venerdì 6 maggio 2011

Giovanni Paolo II è santo?(IIª Puntata)

tratto interamente da http://www.salpan.org/

Ecco come ti confeziono il miracolo
di S.P.
Su fondo verdino riportiamo quanto scritto nel Settimanale Dipiù, n. 15 del 18-04-05.
Su fondo giallo riportiamo le nostre osservazioni.
Grassetti, colori, parentesi quadre, salti di testo indicate con (...) e sottolineature sono nostre.
       «Come molti sanno, affinché [si possa] fare santo Giovanni Paolo II, è necessario che la Chiesa abbia in mano guarigioni miracolose avvenute per intercessione del Papa tanto amato. Perciò Dipiù ha pensato di cercare testimonianze di queste guarigioni e, dopo averle vagliate, di pubblicarle segnalandole così al Vaticano. [...] Scrivete a: Settimanale Dipiù...»
       Questo è quanto si legge a Pag. 40 del Settimanale Dipiù, n. 16 del 25-04-05.
Chiariamo subito che non è vero che occorrono "guarigioni miracolose" perché GPII possa esseredichiarato (non "fatto") santo: occorre invece "un" miracolo, di qualunque genere esso sia.
       Ma ci sia consentito in tutta franchezza di dissentire dall'impostazione generale adottata daDipiù e dallo strano modo di procedere per accreditare dei "miracoli". Non conosciamo Francesco Cordella, firmatario degli articoli, e
non vogliamo neppur dubitare della sua buona fede (che a volte sembra rasentare la creduloneria), pensiamo tuttavia che un po' più di senso critico non gli farebbe male ed eviterebbe anche di dare l'idea che voglia a qualunque costo accreditare dei "miracoli": titoloni, foto, didascalie ripetitive e non accompagnate da nessuna messa in dubbio, ma poste là come certezze documentali... firmate da mamme, da papà..., non dico interessati, ma certamente emotivamnente coinvolti. Persone, quest'ultime, considerate credibili sulla base dell'impiego che ricoprono (stando a questo metro, forse il papà contadino e analfabeta non sarebbe proprio credibile... e penso che altrettanto debba dirsi di una mamma casalinga... d'altri tempi...)        Esaminiamo, ad esempio, il primo miracolo che Francesco Cordella ci offre come certo e sicuro alle pagine 64-69 nel n. 15 del settimanale Dipiù del 18-04-05


Per capire di cosa realmente si tratti bisogna arrivare alla terza colonna di pag. 66:
       Fino all'età di 4 anni mio figlio Giuseppe era un bambino come tanti: sano, vitale, spigliato. (...)
       11 gennaio 2003, nel cuore della notte. Giuseppe si svegliò di soprassalto, con forti dolori alla testa. Piangeva, soffriva, come mai aveva pianto e sofferto prima. Aveva 38 di febbre ed era debolissimo. Io e mia moglie, pur preoccupati, pensammo inizialmente a una comune influenza. Purtroppo, però, con il passare delle ore la situazione precipitò drammaticamente: Giuseppe entrò in uno stato soporoso, non rispondeva più agli stimoli, non si reggeva più in piedi, non parlava. Lo facemmo immediatamente ricoverare nell'ospedale di Brindisi e, dalla risonanza magnetica, effettuata in piena urgenza, arrivò un responso terribile (...): Giuseppe aveva un'encefalite virale, cioè una gravissima infezione al cervello, causata, probabilmente, da un repentino, e foltissimo, indebolimento del sistema immunitario. L'encefalite virale è una malattia che, in alcuni casi, può essere fatale nel giro di 48 ore. Aveva colpito anche i centri respiratori di Giuseppe e i medici ci dissero che, da un momento all'altro, avrebbe potuto smettere di respirare. (...) Vista la situazione gravissima, quasi senza speranze, i medici decisero di trasferire subito Giuseppe all'ospedale Bambin Gesù di Roma, che ha le strutture adatte e vanta ottimi specialisti per la cura dell'encefalite virale dei bambini. (...) la situazione peggiorava sempre di più, tanto che, a un certo punto, Giuseppe smise di respirare autonomamente e venne intubato. "Mi dispiace, ma ci sono pochissime speranze", ci disse in quel momento il medico che lo assisteva sull'aereo. (...) Quando Giuseppe arrivò al Bambin Gesù era ormai in uno stato di coma profondo, con un elettroencefalogramma quasi piatto. Il suo cuore batteva, ma l'attività cerebrale era ridotta al minimo. Giuseppe fu ricoverato nel reparto di rianimazione, con un respiratore, in coma. I medici ci dissero che la situazione era disperata.       (...) Pregammo, pregammo tutta la notte. (...) Chiedemmo aiuto al Pontefice, gli chiedemmo di proteggere nostro figlio. (...) Giuseppe rimase in coma quasi per un mese (...) Ogni giorno pregavamo il Papa alla funzione religiosa del pomeriggio (...)
       Francesco Cordella fa raccontare il "miracolo" al padre del Miracolato. Chi parla quindi è il buon papà... «È il racconto di un uomo, di un padre, che, lo ribadiamo ancora, nel suo ambiente gode di una riconosciuta credibilità.
       Chi parla è (...) una persona molto equilibrata, stimato nel suo ambiente (...) che gode di grande credibilità, un uomo (...) che ha, nella Cattolica Assicurazioni, un ruolo di responsabilità









       Davvero strano questo insistente pregare, non Dio o la Vergine Santissima o San Giuseppe o un Santo "certo" e canonizzato, ma il Papa! Al Pontefice ancora vivente si chiede addirittura la protezione!!! E, notate, che durante la funzione religiosa (non certo fatta in onore del Papa) loro non pregano Dio (al Quale era indirizzata e finalizzata la funzione), ma il papa! Ingenuo per quanto possa sembrare questo padre, ricordiamoci che è parente di ben quattro preti e funzionario di una nota compagnia di assicurazione...
       E, dopo tante preghiere e tanta devozione al Santo Padre, accadde il primo di numerosi eventi straordinari, inattesi: contro ogni previsione medica. (...) Verso la fine di gennaio Giuseppe aprì gli occhi. Uscì dal coma, pur rimanendo in uno stato vegetativo, senza potere muovere braccia e gambe, senza potere parlare, senza potere respirare autonomamente. I medici ci dissero che eravamo di fronte a un evento eccezionale, vista la gravità della malattia e l'età di nostro figlio.
       Quanta gente si sveglia da un coma e prende a muoversi e a parlare! questo non è però il caso di Giuseppe, ma tuttavia i medici dicono di trovarsi di fronte a un evento eccezionale. Ad avvalorare quanto appena dichiarato non viene né prodotto né solo citato un documento, un certificato: non è necessario: basta la parola del buon papà...

       Certo, non era guarito: ancora non poteva respirare autonomamente, aveva bisogno del respiratore artificiale, ed era, appunto, in uno stato vegetativo: non capivamo neppure se ci riconoscesse. Però io e mia moglie eravamo felici, felicissimi: Giuseppe era uscito dal coma contro ogni previsione. Era un grandissimo passo avanti, in cui nemmeno il medico più ottimista confidava completamente.
       "Completamente" no, ma in parte sì? e su cosa basava la sua confidenza il medicoottimista?
       Il Santo Padre aveva ascoltato le nostre preghiere: Giuseppe migliorava. (...)
       E su cosa, di grazia, il buon papà fonda tanta certezza? Il Santo Padre aveva ascoltato (nel senso di esaudito?) le preghiere di mamma e papà... Non ci vuol molto a capire che già si vuole dare ad intendere che indubbiamente si tratta di miracolo (!!!)
       Ricordo benissimo il giorno in cui ricevemmo un invito per la Messa con il Papa.
       Quando esattamente? Quanti giorni dopo l'uscita dal coma?
       (...) Il Pontefice, però, non scese dai suoi appartamenti perché stava poco bene. Rimanemmo lì a pregare e, più tardi, tornammo in ospedale, come al solito. Ma il giorno seguente non fu un giorno come tutti gli altri. Giuseppe iniziò a respirare autonomamente da un momento all'altro. Da un momento all'altro gli fu staccato il respiratore artificiale. Da un momento all'altro la situazione migliorò ancora, quando nessuno se lo sarebbe mai aspettato. I medici restarono stupefatti: in più di un'occasione, fino ad allora, ci avevano detto che, nella migliore delle ipotesi, pur essendo uscito dal coma, avremmo forse riportato a casa nostro figlio attaccato a un respiratore, monitorato per via telematica, in uno stato vegetativo permanente, senza ritorno. Ci avevano spiegato poi che, in quello stato, avrebbe vissuto poco, data la sua età. Ma invece non andò così: dopo quel giorno a San Pietro, in cui il Papa non celebrò la Messa perché ammalato, Giuseppe iniziò a convincere tutti che davvero poteva farcela. "Qui la scienza non c'entra", ci disse uno dei medici. (...)
       È interessante, per non dire strano, l'evidenziazione di "quel giorno" «in cui il Papa non celebrò la Messa», la motivazione del "perché ammalato" la riterrei secondaria: la Santa Messa, il Santo Sacrificio della Messa, è la miglior preghiera che la Chiesa possa elevare a Dio (anche per impetrare delle grazie), e grandi Santi, come P. Pio, ricercavano una tale preghiera, a costo di enormi sofferenze: le loro sofferenze sono secondarie rispetto al Santissimo Sacrificio della Messa. Qui pare che le cose stiano diversamente: per il buon papà sembra che la malattia del Papa abbia più efficacia del Sacrificio di Gesù!..
       Il successivo miglioramento, anche questo, come tutti gli altri, del tutto inatteso dai medici, ci fu a maggio. Una notte Giuseppe si svegliò piangendo. Mi avvicinai a lui e cercai di capire che cosa era successo. Lui, a suo modo, mi fece capire che aveva fatto un sogno. Il suo sguardo si fissò sull'immagine di padre Pio che c'era in camera, e lui a gesti mi fece capire che cosa aveva visto in sogno.
       "Cercai di capire": questa espressione la si usa quando si tenta di far qualcosa, ma senza riuscirvi, o almeno senza riuscirvi appieno. Ma nel nostro caso il buon papà capisce tutto... un racconto, financo dei particolari. Pensate: Giuseppe "A GESTI" gli fa capire di aver fatto un sogno e cosa aveva visto in sogno! Che grandi capacità ha questo bambino, nonostante i suoi soli quattro anni! Si fa capire! Eccome si fa capire! Non vi sembra già questo un miracolo?!
       Aveva sognato padre Pio che gli accarezzava le braccia, la bocca, e le gambe. Immediatamente facemmo una considerazione. Era stato il Papa a volere e fare Santo il frate con le stimmate.
       Giuseppe "a gesti" racconta il sogno e scende nei particolari (ma come avrà fatto un bambino di quattro anni?!): che padre Pio gli aveva accarezzato le braccia, la bocca e le gambe... Non ha dimenticato niente! Ma la cosa più strana è che un papà comune, un papà di quelli senza incarichi importanti..., avrebbe naturalmente pensato a un possibile miracolo di Padre Pio, "Speriamo che Padre Pio faccia il miracolo", e invece no, il nostro buon papà non pensa affatto a Padre Pio, ma al Papa.
Vi chiederete: Cosa c'entra il Papa?
       — Ma è qui che vi sbagliate, poveri sempliciotti! Il Papa c'entra perché è lui che ha fatto santo Padre Pio!
       Pensammo che (...) il Pontefice fosse vicino a lui, tramite padre Pio. (...)
       Pensate: Padre Pio come la papamobile... Giovanni Paolo II si serve di Padre Pio per stare vicino ai suoi protetti. C'è chi si serve dell'auto e chi di Padre Pio...
       — Padre Pio, vai a dare una sfregatina a quel bambino laggiù: lo vorrei guarire...
       Non ci credete? Ebbene il buon papà ve lo dimostra, infatti... infatti...
       Dopo quel sogno, infatti, Giuseppe iniziò a muovere sempre meglio le braccia e le gambe. Iniziò a mangiare senza avere più bisogno del sondino nasogastrico, lo stesso, peraltro, con cui è stato alimentato Giovanni Paolo II negli ultimi tempi.
       Quindi se vostro figlio muove meglio le braccia e le gambe, state pur certi che dietro c'è GPII che ha spedito al vostro pupo Padre Pio.
Se a tanto poteste aggiungere che vostro figlio può fare a meno di un qualche strumento usato per curare GPII, avreste il massimo della certezza! Pensate: GPII e Padre Pio!
       E iniziò anche a parlare. (...) Giuseppe iniziò poi a esternare sempre di più le sue emozioni, uscì a mano a mano dallo stato vegetativo, anche se ancora non poteva camminare.
       Forse Padre Pio non aveva massaggiato bene... Ma non è detto che Giovanni Paolo II non lo rispedisca per un massaggio più accurato... Camminerà...
       E noi continuavamo ad andare a San Pietro, a ringraziare il Papa per quello che stava accadendo.
       Poverò Padre Pio! Lui massaggia, lui fa i miracoli e Giovanni Paolo II si prende i ringraziamenti!
       E quando mostravamo a Giuseppe una foto del Santo Padre, lui sorrideva, come quando stava bene e si emozionava vedendolo in TV. (...)
       Perché Giuseppe sorrideva? Che significava quel suo sorridere? Come interpretarlo?
Il suo papà non ha dubbi... è abituato a interpretare! Un bambino di appena quattro anni che si "emoziona" al solo vedere il Papa! Macome si "emoziona" un bambino di quattro anni??
       Poi, in piena estate, ancora un altro clamoroso miglioramento. Un giorno d'agosto mia sorella sognò un Vangelo aperto, con una mano sopra. La mattina mi telefonò e mi disse: "Corro a Roma perché accadrà qualcosa". Si precipitò nella capitale, si avvicinò a Giuseppe e gli disse: "Alzati, Giuseppe, altrimenti non andrai mai via da questo ospedale". E lui, incredibilmente, sotto gli occhi stupefatti di tutti, lasciò la sedia a rotelle e si alzò. Fece i primi passi dopo mesi d'immobilità. (...)
       Che brutti scherzi può fare il sole d'Agosto! Qual è il nesso del Vangelo con la certezza che sarebbe accaduta qualcosa? Di chi è quella mano sopra il Vangelo? Vuoi vedere che il miracolo l'ha fatto la sorella di papà? Infatti è lei che ha detto: "Alzati" e cammina. O forse Giovanni Paolo II, visto che Padre Pio non era stato tanto bravo nel massaggio, questa volta si è voluto servire della sorella di papà?
       Sogno... Vangelo aperto (non chiuso)... una mano sul Vangelo... Corro... Alzati... e si alzò!
       Se non è miracolo questo, i miracoli non esistono più! Meglio: se non è miracolo di Giovanni Paolo II questo, i miracoli non esistono più!
       — Che c'entra GPII?
       — C'entra... c'entra... parola di papà.
       Un mese più tardi lasciammo l'ospedale e portammo, finalmente, nostro figlio a San Pietro dove, tutti e tre, ringraziammo il Papa in preghiera. (...)
       Ringraziammo il Papa: Dio non c'entra. Sì, va beh, Lui magari avrà fatto il miracolo, se miracolo c'è stato, ma è GPII che Glielo ha ordinato... I ringraziamenti vanno quindi a GPII.
       Poi tornammo a casa, dove la riabilitazione di Giuseppe continuò con risultati sempre più soddisfacenti. (...)
       Qui pare che il buon papà si sia confuso: non c'era stato il miracolo? I «risultati sempre più soddisfacenti» dipendevano dal miracolo o dalla riabilitazione?
       La cosa incredibile, poi, è questa: quando il Pontefice, anche solo per una banale influenza, rinunciava a un viaggio o a una celebrazione, contemporaneamente, inspiegabilmente, la salute di mio figlio migliorava. Proprio come quella volta, (...) quando (...) non celebrò la Messa (...)
       Lapsus! È proprio incredibile! Che per una banale influenza il Papa rinunci a un viaggio, lo possiamo capire, ma che rinunci alla Messa, NO!!! Proprio come quella volta, quando non celebrò la Messa. Allora avevamo capito bene, le nostre impressioni erano fondate!
È proprio incredibile!
Il Papa rinuncia a un viaggio e un bambino sta meglio!
Il Papa non celebra la Messa e un bambino sta meglio!
Chissà quante migliaia di bambini (e adulti) sarebbero stati meglio se Giovanni Paolo II avesse rinunciato a tutti i suoi viaggi?! se non avesse fatto il turista?!
Ma la Messa?! Non era buona la sua Messa? non era lecita? non era gradita a Dio? Perchè è proprio incredibile: Giovanni Paolo II non celebra la Messa e i bambini stanno meglio... Come mai?
       Se il Papa stava male, lui si sentiva bene. (...) io mi sono chiesto se il Papa donasse a mio figlio la salute che lui stava perdendo. (...)
       Il buon papà si è fatta una domanda, ma non si è data una risposta. Ovviamente pare che la sua sia, più che una domanda, una certezza. Ma su che la basa? È serio parlare così aprioristicamente di miracoli e di travasi di salute?
        Arriviamo così all'ultimo evento (...) l'ultima settimana di vita del Pontefice, Giuseppe ha avuto una preoccupante crisi respiratoria (...) seria (...) contemporaneamente, peggioravano le condizioni di salute del Papa. Dunque: c'era, ancora una volta, una coincidenza, anche se in questo caso la sofferenza del Papa coincideva con quella di Giuseppe.
Sabato 2 aprile, poi, il giorno in cui il Pontefice è scomparso, Giuseppe è peggiorato tantissimo. (...) non si riprendeva. Anche quel giorno, sofferente, (...) osservava il Papa in TV. Si emozionava, però non rideva più.
Crisi respiratoria seria... Ma non c'era già stato il miracolo?

       Eh la televisione! E poi ne dicono male! Si emozionava, ma non ridevacome si emozionava?
       Non rideva perché soffriva in sintonia con il Papa? perché il Papa questa volta non gli travasava la sua salute?
       — Ma quale salute, se GPII stava male?
        Verso le 21 ha avuto il picco massimo della crisi respiratoria (...) Però poi, rivolgendomi a mia moglie, ho detto: "Non ci sarà bisogno di alcuna ambulanza, sento che quando il Santo Padre andrà in Cielo, Giuseppe guarirà".
       Chi gli dava tanta certezza? Il bambino ha una preoccupante crisi respiratoria seria e lui non chiama l'ambulanza?!
Ma siamo seri!!! E se il Papa avesse tardato a morire?
        E poco dopo, mentre io e mia moglie eravamo in cucina e Giuseppe davanti alla TV, lo abbiamo sentito singhiozzare. Ci siamo precipitati in salone: il telegiornale aveva appena annunciato la scomparsa del Papa e nostro figlio stava piangendo. Erano le 21.37. E mio figlio piangeva, da solo, sul divano.
E un minuto dopo è successo quello che io, in fondo al cuore, mi aspettavo: Giuseppe, improvvisamente, ha iniziato a respirare meglio e più tardi, dopo tanti giorni di sofferenza, è guarito del tutto. E guarito nei momenti in cui il Papa è scomparso. (...)
Francesco Cordella
       La crisi era stata tanto seria che i due preoccupatissimi genitori si ritirano iin cucina, lasciando solo il loro pupo in balia della crisi!...       Ma ammesso e non concesso..., il buon papà non ha dimostrato niente!!! Non potrebbe trattarsi di una banale coincidenza?
O, riprendendo quanto detto prima, dovremmo dire che se GPII fosse morto prima tanti bambini non avrebbero sofferto tanto? È questo quello che vogliono dirci il buon papà e lo zelante giornalista. S'è così, dovremmo concludere che amavano davvero molto poco GPII... E, allora, perché ce lo presentano tanto taumaturgo ora? Forse per mostrarcelo tanto imbroglione dopo?

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