Al fine di nascondere il fatto che non esiste nessuna base storica per le sue bugie teologiche, il clero cristiano si è reso colpevole di vergognosi crimini distruggendo, sin dall'inizio, molte delle opere degli storici dei primi secoli dell'era cristiana. Quel poco che ci è pervenuto è talmente alterato e modificato da distruggerne, quasi sempre, il suo valore storico.
(Rif.771)
Uno dei più grandi crimini della storia cristiana è stata la distruzione, nel 391 e.v., del Tempio di Serapide e dell' annessa biblioteca, (nota come Biblioteca di Alessandria), perpetrata da fanatici cristiani, guidati dal vescovo Teofilo (il piromane), con la connivenza dell'Imperatore Teodosio I. La biblioteca conteneva circa 700 mila volumi, tra cui manoscritti babilonesi, assiri, fenici, persiani, composizioni buddiste, scritti ebraici e papiri egizi. La biblioteca era il simbolo, per i cristiani, del mondo e del sapere pagano.
"Qualsiasi traccia dell'antica filosofia e della letteratura del mondo antico deve scomparire dalla faccia della terra".



