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giovedì 23 dicembre 2010

SANGUE IN VATICANO: L'OMICIDIO DEL CAPITANO ESTERMANN

Due autopsie contrastanti, lettere contraffatte, voci di presunti coinvolgimenti dei servizi segreti dell'Est. La strage del maggio 1998 che sconvolse la storico corpo delle Guardie Svizzere presenta ancora molti lati oscuri.

4 maggio 1998: il comandante delle Guardie Svizzere Alois Estermann, di sua moglie Glady Moza Romero e del vice-caporale Cédric Tornay vengono rinvenuti uccisi con colpi di arma da fuoco in un appartamento in Vaticano. Dopo circa tre ore dal delitto arriva la versione ufficiale del Vaticano. Attraverso il portavoce Joaquìn Navarro-Valls si viene a sapere che «I dati finora emersi permettono di ipotizzare un raptus del vice-caporale Cédric Tornay che, in un momento di follia, si sarebbe recato nell'appartamento dove avrebbe ucciso con la pistola d'ordinanza il colonnello e sua moglie e successivamente si sarebbe suicidato». Navarro-Valls riferisce anche della presenza di una lettera d'addio, affidata qualche ora prima (le 19,30, precisa il portavoce) a un commilitone dal folle vice-caporale con queste parole: «Se mi succede qualcosa, consegnala ai miei genitori». La versione ufficiale vaticana si conclude con un laconico messaggio: «E' tutto molto chiaro, non c'è spazio per altre ipotesi».
Sin dall'inizio, la "soluzione" offerta dalle fonti ufficiali del Vaticano sulla strage parve subito stonata. Vediamo le incongruenze del racconto vaticano.

Monsignor mistero. La vera storia delle morti in Vaticano

Di Andrea Cinquegrani - "La Voce della Campania" - pubblicato su Nuovi Mondi Media

Vaticano in fibrillazione. Santa Sede sotto i riflettori. Torna alla ribalta la misteriosa - e mai chiarita - morte di papa Luciani dopo appena 33 giorni di pontificato. Ne parla Giovanni Minoli nella nuova serie di Mixer. Riaffiorano dubbi, incongruenze, versioni contrastanti, una verità ufficiale poco, pochissimo credibile. Un'autopsia mai fatta, rapide perizie nel segreto delle stanze vaticane, un cuore normale che improvvisamente cede; l'incredibile storia delle gocce di cardiotonico ingurgitate in eccesso dal papa, l'altra - invece - a base di una digitalina che non lascia traccia. Morto in piedi, oppure a letto? Mentre leggeva sacre scritture o abbozzava il nuovo organigramma dei vertici pontifici? Oppure cominciava a mettere nero su bianco le nuove regole da impartire a uno Ior recalcitrante davanti a ogni ipotesi di trasparenza, col 'nemico' Marcinkus sempre alacremente all'opera? E poi il sogno di una suora, ricordato in uno scritto da monsignor Balthazar: due ombre si introducono furtive nella camera da letto di Luciani e nel suo bicchiere fanno scorrere il liquido di una misteriosa pozione. Dall'Inghilterra, intanto, lo scrittore-giornalista David Yallop - autore per Tullio Pironti di una celebre ricostruzione di quella 'morte' - continua con pervicacia a sostenere la sua tesi: il papa venne 'suicidato'.
 

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