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mercoledì 20 luglio 2016

Incredibili somiglianze tra i riti della cristianità e la stregoneria

Incredibili somiglianze tra i riti della cristianità e la stregoneria

"...poiché mediante la tua stregoneria

 furono sviate tutte le nazioni" - Apocalisse 18:23


Doc Marquis ha scritto un libro intitolato “I segreti degli Illuminati”. Nel suo libro, Marquis comprende un capitolo intitolato “Is It cattolicesimo o stregoneria?” All’inizio di questo capitolo, Marquis fa una dichiarazione piuttosto sorprendente: “Devo decisamente affermare che il cattolicesimo e la stregoneria sono la stessa cosa… non c’è differenza tra la magia e il cattolicesimo”.

venerdì 27 maggio 2011

L' AFFERMAZIONE DEL CRISTIANESIMO: IL DIAVOLO (SATANA) E LE STREGHE (NONA PARTE)


la caduta di SatanaPrima di quest' epoca il diavolo non era mai stato una figura troppo incombente per la massa dei credenti. Malgrado il fatto che moltissimi "dotti" avessero scritto fior di trattati di "demonologia", la massa lo riteneva come una figura paurosa e inquietante con cui, tuttalpiù, fare eventualmente i conti se capitava di morire in stato di peccato e senza il nullaosta del prete per l' aldilà.
L'opera di Dante poteva, al limite, titillare la mente dei nobili, degli aristocratici e di quelli che sapevano leggere ma non certo quella del popolo analfabeta sottoposto alla continua e pressante invadenza del prete. A parte dunque il passato, si può dire che, a partire dal 1320, la letteratura clericale e gli scritti sul demonio si fanno sempre più frequenti e puntuali, facendo bene attenzione a mettere in evidenza i complici stessi del demonio,
 residenti sulla terra, quali streghe, maghi, eretici, apostati, ecc.. Si contano in parecchie decine i testi di questo genere prodotti tra il 1300 e la fine del 1600.
Parecchi di questi vennero in seguito ristampati più volte ed alcuni di essi sono reperibili, ancora oggi, nelle librerie specializzate. Come si può non ricordare, ad esempio, il Malleus Maleficarum di Sprenger e Kramer, oppure dimenticare autori del calibro di Bernardo Gui, di Nicolau Eymerich, di Claude Tolosan, di Jean Vineti, di Bernardo Rategno, di Jean Bodin, di F.M. Guazzo e di tanti altri che hanno contribuito ad attribuire una immagine bestiale al genere umano; almeno a quello cristiano.
Tutti questi autori contribuirono alacremente a definire una figura antropomorfa di Satana, mettendo bene in evidenza, a volte, i suoi strordinari attributi ...sessuali.

sabato 21 maggio 2011

I Sistemi Di Tortura Della Chiesa Cattolica Romana

I Sistemi Di Tortura Della Chiesa Cattolica Romana - Vaticano

La caccia alle streghe (Seconda Parte)



LA RIFORMA E LA CONTRORIFORMA

L’aspetto più drammatico della riforma protestante fu la frantumazione della cristianità occidentale, avvenuta in un periodo di grandi conflitti sociali ed economici. Non possiamo pensare alla riforma protestante e alla controriforma cattolica come causa delle cacce alle streghe, dal momento che tali fenomeni si verificarono indistintamente sia in area cattolica che protestante, i riformatori cattolici e protestanti avevano in comune molte delle credenze sulle streghe e manifestarono allo stesso modo la loro avversione.
Con l’età della Riforma crebbe la consapevolezza del potere del diavolo nel mondo: sia Lutero che Calvino ne erano ossessionati e, al pari degli asceti medievali sostenevano che il vero cristiano dovesse combattere una lotta pari senza pari contro di lui. A molti cattolici, d’altro canto, l’origine del protestantesimo pareva opera di satana. Sia nelle aree cattoliche che in quelle protestanti si originò il bisogno di ripulire il mondo dall’opera del maligno attraverso una guerra interiore ed esteriore, processando streghe ed eretici.
I riformatori luterani e calvinisti, poi ponevano molto l’accento sulla santità personale e istruivano il popolo a condurre una vita più rigorosa e severa, combattendo la lotta contro Satana. Una vita irreprensibile era sicuro segnale della santità e, nell’ottica della predestinazione, del far parte della schiera degli eletti, ciò non faceva che aumentare il senso di colpa. Nell’Inghilterra del XVI e XVII secolo, per esempio, si è dimostrato che molte accuse venivano da persone che si erano rifiutate di prestare aiuto economico a un questuante e ciò aveva generato un grande senso i colpa. Ma, dipingendo il mendicante come un essere indegno di solidarietà, come una strega, ci si liberava del senso di colpa, proiettandolo sull’altro. Le streghe divennero capri espiatori di una società che stava affermando un nuovo ordine morale: in ambiente cattolico, ad esempio, quando i preti provavano un grande senso di colpa e di debolezza morale rispetto all’incontinenza sessuale, proiettavano la loro colpa sulle streghe.
In tutta Europa si assistette a una cristianizzazione senza precedenti, anche nelle zone rurali: ora la salvezza non era più un affare collettivo (ci si salvava in quanto membri della comunità dei cristiani) ma diventa sempre più personale e quindi più difficile. Tutti i cristiani dovevano condurre una vita esemplare, ma dovevano apprendere i principi della vera fede e le forme appropriate del culto. Era necessario purificare la fede sradicando le vecchie credenze e le pratiche superstiziose: vennero attaccati ad esempio: la benedizione popolare, l’uso dell’acqua santa, di incantesimi e di amuleti per proteggere se stessi, nonché la pratica della magia che potesse contemplare la recitazione di preghiere. Chi si sentiva minacciato da una strega non poteva più, almeno nei paesi protestanti, come era capitato nel medioevo, farsi il segno della croce, spruzzare acqua benedetta nelle case, appendere immagini di santi, l’unica via era istituire un processo legale. Tra le tante iniziative, fatte dalle chiese Riformate e dalla chiesa cattolica per convincere le masse dell’esistenza della strega:

venerdì 20 maggio 2011

La caccia alle streghe (Prima Parte)


Tra il 1450 e il 1750, con ondate diverse, migliaia di persone, per lo più donne vennero accusate del crimen excepta di stregoneria, di queste buona parte venne uccisa.
Io credo non si possa parlare di una sola caccia alle streghe, ma di un fenomeno che si sviluppò in modo diverso in diverse parti del mondo. Ciò che accomuna il fenomeno è la presenza di alcuni elementi comuni che, insieme, generarono questo fenomeno di isteria collettiva:
  • Il cambio di mentalità e il formarsi dell’idea che il satanismo e la stregoneria stregoneria fossero realtà concrete con caratteristiche e struttura ben definite: non solo il popolino credeva al maleficium, ma anche le classi colte erano certe dell’esistenza di una sette di streghe. All’idea rurale di una strega che lancia il malocchio, si somma la teoria culta che vedeva nella strega una adoratrice del demonio.
  • Problemi di carattere socio economico: crisi economica, guerre e conseguente aumento della popolazione femminile, carestie, epidemie. A seguito di ciò non fa che aumentare la paura della ribellione: le prime descrizioni di sabba compaiono allorquando l’Europa venne squassata dalle rivolte delle jaqueries

venerdì 29 aprile 2011

Malleus Maleficarum: il martello delle streghe

malleus maleficarum ita il martello delle streghe

sabato 1 gennaio 2011

Chiesa e stregoneria

La Chiesa da sempre condanna la magia e la stregoneria.
Le persecuzioni iniziarono già nel 340 d.C. con le prescrizioni del Concilio di Alvira che miravano a punire chiunque procurasse la morte con l’ausilio della magia, e del Concilio di Ancira (314) contro i praticanti della magia nera ed il maleficio.
Successivamente l'Editto di Rotari (643) condannò le streghe e la stregoneria; le considerava come donne che non possedevano alcun potere, ma che erano vittime della loro stessa superstizione e di quella degli altri, considerandole quindi alla stregua di semplici pazze.
In seguito l’Editto di Liutprando (727) pose maggiore attenzione sull’aspetto eretico, a causa del suo atteggiamento pagano, offendeva profondamente la religione cristiana; i giuristi consideravano le streghe come “demoni femminili pagani, dediti a trucchetti rituali notturni, ai rapimenti dei bambini per succhiar loro il sangue”.

lunedì 27 dicembre 2010

LA "SANTA" INQUISIZIONE


Per oltre 500 anni la chiesa cattolica ha imposto la propria supremazia spirituale con la violenza, eliminando fisicamente ogni oppositore dalle zone sotto la sua influenza politica.
In tempi recenti, qualcuno prova ad operare una sorta di "revisionismo storico" per tentare di negare il crudele sterminio di milioni di persone.
Tuttavia, poichè tali crimini non erano dovuti a "deviazioni" occasionali, ma rappresentavano pienamente l'ortodossia cattolica, col pieno consenso dei vari papi coinvolti e di tutti gli ordini ecclesiastici, oggi disponiamo di molti documenti ufficiali, paradossalmente prodotti dalle stesse autorità ecclesiastiche cattoliche, che forniscono le dettagliatissime prove storiche delle stragi compiute in nome di Dio.
L'arroganza della chiesa cattolica era talmente sconfinata da non far comprendere, all'epoca, che tali documenti, un giorno, potevano essere visti non come "atto di fede", (come essi definivano gli omicidi degli "eretici") bensì come spietata repressione delle opinioni altrui.

lunedì 6 dicembre 2010

I gatti neri, la chiesa e la stregoneria

Il gatto fu utilizzato nella caccia ai topi e ad altri animali molesti fin da tempi antichissimi e fu venerato da tantissime civiltà. Il periodo buio per i gatti (e non solo per loro) in Europa inizia nel Medioevo quando il Cristianesimo decise di estirpare tutte le religioni pagane. Il culto della dea-gatta Iside (per gli Egizi), Artemide (per i Greci) e Diana (per i Romani) era ancora molto diffuso e aveva numerosi seguaci in tutta Europa.Ad essere perseguiti come eretici erano in prevalenza gli uomini, in gran parte liberi pensatori che non si volevano sottomettere ai dettami della chiesa cattolica ma anche omosessuali e handicappati. Per le donne, invece, l' accusa era spesso quella di stregoneria.Il destino dei gatti neri, dal medioevo fino al 1700-1800 circa, fu legato al destino delle donne ritenute streghe. 

Nel 1233 papa Gregorio IX emanò la bolla Vox in Rama che è il primo documento ecclesiastico ufficiale che condanna il gatto nero come incarnazione di Satana e dava l'avvallo della chiesa di Roma allo sterminio dei gatti e delle loro padrone.
Papa Innocenzo VIII (1484-1492) scomunicò ufficialmente tutti i gatti. Nella sua bolla papale Summis desiderantes, emanata nel 1484, istigò misure molto severe nei confronti di maghi e streghe in Germania; i principi da lui enunciati vennero in seguito incorporati nel famoso Malleus Maleficarum (noto anche con il nome di Martello delle Streghe), il libro più ignobile utilizzato dalla Santa Inquisizione. Pubblicato per la prima volta nel 1486 in esso vi erano elencati tutti i sintomi e le caratteristiche che bastavano per far sospettare una donna di stregoneria.
Il prendersi cura di uno o più gatti neri era motivo sufficiente per finire sul rogo. Anche il possesso di scope era fortemente sospetto perchè la pulizia era considerata disdicevole per l'epoca (da qui l'iconografia classica della strega con la scopa). Durante il Medioevo, infatti, furono distrutte tutte le strutture sanitarie pubbliche costruite dai Romani e molti medici finirono sul rogo perchè vi si opposero. Venne abolita l'usanza di fare il bagno e di lavarsi, le case e le città diventarono delle fogne a cielo aperto.
Pare che questo odio per la pulizia e per il gatto sia stato favorito dall'atteggiamento cristiano verso l'Islam. Infatti i musulmani avevano molti riti legati ai bagni (dovevano fare le abluzioni, cioè lavare parti del corpo, prima di entrare nella moschea) e rispettavano e amavano il gatto. Il gatto, inoltre, è notoriamente un animale che passa molto tempo a pulirsi. Queste qualità, o almeno considerate tali al giorno d'oggi, furono invece demonizzate.
La notte di San Giovanni venivano arsi vivi nelle pubbliche piazze di ogni città, centinaia di gatti chiusi in ceste di paglia. Tutto ciò accadeva in tutta l'Europa che si riconosceva nel cristianesimo. San Francesco, uno dei più grandi Santi che annovera la chiesa, agì in contrapposizione rivalutando il creato e gli animali viventi senza distinzione, ma rimase un caso isolato. (http://www.fiafonline.it/gatto/gatto_nella_storia.asp) Perchè il gatto nero veniva considerato così sinistro?
Il gatto è un animale che ama girare di notte e un gatto nero di notte era praticamente invisibile: si vedevano solo gli occhi gialli che brillavano al buio. Il gatto è capace di vedere anche in ambienti poco illuminati da sembrare bui all'occhio umano. La potenza visiva del gatto è favorita anche dall'estrema adattabilità delle sue pupille, che sono circolari quando si aprono al massimo nella penombra, per ridursi a due sottili fessure verticali in piena luce. Si scoprì molto più tardi che gli occhi del gatto, i più grandi fra tutti i mammiferi, riflettono la luce grazie al tapetum lucidum, una struttura cristallina organica situata dietro la retina. Inoltre, grazie al suo finissimo udito ed alla sensibilità tattile delle sue vibrisse, esso è capace di muoversi con assoluta sicurezza anche nel buio più completo. ll nero, poi, era considerato il colore delle tenebre, delle forze infernali, dell'occulto e del lato oscuro mentre come spiegherò nella parte I gatti, e soprattutto quelli neri, portano fortuna, il nero ha notevoli valenze positive. L'orecchio del gatto è in grado di percepire i cambiamenti nell'aria di umidità e di pressione e quindi il gatto ha sostanzialmente la capacità di prevedere i cambiamenti climatici strofinandosi l'orecchio con la zampa. Questa sua abilità, che andava al di là dei cinque sensi, era conosciuta e sfruttata dai contadini ma divenne un'altra caratteristica che faceva associare il gatto a Satana. Infatti uno degli appellativi di quest'ultimo è Principe dell'Aria.
Il pelo del gatto, inoltre, assorbe molta energia e emana una notevole carica elettrostatica (il pelo di colore nero soprattutto). Il gatto inoltre può rizzare il pelo azionando dei muscoli che provocano la contrazione dei bulbi piliferi. Quando l'animale è arrabbiato gonfia la coda e inarca la schiena rizzando il pelo, così da apparire più grosso di quanto in realtà non sia; il tutto accompagnato da soffi, fischi e miagolii. Fa paura!
Infine, quel suo sguardo magnetico e intelligente che ci affascina tanto oggi, era considerato di natura soprannaturale e sicuramente anche il suo temperamento indipendente e libero non era ben visto a quell'epoca.
Il gatto era considerato il diavolo in persona. Si credeva che esso apparisse quando donne e uomini che svolgevano riti pagani in onore di Iside lo evocavano. Anche i templari e i catari furono accusati di essere adoratori di gatti.
Già nel dodicesimo secolo, dalle autorità ecclesiastiche il gatto nero era ritenuto il simbolo del potere satanico. Nei felini, soprattutto quelli neri, prendevano dimora Satana e altri spiriti demoniaci, e si pensava anzi che il diavolo prendesse in prestito da un gatto il suo nero mantello. San Domenico (1170-1221) identificava il gatto nero con Satana....
Già nella seconda metà del quarto e nella prima del quinto secolo, le gerarchie cristiane avevano dato il via al processo di demonizzazione del colore nero; può darsi che, almeno in parte, il movente vada individuato in una reazione a Iside e al colore a lei sacro, soprattutto in Egitto. (Donald Engels, Storia del gatto, p. 239)
I gatti e le donne vennero perseguitati per secoli (dal 1000 al 1700), subirono torture e sevizie di ogni tipo. Milioni di gatti e centinaia di migliaia di donne vennero brutalmente uccisi in tutta l'Europa occidentale. L'ultimo gatto giustiziato in Inghilterra per stregoneria morì nel 1712. Pochissimi gatti completamente neri sopravvissero al massacro. Oggigiorno, In Europa occidentale, è difficile trovare un gatto che sia completamente nero mentre sono comuni nelle zone del Mediterraneo orientale dove nessuna crociata fu mai lanciata contro di loro.
Con l'Illuminismo le donne e i gatti cessarono di essere perseguitati e l'epoca buia si dissolse. Nel corso del 1800, grazie a Pasteur e ad altri studiosi, fu rivalutata la figura del gatto:
Non è un caso che Louis Pasteur ammirasse il gatto e ne proponesse l'abitudine alla pulizia come un esempio per l'umanità che desiderasse davvero evitare malattie. Quando finalmente gli europei si resero conto che la sporcizia era un male e la pulizia un bene, e non viceversa, come si riteneva un tempo, i gatti cominciarono a riconquistare il loro legittimo posto di guardiani e protettori della casa contro i parassiti e la cattiva sorte. (Donald Engels, Storia del gatto, p. 262)
Si dimostrò scientificamente che non solo il gatto non trasmetteva malattie all'uomo ma che il topo, che aveva proliferato per secoli, data la quasi totale estinzione del suo più acerrimo nemico, era portatore di circa 35 malattie pericolose per l'uomo tra le quali il tifo e la peste bubbonica.
Probabilmente una delle principale cause di diffusione delle grosse epidemie di peste che per secoli hanno decimato l'Europa (malattie veicolate da topi e ratti uccisero oltre un miliardo di persone) fu proprio l'avere ucciso il principale predatore dei topi. Mi viene in mente la favola del Pifferaio Magico. La stupidità e l'ignoranza sono il vero flagello dell'umanità!
Dal 1800 il gatto si introdusse nei salotti bene dell'aristocrazia e borghesia e da allora non ha più cessato di diffondersi, e di essere di nuovo amato e vezzeggiato.
E' innegabile che sono le donne ad amare e ad essere amate maggiormente dal gatto. Fin dall'inizio il gatto era il compagno del focolare e passava più tempo in casa vicino alla donna, a differenza del cane e del cavallo che seguivano l'uomo nella caccia o in altri lavori. Probabilmente è proprio per aver sempre condiviso la stessa sorte nel bene e nel male che si è formata questa maggior complicità e affiatamento reciproco.

FONTI


Malleus maleficarum,il manuale inquisitoriale della caccia alle streghe

Il Malleus Maleficarum (trad. Il martello delle streghe) è un testo pubblicato nel 1486 dai frati domenicani Jacob Sprenger e Heinrich Institor Kramer, allo scopo di soddisfare l'urgenza di reprimere l'eresia, il paganesimo e la stregoneria in Germania.

Il Malleus nasce dalla volontà espressa da Innocenzo VIII attraverso la bolla Summis desiderantes affectibus del 1484 (pubblicata poi all'interno del testo per conferirgli ancora più solennità). Il Malleus è stato, fino al 1650, il manuale inquisitoriale della caccia alle streghe, poiché spiega proposizione per proposizione come comportarsi in ogni singola occasione. Il testo però non esprime nulla di nuovo, semplicemente raccoglie una serie di pensieri pregressi sul fenomeno della stregoneria e, soprattutto, sul pensiero negativo della donna, invero, ci sono più streghe che stregoni, secondo gli autori, perché le donne sono mas occasionatus. Un pensiero aristotelico dunque, che viene ripetuto, in maniera ridondante, attraverso citazioni continue di Aristotele e Sant'Agostino, nonché di molti altri Testi Sacri.
All'epoca in cui venne pubblicato il Malleus vi erano molte eminenti personalità, anche in seno alla comunità cattolica, che dubitavano dell'esistenza delle streghe, considerando tali credenze delle mere superstizioni, ma ve ne erano altrettante che invece credevano nei maghi, streghe e stregoni. A riprova di ciò nel Malleus i due frati Domenicani rimproverano aspramente tutti coloro, soprattutto religiosi, che minimizzano il fenomeno delle credenze popolari reputandole superstizioni, mettendo a tacere il dissenso addirittura nella prima proposizione: affermare l'esistenza degli stregoni è così cattolico al punto che affermare ostinatamente l'opposto [è] eretico? Per loro, sembrerebbe di sì.
Il manuale, sebbene non sia mai stato adottato ufficialmente dalla Chiesa cattolica, è la precisa trasposizione della bolla papale di Innocenzo VIII "Summis Desiderantes Affectibus", che, oltre ad ampliare i contenuti del Malleus dà ai due frati pieni poteri e mandato di estendere altrove la loro opera di inquisitori. IlMalleus Maleficarum, inoltre, non fu neppure mai inserito nell'indice dei libri proibiti, mentre lo fu ad esempio il Manuale dell'inquisitore di Eliseo Masini[senza fonte]. Riscosse i consensi della quasi totalità degli inquisitori e autorevoli ecclesiastici, nonché di giudici dei tribunali statali sive secolari, tanto che ne vennero pubblicate trentaquattro edizioni e oltre trentacinquemila copie impresse anche in edizione tascabile, secondo libro stampato dopo la Bibbia. L'immediata e durevole popolarità di questo libro contribuì a scalzare l'autorevolezza di un precedente testo di riferimento per i casi di stregoneria: l'antico Canon episcopi che comunque, datato secoli prima, non risultava importante ai fini della caccia alle streghe. La proporzione di testi scritti da ecclesiali contro le superstizioni e di testi scritti per confermare l'esistenza di streghe, stregoni e maghi è di circa 1 contro 70 dai titoli tutt'oggi esistenti.

In questo testo la presenza di materiale originale è esigua: si tratta per lo più di una codificazione di credenze preesistenti, spesso estrapolate da testi più antichi quali il Directorium inquisitorum di Nicolas Eymerich (1376) e il Formicarius di Johannes Nider (1435).
La lettura del testo, ai giorni nostri, può risultare ostica, poiché alcune posizioni vengono espresse senza argomentazioni. Bisogna però storicizzare il contesto e riflettere che alcune posizioni - per noi assurde - per i contemporanei erano un dogma quotidiano, non deve sorprendere dunque leggere di casi dove la condannata andò a morte molto volentieri, affermando che, anche se avesse potuto essere liberata, avrebbe ugualmente prediletto la morte, pur di sfuggire al potere del diavolo. Le streghe esistono. Il diavolo anche. Ne erano convinti tutti.
Il libro è diviso in tre parti. La prima parte affronta la discussione della natura della stregoneria. Parte di questa sezione spiega perché le donne, a causa della loro debolezza e a motivo del loro intelletto inferiore, sono per natura predisposte a cedere alle tentazioni di Satana. Il titolo stesso del libro presenta la parolamaleficarum, (con la vocale femminile) e gli autori dichiarano (incorrettamente) che la parola femina (donna) deriva da fe + minus (fede minore). Il manuale sostiene che alcuni degli atti confessati dalle streghe, quali ad esempio le trasformazioni in animali o mostri, sono mere illusioni indotte dal Diavolo, mentre altre azioni, come ad esempio la possibilità di volare ai sabba, provocare tempeste o distruggere i raccolti sono realmente possibili. Gli autori, inoltre, si soffermano con morbosa insistenza sulla licenziosità dei rapporti sessuali che le streghe intratterrebbero con i demoni. La seconda parte riprende molte posizioni espresse nella prima e le approfondisce (non senza citazioni dello stesso testo) nel tentativo di far comprendere il modo di fare le stregonerie e il modo in cui si possono facilmente eliminare. L’ultima parte si occupa di fornire istruzioni pratiche sulla cattura, il processo, la detenzione e l’eliminazione delle streghe.
Nel testo si discute anche di quanta fiducia si debba riporre nelle dichiarazioni dei testimoni, le cui accuse sono spesso perpetrate per invidia e malizia (sempre però con il permesso di Dio, che permette la malvagità per sua gloria); tuttavia gli autori affermano che i pettegolezzi pubblici sono sufficienti a condurre una persona al processo e che, anzi, una difesa troppo vigorosa da parte del difensore è prova del fatto che anche quest'ultimo è stregato. Il manuale fornisce indicazioni su come evitare che le autorità siano soggette alla stregoneria e rassicura i lettori sul fatto che, in quanto rappresentanti di Dio, i giudici sono immuni dai poteri delle streghe. Largo spazio è dedicato all'illustrazione di tecniche di estorsione delle confessioni e alla pratica della tortura durante gli interrogatori: in particolare viene raccomandato l’uso del ferro infuocato per la rasatura dell’intero corpo delle accusate, al fine di trovare il famoso marchio del Diavolo, che ne proverebbe la colpevolezza.
Il Malleus, nella sua oggettiva follia, si presenta filosoficamente e teologicamente inattaccabile, invero, le proposizioni esposte sono corrette e cattoliche. Il testo quindi va letto in chiave psicanalitica, interpretando la sessualità femminile nel transfert degli inquisitori. Non a caso il manuale viene oggi usato come testo di semiotica, psicanalisi e filosofia morale.

IL MALLEUS MALIFACARUM IN PDF VERSIONE INTEGRALE

http://www.scribd.com/doc/38686397/malleus-maleficarum-ita-il-martello-delle-streghe


L'USO DELLA VIOLENZA COME STRUMENTO DI REPRESSIONE E/O CRISTIANIZZAZIONE E' CONTRARIO ALLE SACRE SCRITTURE
L'uso della violenza come strumento di evangelizzazione è contrario alle sacre scritture.Gesù condanna la violenza e non forza nessuno ad accettare la sua religione.
Nel Suo Discorso della Montagna Gesù ha parlato dell'amore per i nemici.In Matteo leggiamo:
Matteo 5,38-48

38 Avete inteso che fu detto: Occhio per occhio e dente per dente39 ma io vi dico di non opporvi al malvagio; anzi se uno ti percuote la guancia destra, tu porgigli anche l'altra; 40 e a chi ti vuol chiamare in giudizio per toglierti la tunica, tu lascia anche il mantello. 41 E se uno ti costringerà a fare un miglio, tu fanne con lui due. 42 Da' a chi ti domanda e a chi desidera da te un prestito non volgere le spalle.
43 Avete inteso che fu detto: Amerai il tuo prossimo e odierai il tuo nemico; 44 ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per i vostri persecutori, 45 perché siate figli del Padre vostro celeste, che fa sorgere il suo sole sopra i malvagi e sopra i buoni, e fa piovere sopra i giusti e sopra gli ingiusti. 46 Infatti se amate quelli che vi amano, quale merito ne avete? Non fanno così anche i pubblicani? 47 E se date il saluto soltanto ai vostri fratelli, che cosa fate di straordinario? Non fanno così anche i pagani? 48 Siate voi dunque perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste.


La preghiera cristiana arriva fino al perdono dei nemici. Essa trasfigura il discepolo configurandolo al suo Maestro. Il perdono è un culmine della preghiera cristiana; il dono della preghiera non può essere ricevuto che in un cuore in sintonia con la compassione divina. Il perdono sta anche a testimoniare che, nel nostro mondo, l'amore è più forte del peccato. I martiri di ieri e di oggi rinnovano questa testimonianza di Gesù.Il perdono è la condizione fondamentale della Riconciliazione (2 Cor 5,18,21) dei figli di Dio con il Padre e degli uomini tra loro. Il messaggio di Gesù,quindi,è un messaggio d'amore per i nemici.E' un messaggio che esalta il perdono.E' un messaggio che esalta la pace e i perseguitati.

FONTE

 

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