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lunedì 27 giugno 2011

Le pratiche occulte esaminate alla luce della Parola di Dio

"Guardate, io pongo oggi dinanzi a voi la benedizione e la maledizione: la benedizione, se ubbidite ai comandamenti dell'Eterno, del vostro Dio, i quali oggi vi do; la maledizione, se non ubbidite ai comandamenti dell'Eterno, dell'Iddio vostro, e se vi allontanate dalla via che oggi vi prescrivo, per andar dietro a dèi stranieri che voi non avete mai conosciuti.

Non si trovi in mezzo a te chi fa passare suo figlio o sua figlia per il fuoco, né chi esercita la divinazione, né astrologo, né chi predice il futuro, né mago, né chi usa incantesimi, né chi consulta gli spiriti, né chi dice la fortuna, né negromante, perché chiunque fa queste cose è in abominio all'Eterno
"

(Deut. 11:26-28, 18:10-12a).

mercoledì 22 dicembre 2010

CRISTIANESIMO, PAGANESIMO, POTERE, SUPERSTIZIONI


S Martino di ToursIl Cristianesimo a partire dal IV secolo è al potere ed affianca quello di Roma fin quando durerà. La nuova religione viene imposta a tutti. Termina l' antica tolleranza ed i barbari sono costretti ad aderire ad una religione i cui culti sono in una lingua sconosciuta ed incomprensibile. Non vi è alcuna differenza con i riti magici che si nascondono quasi sempre dietro formule incomprensibili. La religione così imposta è percepita dal popolo come una nuova e più potente superstizione che ne ha sostituito molte differenti.
La superstizione si serve ora dei simboli cristiani, la croce, l' immagine della madonna, l' ostia che era in grado di risanare i malati che l' avessero guardata fissamente durante una funzione religiosa. E non vi era motivo di agire diversamente se gli stessi riti nuovi del Cristianesimo si svolgevano nei vecchi templi pagani cristianizzati con l' abbattimento dei vecchi simboli, con acqua benedetta e con una croce sull' altare. Anche le festività sono le stesse praticate dai pagani. Si cambiava il nome, il giorno veniva dedicato ad altro ma si trattava delle stesse date e delle stesse funzioni.

SUPERSTIZIONE: ANGELI, DEMONI, DIAVOLI E SANTI


S Michele e SatanaRoberto Renzetti.
Questo argomento ha almeno una doppia possibile lettura. Da un lato vi è quella ordinaria sulla quale concordiamo tutti oggi e cioè ogni fenomeno naturale che venga interpretato al di là del suo semplice essere e manifestarsi al fine di capire l' esito di un qualcosa che accadrà nel futuro. Dall' altro vi è il suo modo storico di affermarsi nella sua doppia vertente: la prima analoga a quanto già detto, la seconda invece, a mio giudizio più rilevante, di natura religiosa. Non è comunque molto semplice essere precisi e fornire elementi univoci sul significato e le ricadute che il termine superstizione ha ed ha avuto. Ed è proprio a questo fine che affronto il tema nei suoi diversi significati assunti, in modo particolare dall' affermazione del Cristianesimo con Costantino il Grande.

PADRI DELLA CHIESA E SUPERSTIZIONE


AstrologiaArriviamo ora a colui che ebbe il maggiore influsso nelle definizioni e negli atteggiamenti della Chiesa sulla questione superstizione, fino ad oggi, Sant' Agostino (354-430),  come Lattanzio anch'egli di origine nordafricana (e convertito al Cristianesimo nel 387). Con Sant' Agostino emerge con chiarezza ciò che Lattanzio aveva adombrato. La superstizione è sostituire il Dio cristiano con altro e perciò essa va condannata in quanto viola il principale dei Comandamenti, il Non avrai altro Dio all' infuori di me (Esodo, 20, 3)(4). Alcuni brani de Le Confessioni mostrano disprezzo e ripugnanza di Agostino verso la superstizione che pure lo aveva accompagnato per vari anni, fin quando dalla superstitio passò alla religio(5). Più in generale Agostino, astrologo pentito, attaccò l' astrologia perché attribuiva i peccati dell' uomo all’ influsso degli astri invece che all’ uomo stesso.

SUPERSTIZIOSI O NEOPAGANI?


Diana cacciatriceA partire dal VI secolo la Chiesa dovette ricominciare a convertire o riconvertire o ad educare meglio i cristiani sulla fede. Ricominciò ad essere missionaria. Le strategie erano differenti a seconda del tipo di intervento ma sempre affidate ad autorità religiose colte, cioè ai vescovi. Il loro era un lavoro di continua evangelizzazione date le continue migrazioni, le varie popolazioni isolate dal resto, ciascuna con suoi riti, miti e religioni autoctone, tutte bollate come superstizione dalla Chiesa. E qui non vi erano neanche gli dei della classicità ma divinità nordiche che via via penetravano nel sud d' Europa. Il compito era quello di sostituire dei valori con altri valori, religioni con religione innestandosi in quei culti, trasferendoli al Cristianesimo cambiando nomi e benedicendo. Ma, come accennato, vi erano strategie differenti a seconda con chi si aveva a che fare. Con i fedeli ad altre religioni, i pagani, occorreva mostrare la superiore potenza del Dio cristiano.
 

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