venerdì 8 luglio 2011

CLAPS, SOSPETTI IN PARROCCHIA


Il sottotetto della chiesa dove fu ritrovato il cadavere di Elisa ClapsChiuso il lungo capitolo dell'inchiesta sull' omicidio di Elisa Claps e ottenuto il rinvio a giudizio per Danilo Restivo (con rito abbreviato), la Procura di Salerno sta approfondendo l' indagine parallela sulle modalità del ritrovamento del corpo della ragazza potentina. Ufficialmente sono stati alcuni operai a scoprire il cadavere il 17 marzo dell'anno scorso nel sottotetto della canonica della chiesa della Santissima Trinità.
La famiglia Claps ritiene, invece, che quella sia stata «una messinscena» e che il corpo sia stato trovato prima. Sono due le ipotesi e vedono coinvolti sacerdoti stranieri. Il corpo potrebbe essere stato scoperto qualche settimana prima del ritrovamento ufficiale ma taciuto. [...]

Il vice-parroco brasiliano don Wagno Oliveira e Silva, interrogato dalla polizia di Potenza, messo a confronto con una donna delle pulizie, Margherita Santarsiere, ha dichiarato che la donna gli riferì di aver trovato un cranio. Durante l'interrogatorio la donna prima ha fatto delle ammissioni poi ha negato risolutamente.
E così ha fatto poi in pubblico insieme alla figlia, Annalisa Lo Vito, indicata dal vice parroco come presente al momento del ritrovamento. Questa ricostruzione mette in imbarazzo la Chiesa potentina perchè il vice parroco avrebbe avvisato l'arcivescovo, monsignor Agostino Superbo, che però non capì (fu scambiata la parola «cranio» con «ucraino», una giustificazione che la famiglia Claps respinge con molta forza). Oltre alla smentita dell'arcivescovo, c'è anche quella del parroco, don Ambroise Atakpa, del Togo. È stato lui a chiamare gli operai per riparare le infiltrazioni nel sottotetto. Lui stesso, inoltre, nega di aver mai commissionato dei lavori di pulizia nel sottotetto. Nella seconda ipotesi al vaglio degli inquirenti il ritrovamento dei resti risalirebbe addirittura al 2008. In quell'anno muore don Mimì Sabia, storico parroco.
Per pochi mesi la chiesa è guidata dal sacerdote congolese don Guy Noel Okamba, attualmente nel suo Paese, già sentito dagli inquirenti. Durante la sua breve permanenza si sarebbero svolti dei lavori che comportarono una radicale pulizia di alcuni ambienti, tra cui il sottotetto. In quella circostanza - maggio del 2008 - furono tolti dal sottotetto tegole e materiali di risulta. Gli inquirenti vogliono capire se è stato quello il momento in cui il cadavere è venuto fuori dal nascondiglio visto che era stato occultato proprio sotto una catasta di materiali edili e tegole. Infatti quando sono stati trovati i resti erano coperti solo da qualche tegola. Ma anche il prete congolese ha negato questa ricostruzione. 
Giacomo Galeazzi - La Stampa

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