della festa di San Valentino
Come quasi tutte le feste legate ad un Santo anche la festa in onore di S. Valentino ha origini pagane.
Sembra, infatti, che la festa degli innamorati abbia preso il posto delle Lupercali, festa pagana in onore del fauno Lupercus, dio di origine greca che proteggeva le greggi degli animali dagli attacchi dei lupi.
Alla base della festività in onore degli innamorati c’era quindi il lupo affamato che cercava di catturare qualche bella pecorella smarrita. Rito quasi universalmente riconosciuto e succedutosi nei millenni.
Il rito pagano si intreccia con l'ordine stabilito da leggi nelle comunità degli uomini, facendo riaccendere la scintilla del caos dell’origine, che nella sua normalità trova residenza nella selva oscura.
sabato 23 giugno 2012
Un mix di feste anticristiane pagane: IL CARNEVALE
Dagli Egizi, il Medioevo e i Saturnali dell'antica Roma ad oggi, l'etimologia del termine.
Il Carnevale e' un momento in cui con la più assoluta libertà tutto diviene lecito: ogni gerarchia decade per lasciare spazio alle maschere, al riso, allo scherzo; un'occasione per uscire dal quotidiano, disfarsi del proprio ruolo sociale, negare sé stessi per divenire altro ma anche concedere uno sfogo alle passioni più istintive dell'animo umano prima di mortificarsi nel digiuno della quaresima.
Il Carnevale, è una delle festa popolari più espressive e rappresentative, diderivazione pagana, all'origine, si contrapponeva nettamente a quella cristiana.
Le prime manifestazioni del carnevale nel mondo risalgono a 4000 anni fa. Gli Egizi, fin dai tempi delle dinastie faraoniche, furono i primi ad ufficializzare una tradizione carnevalesca, con feste, riti e pubbliche manifestazioni in onore della dea Iside, che presiedeva alla fertilità dei campi e simboleggiava il perpetuo rinnovarsi della vita.
Il Carnevale e' un momento in cui con la più assoluta libertà tutto diviene lecito: ogni gerarchia decade per lasciare spazio alle maschere, al riso, allo scherzo; un'occasione per uscire dal quotidiano, disfarsi del proprio ruolo sociale, negare sé stessi per divenire altro ma anche concedere uno sfogo alle passioni più istintive dell'animo umano prima di mortificarsi nel digiuno della quaresima.
Il Carnevale, è una delle festa popolari più espressive e rappresentative, diderivazione pagana, all'origine, si contrapponeva nettamente a quella cristiana.
Le prime manifestazioni del carnevale nel mondo risalgono a 4000 anni fa. Gli Egizi, fin dai tempi delle dinastie faraoniche, furono i primi ad ufficializzare una tradizione carnevalesca, con feste, riti e pubbliche manifestazioni in onore della dea Iside, che presiedeva alla fertilità dei campi e simboleggiava il perpetuo rinnovarsi della vita.
venerdì 6 maggio 2011
NATALE PAGANO: FESTA DELLA LUCE
lunedì 25 aprile 2011
LA PASQUA CRISTIANA
L'arrivo della stagione primaverile è segnato dall’equinozio (la parola viene dal latino e significa “notte uguale”) di primavera, in cui il giorno e la notte hanno uguale durata. Secondo le zone e gli anni, questo equinozio cade tra il 20 e il 23 marzo. Per le tribù pagane germaniche la dea della primavera era Ostara; per le tribù pagane anglosassoni era Eostre. Questo nome è tuttora presente nell’inglese Easter e nel tedesco Ostern, che significa “pasqua”. Queste tribù pagane appartenevano all’emisfero settentrionale, in cui la pasqua cade a ridosso della primavera. Nel mito di Ostara/Eostre, il cui regno era iniziato sulla terra in primavera, questa dea teutonica era giocosa.
ORIGINI PAGANE DELLA PASQUA
Per i greci antichi, infatti, il mito del ritorno dal mondo sotterraneo alla luce del giorno di Persefone, figlia di Demetra, dea della terra, simboleggiava il rinascere della vita a primavera, dopo la desolazione dell'inverno.
I frigi credevano che la loro divinità principale si addormentasse all'arrivo dell'inverno e durante l'equinozio primaverile celebravano cerimonie con musiche e danze per risvegliarla.
Il nome "Pasqua", deriva dal latino pascha e dall'ebraico pesah, per effettuare un esame etimologico della parola Pasqua, però, dobbiamo rifarci al termine inglese "Easter" che ci riporterebbe ad antichi culti legati al sopraggiungere della primavera e in particolare ad una antica divinità pagana, la Dea Eostre.
Questa antica Dea della mitologia nordica, viene menzionata per la prima volta dal Venerabile Bede
(679-735) nel suo "De Temporum Ratione" dove è messa in relazione alla primavera e alla fertilità dei campi.
giovedì 6 gennaio 2011
NATALE NEL KASHMIR ECCO LE ORIGINI PAGANE DI GESÙ BAMBINO
Per ritrovare l´origine del Natale bisogna andare sugli altipiani dell´ Hindu Kush, tra Afghanistan e Kashmir. Dove vivono gli ultimi pagani. Sono i fieri Kalasha, gelosi custodi delle loro remotissime tradizioni indoeuropee. Questi uomini che sapevano d´ antico già nel 330 avanti Cristo, quando Alessandro Magno li incontrò durante la sua marcia verso Jelalabad, ci rivelano le radici della nostra storia e della nostra religione. Il loro grandioso rito solstiziale d´inverno, dodici giorni che iniziano con la discesa del dio tra gli uomini e si concludono con l´inizio del nuovo anno, è infatti l ´archeologia vivente della natività. A dirlo è l´ antropologo Augusto Cacopardo in un libro appena uscito per l´ editore Sellerio. Il titolo, più che eloquente, è Natale pagano (Sellerio, pp. 476, euro 20). Argomento è la millenaria gestazione di una festa che non sarebbe stata inventata dal cristianesimo ma comincia molto prima.
mercoledì 5 gennaio 2011
TRADIZIONI E CURIOSITÀ SUL CAPODANNO
Ma che cose c’è dietro al Capodanno?
IL CAPODANNO NELL’ ANTICHITA’Le celebrazioni del capodanno sono la ricorrenza più antica al mondo.
Le più antiche testimonianze della festa risalgono all’ antica Babilonia di circa 4.ooo anni fa.
Approssimativamente nel 2.000 a.C., il capodanno babilonese corrispondeva alla prima luna nuova dell’inverno dopo l’equinozio invernale, ossia il primo giorno di primavera.
LE TRADIZIONI NATALIZIE E IL CULTO ARBOREO
Introduzione.La religione Cristiana presenta spesso , con nuove vesti, antichi retaggi culturali, rituali pagani assorbiti dalla nuova religione che però si ripresentano con forza tra le pieghe del manto tessuto proprio per nasconderle e coprirle. E’ così che il vento della riminiscenza fa gonfiare questi veli facendo assumere le forme di una antica figura pagana, la donna-sacerdotessa del culto arboreo, le cui sembianze oggi sono quelle di una strana vecchina, molto simile alle streghe perseguitate dalla stessa SANTA Inquisizione Cristiana. Essa ha avuto tanti nomi nel passato ma oggi potremmo chiamarla facilmente “befana”. Sara’ per conoscere le reali origini di questa tipica figura natalizia che dovremo addentrarci tra le lande desolate dei miti celtici fino ad arrivare agli antichi culti arborei e naturali. La figura della donna maga, poi trasformata in “vecia” per renderla piu’ spaventosa e reietta dalla nuova religione, proviene dalla figura della vergine sacra tipica di diversi culti di divinita’ maschili e arboree come Bacco e Dioniso e sara’ proprio dalle sacerdotesse di quest’ultimo che prenderà corpo l’ immagine della strega medievale. Con l’avvento del Cristianesimo tutti i rituali pagani che gia’ avevano perso i profondi significati dell’ antica religione iniziarono ad esser demonizzati, gli antichi luoghi sacri divennero posti di incontro con il diavolo che , proprio in quel periodo, iniziava ad esser rappresentato con un aspetto del tutto simile a quello di divinita’ arboree tipo Pan , meta’ uomo e meta’ capro.
L' EPIFANIA FESTA PAGANA E CRISTIANA
venerdì 31 dicembre 2010
OGNISSANTI O LA FABBRICA DEI SANTI?
In questi giorni guardo con molto rispetto, con grande sintonia e con profonda emozione alle persone che pregano nel ricordo dei loro defunti e portano un fiore sulle loro tombe. E’ come tenere viva la memoria di chi ci ha preceduto, come ravvivare affetti e sentimenti. Per i credenti si tratta di alimentare la fiducia in quel Dio che, come ci attestano le Scritture, vince anche la morte.
venerdì 24 dicembre 2010
La vera storia del Natale:le origini della festa e delle sue usanze
Da dove nasce il ‘Natale’?

Yule è il nome caldeo per ‘neonato’ o ‘bambino’. Nell’antica Babilonia, il 25 dicembre era noto come il giorno di Yule o il giorno della nascita del figlio promesso. Questo era il giorno della nascita del dio sole incarnato, che appariva come un bambino per redimere un mondo avvolto nell’oscurità. Questo era il credo essenziale del sistema religioso babilonese, dove il “dio sole”, conosciuto anche come “Baal”, era il dio principale di un sistema politeistico. Tammuz era anche adorato come il dio incarnato, o il promesso figlio di Baal, che doveva essere il salvatore del mondo.
Nell’Enciclopedia Cattolica troviamo che il Natale non era annoverato tra le festività dei primi cristiani. E non lo fu fino alla fine del IV secolo, quando la Chiesa di Roma cominciò ad osservare il 25 dicembre come il compleanno di Gesù. A partire dal V secolo AD, la Chiesa di Roma ordinò che la sua nascita fosse per sempre osservata il 25 dicembre. All’epoca di questo decreto, la Chiesa di Roma era ben consapevole che i culti religiosi pagani nel mondo romano e greco celebravano il pagano dio sole, Mithra, proprio in questo stesso giorno. Questa festività invernale era nota come la ‘nascita del sole’. Era anche noto nell’Impero Romano come Saturnalia (un altro nome per l’adorazione del sole).
Nell’Enciclopedia Cattolica troviamo che il Natale non era annoverato tra le festività dei primi cristiani. E non lo fu fino alla fine del IV secolo, quando la Chiesa di Roma cominciò ad osservare il 25 dicembre come il compleanno di Gesù. A partire dal V secolo AD, la Chiesa di Roma ordinò che la sua nascita fosse per sempre osservata il 25 dicembre. All’epoca di questo decreto, la Chiesa di Roma era ben consapevole che i culti religiosi pagani nel mondo romano e greco celebravano il pagano dio sole, Mithra, proprio in questo stesso giorno. Questa festività invernale era nota come la ‘nascita del sole’. Era anche noto nell’Impero Romano come Saturnalia (un altro nome per l’adorazione del sole).
lunedì 6 dicembre 2010
FESTIVITA' DA PAGANE IN CRISTIANE
Naturalmente per riuscire a penetrare nei sentimenti popolari più profondi in modo da prendere il posto di altre religioni serviva sostituire la venerazione [l'ipocrisia dei cattolici è infinita. Si sono inventati questa parola per non utilizzare quella più pericolosa di adorazione] di alcune divinità pagane con dei santi cristiani appositamente pensati. Ma ciò non bastava perché, nel corso dell'anno vi erano molte feste dal sapore pagano che dovevano essere necessariamente rimpiazzate. Tali feste erano sempre molto attese perché erano giorni di riposo e di gozzoviglie e la Chiesa non poteva certo pensare di ottenere consenso semplicemente cancellandole. Si trattava, anche qui, di riprendere tali feste una ad una e di cristianizzarle. Occorreva innanzitutto collocare alcuni capisaldi del Cristianesimo in giorni dell'anno fondamentali in altre religioni e quindi si cominciò a collocare la nascita di Cristo in luogo opportuno. Riporto gli sviluppi di alcune di queste trasformazioni dal pagano al cristiano, per rendere ben conto dell'operazione di penetrazione fatta dal Cristianesimo:
IL NATALE
E' una festa pagana legata al solstizio invernale, godeva di grande importanza in tutto l'Impero Romano. Ricordiamo che il solstizio invernale è il giorno più corto dell'anno, e cade intorno al 21 dicembre. In questo giorno, tra l'altro, il sole tocca il punto più basso rispetto all'orizzonte. Il 25 dicembre la durata del giorno rispetto alla notte ricomincia a crescere in modo evidente (in base alle osservazioni empiriche fatte dagli antichi) come anche la sua altezza rispetto all'orizzonte.
Ovvio che per le popolazioni antiche tale evento astronomico fosse visto come un rinnovamento della speranza, una festa della luce, una possibilità di sopravvivenza, pertanto fu mitizzato come nascita del Dio-Sole, partorito dalla Dea-Vergine (personificazione della notte). Quasi tutti i popoli avevano un dio nato in quel giorno: Horus, figlio della vergine Iside, in Egitto, Thammuz figlio della vergine Mylitta in Babilonia, Mithra in Persia, Quetzalcoatl nell’antico Messico, Bacab nello Yucatan, Huitzilopochtli tra gli Atzechi, Freyr tra gli Scandinavi, Zeus, Bacco ed Ercole in Grecia, Ati in Frigia, Adone in Siria e così via. Si osservi che molte di queste divinità erano nate da una vergine in una grotta e avevano in comune con Cristo la discesa agli inferi dopo la morte e la risurrezione dopo tre giorni, nei giorni dell’equinozio di primavera. In particolare, il mito di Mithra (divinità solare indo-iranica risalente a circa 3.400 anni fa, il cui culto era diffuso nella Roma pagana) ha moltissime analogie con Cristo: era nato in una grotta da una vergine il 25 dicembre. Gli viene affidato dal padre il compito di contrastare Ahriman, spirito demoniaco che voleva distruggere il mondo. Era perciò detto il Salvatore, la Luce e il Verbo. Era resuscitato dopo tre giorni. Mithra a 33 anni, compiuta la sua missione, partecipa con i suoi dodici seguaci ad un banchetto; dopo aver consumato il pasto come atto sacrificale, il dio sale al cielo su di un carro di luce per riunirsi al padre. Il giorno dell’ Apocalisse Mithra sarebbe tornato sulla terra per separare i giusti dai peccatori: ai primi avrebbe offerto la bevanda dell’immortalità, resuscitando anche i loro corpi fisici; gli altri sarebbero stati consumati dalle fiamme. Il culto di Mithra contemplava anche il battesimo.
Altro esempio di Vergine madre di un dio è quello di Iside, culto che risale almeno al 1400 a.C.. Nella figura seguente è riportato un disegno del II secolo d.C che si trova nei sotterranei di Roma dove vi è una rappresentazione di Horus allattato dalla madre vergine Iside risalente al II secolo d.C. (vedi figura). La vergine Iside tiene in braccio Horus con una medesima iconografie che sarà della Vergine Maria con il bambino. Il padre divino di Horus era Osiride, con cui si confondeva (“Io e mio Padre siamo Uno”), mentre il padre terreno era Seb (Giuseppe). L’angelo Thot annuncia ad Iside che concepirà un figlio verginalmente. Horus nasce in una grotta, annunciato da una stella d’oriente, viene adorato da pastori e da tre uomini saggi che gli offrono doni. A 12 anni insegna nel tempio e poi scompare fino ai 30 anni. Horus viene poi battezzato sulle rive di un fiume da Anup (Giovanni) il battista, il quale in seguito verrà decapitato. E' stato sepolto e poi resuscitato, ha ridato vita ad un morto (El Azar us = Lazzaro). Combatté 40 giorni nel deserto contro Set (Satana), ha compiuto numerosi miracoli e camminato sulle acque. Con Iside ed Osiride, Horus costituiva la trinità egizia. A Luxor, su edifici risalenti al 1500 a.C. si possono vedere immagini relative all’ Annunciazione e all’ Immacolata Concezione di Iside.
IL NATALE
E' una festa pagana legata al solstizio invernale, godeva di grande importanza in tutto l'Impero Romano. Ricordiamo che il solstizio invernale è il giorno più corto dell'anno, e cade intorno al 21 dicembre. In questo giorno, tra l'altro, il sole tocca il punto più basso rispetto all'orizzonte. Il 25 dicembre la durata del giorno rispetto alla notte ricomincia a crescere in modo evidente (in base alle osservazioni empiriche fatte dagli antichi) come anche la sua altezza rispetto all'orizzonte.
Ovvio che per le popolazioni antiche tale evento astronomico fosse visto come un rinnovamento della speranza, una festa della luce, una possibilità di sopravvivenza, pertanto fu mitizzato come nascita del Dio-Sole, partorito dalla Dea-Vergine (personificazione della notte). Quasi tutti i popoli avevano un dio nato in quel giorno: Horus, figlio della vergine Iside, in Egitto, Thammuz figlio della vergine Mylitta in Babilonia, Mithra in Persia, Quetzalcoatl nell’antico Messico, Bacab nello Yucatan, Huitzilopochtli tra gli Atzechi, Freyr tra gli Scandinavi, Zeus, Bacco ed Ercole in Grecia, Ati in Frigia, Adone in Siria e così via. Si osservi che molte di queste divinità erano nate da una vergine in una grotta e avevano in comune con Cristo la discesa agli inferi dopo la morte e la risurrezione dopo tre giorni, nei giorni dell’equinozio di primavera. In particolare, il mito di Mithra (divinità solare indo-iranica risalente a circa 3.400 anni fa, il cui culto era diffuso nella Roma pagana) ha moltissime analogie con Cristo: era nato in una grotta da una vergine il 25 dicembre. Gli viene affidato dal padre il compito di contrastare Ahriman, spirito demoniaco che voleva distruggere il mondo. Era perciò detto il Salvatore, la Luce e il Verbo. Era resuscitato dopo tre giorni. Mithra a 33 anni, compiuta la sua missione, partecipa con i suoi dodici seguaci ad un banchetto; dopo aver consumato il pasto come atto sacrificale, il dio sale al cielo su di un carro di luce per riunirsi al padre. Il giorno dell’ Apocalisse Mithra sarebbe tornato sulla terra per separare i giusti dai peccatori: ai primi avrebbe offerto la bevanda dell’immortalità, resuscitando anche i loro corpi fisici; gli altri sarebbero stati consumati dalle fiamme. Il culto di Mithra contemplava anche il battesimo.
Altro esempio di Vergine madre di un dio è quello di Iside, culto che risale almeno al 1400 a.C.. Nella figura seguente è riportato un disegno del II secolo d.C che si trova nei sotterranei di Roma dove vi è una rappresentazione di Horus allattato dalla madre vergine Iside risalente al II secolo d.C. (vedi figura). La vergine Iside tiene in braccio Horus con una medesima iconografie che sarà della Vergine Maria con il bambino. Il padre divino di Horus era Osiride, con cui si confondeva (“Io e mio Padre siamo Uno”), mentre il padre terreno era Seb (Giuseppe). L’angelo Thot annuncia ad Iside che concepirà un figlio verginalmente. Horus nasce in una grotta, annunciato da una stella d’oriente, viene adorato da pastori e da tre uomini saggi che gli offrono doni. A 12 anni insegna nel tempio e poi scompare fino ai 30 anni. Horus viene poi battezzato sulle rive di un fiume da Anup (Giovanni) il battista, il quale in seguito verrà decapitato. E' stato sepolto e poi resuscitato, ha ridato vita ad un morto (El Azar us = Lazzaro). Combatté 40 giorni nel deserto contro Set (Satana), ha compiuto numerosi miracoli e camminato sulle acque. Con Iside ed Osiride, Horus costituiva la trinità egizia. A Luxor, su edifici risalenti al 1500 a.C. si possono vedere immagini relative all’ Annunciazione e all’ Immacolata Concezione di Iside.
Natale,Pasqua ed Epifania: quando le date non coincidono o neppure esistono!
Ci è stato detto che lo sanno anche i sassi che Gesù non è nato il 25 di dicembre: è probabile che i sassi lo sappiano, perché erano presenti quando Gesù è nato, ma i bambini non lo sanno; ai bambini viene mentito; i bambini recitano le poesie a Gesù Bambino che nasce; i bambini si entusiasmano per quel giorno, per quell’avvenimento; in quel giorno sono felici perché è tempo di regali, e questa tradizione conta più di ogni altra cosa; li ricevono come li ricevevano altri bambini, al tempo del dio Sole, sotto la religione pagana del mitraismo, nel solstizio d’inverno. Col tempo quei bambini cresciuti conosceranno, forse, la verità sul Natale; allora qualcuno si affretterà a dire che sì è vero: Gesù non è nato il 25 dicembre (“lo sanno anche i sassi”); racconterà un’altra bella bugia fantasiosa, degna di un abile scrittore di favole; darà alla nascita di Cristo un significato del caso, ma la vera storia è un’altra. Ed allora raccontiamola la verità. È un fatto acclarato dai Vangeli che Gesù non è nato il 25 dicembre; né gli Apostoli, né alcun membro della Chiesa apostolica ha mai celebrato la festa del Natale.
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