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lunedì 11 luglio 2011

«Così Leonardo creò la Sindone»


La tesi della scrittrice Vittoria Haziel: «Il maestro usò un ferro arroventato e disegnò sulla tela il suo autoritratto»

La copertina del libro su Leonardo e la Sindone scritto da Vittoria Haziel: l'immagine dell'edizione2005 è rimasta la stessa dal 1998 e riassume in un colpo solo la tesi del libro. Nota i segni tratteggiati e il cerchio che registrano i punti di corrispondenza tra le due icone più note al mondo: quella del genio da Vinci e quella di Cristo
MILANO - «A cavallo del Cinquecento, su commissione di Bayazet II, un sultano ottomano, Leonardo da Vinci creò la Sacra Sindone». Vittoria Haziel, autrice nel 1998 del libro La passione secondo Leonardo, non ha dubbi a riguardo. Il genio della Gioconda e della Vergine delle Roccerealizzò in pratica un falso storico, secondo la Haziel: «Prese una tela antica e servendosi di un ferro arroventato sul fuoco disegnò sulla tela l'immagine di un uomo che portava sul corpo i segni della tortura e della crocifissione. Per disegnare l'impronta del volto, Leonardo usò se stesso come modello, realizzando dunque un autoritratto». Non è tutto: «La maestria di Leonardo fu tale da riuscire a creare il primo negativo "fotografico" della storia avendo come matrice solo un'immagine mentale. Non solo: l'artista inoltre riprodusse un'immagine che non si vede sul retro della tela e che ha in sè le caratteristiche di quello che più in là sarà definito lo "sfumato leonardesco", appunto».

Una teoria affascinante quella della Haziel: «Leonardo fece Dio a sua immagine e somiglianza credendo fortemente nella divinità dell'uomo», sostiene la scrittrice toscana.

martedì 7 giugno 2011

SINDONE, SCOPERTA CHOC: SPUNTA LA FIRMA DI GIOTTO


Celata nel volto di Gesù morto, nella Sacra Sindone, ci sarebbe addirittura la firma di Giotto. Con tanto di data, 1315, in linea con le analisi al carbonio 14 fatte negli anni Ottanta. 
La firma di Giotto nella sindone

Roma - Non l’autentico sudario del Cristo e nemmeno l’ opera di Leonardo, come qualcuno ha azzardato. Celata nel volto di Gesù morto, nella Sacra Sindone, ci sarebbe addirittura la firma di Giotto. Con tanto di data, 1315, perfettamente in linea con le analisi al carbonio 14 fatte negli anni Ottanta. A sostenerlo è uno studioso veneto, Luciano Buso, pittore e restauratore, che da tempo rivendica la scoperta di una tecnica di scrittura nascosta usata dai pittori dell’antichità e tramandata di bottega in bottega fino quasi ai giorni nostri come sorta di incancellabile autentica delle opere.
Usata da Raffaello, Leonardo, Giorgione, sostiene Buso, quella tecnica "antifalsari", nata per criptare firme e date nelle pieghe della pittura era conosciuta anche molto tempo prima dal grande Giotto.

mercoledì 22 dicembre 2010

Una lettura della sindone di Torino

Gran parte del dibattito relativo alla sindone di Torino si riduce alla questione «se la figura visibile sul telo sia quella di Gesù di Nazaret detto il Cristo»: solo nell'eventualità di una risposta positiva la sindone sarebbe autentica, degna di rispetto e di venerazione, mentre nel caso contrario sarebbe un falso.


Anche se spesso viene formulato in maniera diversa, quasi soltanto questo è l'interrogativo alla base delle indagini sul lino conservato a Torino. Per rendersene conto basta immaginare l'eventualità che un giorno si arrivi a dimostrare che «l'uomo della sindone è un certo XY», cioè non Gesù di Nazaret: l'interesse per l'oggetto cadrebbe istantaneamente e nessuno, a parte forse gli archeologi, si preoccuperebbe più del destino di questo oggetto.

La Sindone, un autentico falso

Due milioni di fedeli in fila, tre milioni di Euro elargiti dagli enti locali alla curia torinese, il Papa che si inginocchia al suo cospetto. Ma il sacro lenzuolo è un falso al di là di ogni ragionevole dubbio, lo spiega benissimo la rivista MicroMega in edicola in questi giorni.
La Sindone esposta in questi giorni a Torino è un falso. O meglio, è un vero telo di lino di produzione medioevale, ed è vero – al di là di ogni ragionevole dubbio – che non ha nulla, ma proprio nulla a che fare con il corpo di un profeta ebraico itinerante in Galilea ai tempi dell’imperatore Tiberio, morto per crocefissione a Gerusalemme sotto l’imputazione di lesa maestà all’impero romanoIn questo volume esponiamo una raccolta sommaria, ma già così inoppugnabile, delle prove storiche e scientifiche che escludono la possibilità contraria. Ciascuna di queste prove sarebbe sufficiente anche presa da sola, e tale sarebbe considerata da tutti se si trattasse di un qualsiasi altro reperto archeologico. Poiché però si tratta di un oggetto di culto, si continua pervicacemente a negare la validità conclusiva perfino della sinergia inaggirabile di tutte queste prove messe assieme.

domenica 19 dicembre 2010

I segreti della Sindone- History Channel







LA SACRA SINDONE SVELATA

dalla collaborazione di Marco Pizzuti e Massimo Mazzucco
Uno degli argomenti più dibattuti, all’interno della querelle mondiale sul cristianesimo, è sicuramente quello che riguarda la sindone di Torino.
Il realtà, l’importanza attribuita all’autenticità di quel telo appare esagerata, sia da un fronte che dall’altro.
Da parte dei cristiani, poter dimostrare che quel telo sia autentico (che risalga cioè ai tempi di Pilato) non dimostra comunque che il cadavere avvolto fosse quello di Gesù.
Sul fronte opposto, dimostrare che il telo non risalga a quell’epoca non aiuterebbe in alcun modo coloro che vogliono negare l’esistenza del cristo storico tout court: solo perchè quello NON è il telo che avvolse Gesù, non significa che questi non sia esistito.
Nonostante l’evidente futilità della disputa, orde di appassionati, su un fronte e sull’altro, hanno fatto della verità sulla sindone una specie di test supremo, conclusivo e irrefutabile, dal quale sembra quasi dipendere la legittimità stessa del cristianesimo.
 

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