Carlo Rebagliati, per 15 anni economo della diocesi di Savona, poi testimone d'accusa nell'inchiesta contro i preti pedofili, oggi dimissionario dalla sua parrocchia perché a sua volta indagato per induzione alla prostituzione. Una vita segnata anche dalla scoperta della sieropositività. "Ormai mi vedo come Rugantino: 'na botta e via. A noi preti non è concessa altra forma di affettività"
dal nostro inviato MARCO PREVENOLI - C'è tristezza e malinconia, negli occhi di quest'uomo di 64 anni che dice: "Ormai mi vedo come Rugantino: 'na botta e via. A me, a noi preti non è concessa altra forma di affettività". Così viene vissuta, e nascosta, la sessualità da tanti preti. Così, oggi, decide di rivelare come ha vissuto la sua - segnata anche dalla scoperta della sieropositività - don Carlo Rebagliati, per 15 anni economo della diocesi di Savona, poi testimone d'accusa nell'inchiesta contro i preti pedofili, oggi dimissionario dalla sua parrocchia perché a sua volta indagato per induzione alla prostituzione (un ex tossicodipendente trentenne con il quale ammette di avere scambiato effusioni ma non per soldi). Che poi le preferenze siano omosessuali, come nel suo caso, o eterosessuali, non cambia molto.



