E’ una vitaccia, quella dei preti. Non appena fanno qualcosa, tutti a dire che sono stati loro. Oggi è il Giornale che ci racconta una storia davvero divertente: quella di un prete incastrato dal Dna per il riconoscimento del figlio:
Lei ha cinquant’ anni e fa la psicologa, il suo bambino oggi ha nove anni e il padre è lui, don Paolo Spoladore, prete padovano. L’anno scorso è partita la causa per il riconoscimento della paternità che si è conclusa con la sentenza del 28 settembre. Si tratta di una sentenza senza precedenti in Italia. Mai infatti un giudice era arrivato a stabilire la paternità di un sacerdote. Secondo quanto anticipato da Panorama, il giudice del tribunale per i minori di Venezia, Maria Teresa Rossi ha stabilito che il bambino dovrà assumere il cognome del padre in aggiunta a quello della madre e lo affida alla stessa, disponendo per il padre l’obbligo di mantenimento oltre al rimborso delle spese processuali.



