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lunedì 18 luglio 2011

LA FALSA DONAZIONE DI COSTANTINO ALLA CHIESA CATTOLICA ROMANA

La cosiddetta Donazione di Costantino era il documento su cui per secoli la Chiesa di Roma aveva

fondato la legittimazione del proprio potere temporale in Occidente.
Si attribuiva infatti all’imperatore Costantino la decisione di donare al papa Silvestro i domini
dell’impero romano d’occidente. Bisognò attendere il XV secolo per sconfessare filologicamente
quella presunta donazione. Fu il grande umanista Lorenzo Valla che nel 1440, intervenendo a
proposito dell’ingerenza pontificia riguardo la successione sul trono del regno di Napoli, denunciò
la falsità del documento con una memorabile dissertazione, il De falso credita et ementita
Costantini donatione declamatio.
Con le armi dell’analisi linguistica e argomentazioni di tipo storico-giuridico Valla dimostra che
l’atto era stato confezionato nell’VIII secolo dalla stessa cancelleria pontificia.

sabato 21 maggio 2011

L' AFFERMAZIONE DEL CRISTIANESIMO: COSTANTINO (TERZA PARTE)


CostantinoCostantino I, detto il Grande, nato in Albania nel 1027 a.u.c., nel 1059 a.u.c.(306 e.v.), agguanta il potere a York, approfittando di un vuoto di governo e con elezioni subito contestate dal Senato di Roma. Le sue aspirazioni al potere assoluto sull'Impero di Roma non tardano a manifestarsi.
Sconfitto Massenzio, consolida la sua posizione e fa il vuoto intorno a sè, temendo di essere ostacolato nei suoi progetti. Tanto per la cronaca:
annega la moglie Fausta in bagno
fa scannare il figlio primogenito Crispo
assassina lo suocero
ammazza il cognato
accoppa il nipote Licinio di 12 anni
elimina un numero imprecisato di ex amici e sostenitori.
Costantino si è comportato, in definitiva, come Erode il Grande (se non peggio) però quest'ultimo, nella storia "clerico-ufficiale", è stato considerato un demonio, mentre il primo è poco meno che un santo.

martedì 17 maggio 2011

La ricchezza smodata della primitiva Chiesa di Roma

La ricchezza è una condizione costante della Chiesa sin dalle sue origini.Già nella primitiva santa comunità di Roma,infatti,si accumulano proprietà,ignorate dal governo imperiale fino al 313 d.C.,all'insegna di una sorta di comunismo cristiano.A fare le fortune della primitiva Chiesa di Roma sono molti ricchi convertiti che donano terreni,ove vengono istituite le prime chiese.Qui vengono raccolte le offerte in denaro,che dovrebbero servire per opere di carità a favore di poveri,vedove e orfani della comunità.Ma l'afflusso sempre maggiore di denaro tenta l'avidità dei diaconi,molti dei quali si arricchiscono.Nella Chiesa primitiva il diacono assolveva  a un servizio amministrativo,cioè era colui che gestiva le entrate di ogni singola comunità. Furono i primi ad accumulare una ricchezza smodata e a tradire l'etica apostolica.
 

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