Emiliano Fittipaldi per "l'Espresso"
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giovedì 26 maggio 2011
I legami oscuri di Diego Anemone tra Ior,Papa e Politica....
1 - CHE CRICCA DI SANTI IN PARADISO AVEVA QUEL GENTIL-OMO DEL PAPA CHIAMATO BALDUCCI
Emiliano Fittipaldi per "l'Espresso"
Emiliano Fittipaldi per "l'Espresso"
Il prelato parla sussurrando, chiedendo l'anonimato. «Guardi, tutti sanno che Angelo Balducci ha un conto qui allo Ior, si ricordi che era un gentiluomo di Sua Santità. Ora non c'è molto, non si arriva a 200 mila euro. In passato forse c'erano più soldi, qualcuno dice che giravano decine di milioni, ma non posso confermarlo, sono solo voci».
Chissà se i magistrati che indagano sugli affari della cricca riusciranno mai a mettere le mani sui movimenti bancari del conto che Balducci era riuscito ad aprire nella Banca più riservata del mondo, quella del Vaticano. Di certo ogni giorno che passa i pm si stanno facendo un'idea più chiara dei legami che il presunto capo del sistema affaristico aveva Oltretevere.
Rapporti che vanno al di là dei lavori che il sodale Diego Anemone faceva per la congregazione del Preziosissimo sangue (quella di Don Evaldo detto "Bancomat"). E ben oltre la liaison che Balducci vantava con il corista nigeriano, accusato di organizzare per lui decine di incontri sessuali.
Più che rosso e nero, sembra sia infatti il porpora il colore preferito dall'ex presidente del Consiglio superiore dei lavori pubblici, che per costruire il suo potere nella capitale ha potuto godere dell'amicizia di monsignori e alti prelati: in primis Giovanni Battista Re, Francesco Camaldo, Crescenzio Sepe e Leonardo Sandri. Un poker d'assi stratosferico che gli permetterà di aprire molte porte e vincere decine di partite con rivali e nemici.
lunedì 6 dicembre 2010
La rete di Diego Anemone e i suoi appalti milionari.
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